Sono davvero poche le opere di genere storico accurate come Vinland Saga, una vera e propria cronaca dello stile di vita e di combattimento dei Vichinghi, unici nel loro genere, come potete ammirare in questo ennesimo, straordinario episodio.

VALHALLA, I AM COMING

Che Makoto Yukimura abbia effettuato delle ricerche approfondite sulla storia dei Vichinghi è evidente già nella scelta di non coprire i loro capi con degli elmi su cui spunta un paio di corna, mistificazione storica decisamente molto diffusa, ma per l’appunto errata, la quale affonda le proprie radici nella rappresentazione dell’opera del compositore tedesco Wagner L’Anello del Nibelungo, ma che, di fatto, non è supportata da alcuna prova effettiva.

Detto questo, Vinland Saga è un manga che si prefigge l’obiettivo di rappresentare nella maniera più fedele possibile alla realtà dei fatti lo stile di vita di questi guerrieri, pirati e mercenari. Le loro scorrerie sono passate alla storia per le incredibili spietatezza e foga impiegate durante le stesse, all’epoca qualcosa di davvero mai visto prima; uno dei punti a vantaggio di questa popolazione era la loro religione, la quale attribuiva un posto privilegiato nel Valhalla per i guerrieri che perdevano la vita in battaglia: è anche grazie a questo elemento che i Vichinghi non solo non temevano affatto la morte, ma quasi la agognavano, perché non esisteva modo più onorevole di morire, e questo costituisce una differenza abissale con qualsiasi altro esercito loro contemporaneo, e spiega anche come mai si gettassero a capofitto negli scontri senza badare troppo al fatto che potessero uscirne vivi o meno.

WE ARE YOUR OVERLORDS

Nella puntata più recente basata sul manga scritto e illustrato da Makoto Yukimura, potrete ammirare non soltanto quanto i guerrieri Normanni fossero valorosi, spietati e sanguinari sul campo di battaglia, ma scoprirete anche che questo popolo di migranti e conquistatori fosse anche in grado di elaborare delle strategie vincenti: trattandosi di mercenari, i Normani capeggiati da Askeladd, come già abbiamo potuto vedere nelle puntate precedenti, non si facevano troppi problemi nello stringere alleanze provvisorie con una determinata fazione per avere la meglio sull’altra, consci che i loro uomini da soli non sarebbero stati sufficienti per garantirsi la vittoria.

Certamente, Askeladd non è un fine stratega, ma è abbastanza abile con le parole da riuscire a trarre in inganno i suoi alleati momentanei, come vedrete in una sequenza davvero divertente.

Come al solito, viene scelto come messaggero il giovane Thorfinn, il quale si presta mal volentieri alle richieste di Askeladd, ma che esegue comunque i suoi ordini nella speranza che, prima o poi, l’uomo responsabile della morte di suo padre accetterà di essere sfidato a duello da quel ragazzo biondo assetato di vendetta fin da quando si mise sulle sue tracce, quando era ancora soltanto un bambino indifeso. E, come al solito, Thorfinn verrà ritenuto da Askeladd e dai suoi morto, come avviene in più occasioni, il che costituisce un siparietto comico che costituisce ormai un tratto distintivo della narrazione.

Unico neo è il fatto che anche personaggi appartenenti a etnie differenti e che, per questo, parlavano lingue diverse, sono doppiati tutti in giapponese, creando un cortocircuito sgradevole nel momento in cui Torfinn parla norvegese, diversamente dai suoi interlocutori, che non lo comprendono, ma, essendo tutti doppiati nella medesima lingua, noterete che l’interprete di Thorfinn in realtà non fa che ripetere le stesse parole del ragazzo, in lingua giapponese.

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