Molti rimpiangono i comics degli anni novanta. In quel periodo le case editrici americane puntarono su personaggi dai comportamenti discutibili, anti-eroi violenti e aggressivi protagonisti di storie incentrate sull’azione adrenalinica e prive di introspezione. Per ciò che concerne la Marvel, si può dire che Venom fu uno dei character più significativi in tal senso.

Dopo il suo esordio in Amazing Spider-Man, il letale Eddie Brock che viveva in simbiosi con l’inquietante costume nero divenne presto popolare e fece letteralmente impazzire i fan.
In principio era un villain ma in seguito la Marvel, consapevole della sua popolarità, decise di trasformarlo in una specie di vigilante, allo scopo di renderlo protagonista di avventure personali. In pratica, Eddie, pur essendo un pericoloso psicopatico, incomincia a combattere i criminali, senza porsi scrupoli sui metodi da usare, e li uccide alla stregua del Punitore.

Agli inizi la Marvel non varò un comic-book regolare su Venom, ma pubblicò con frequenza varie miniserie che ottennero un buon riscontro da parte del pubblico.

Questo volume ne include tre che ben sintetizzano i pregi e soprattutto i difetti dei comics anni novanta. Le trame sono infatti superficiali, basate su lotte prive di costrutto, commerciali nell’impostazione. La prima è Venom The Mace, scritta da Carl Potts che si era messo in luce firmando i primi episodi di Punisher ed era quindi adatto a occuparsi di vigilanti. In questa mini l’autore introduce la Sunrise Society, un’organizzazione criminale, e fa esordire Mace, un cyborg aggressivo e sopra le righe che incrocerà la strada del Protettore Letale.

La vicenda può risultare gradevole se si cerca una lettura scacciapensieri. Ma si tratta, appunto, solo di questo e la trama è dimenticabile, sebbene i disegni del bravo Liam Sharp la rendano accettabile. Il suo stile è aggressivo, impreziosito da una cura certosina dei dettagli e valorizzato da un impeccabile dinamismo, essenziale per un fumetto che fa dell’azione l’elemento fondamentale.

Venom Nights of Vengeance, invece, punta su elementi horror. Malgrado ci sia la minaccia degli Stalkers, ennesimo gruppo criminale, un ruolo preponderante nella story-line lo gioca Vengeance, uno Spirito della Vendetta che in quel periodo appariva spesso nella serie del secondo Ghost Rider, Denny Ketch. Non per nulla a scrivere la storia è proprio l’autore di Ghost Rider, Howard Mackie, all’epoca uno degli sceneggiatori di punta della Casa delle Idee.

Ma anche stavolta la superficialità dilaga e per giunta i disegni anonimi del sopravvalutato Ron Lim non contribuiscono a elevare il livello della miniserie. Il volume si conclude con Venom Separation Anxiety, pure questa scritta da Howard Mackie. Qui l’autore riprende i vari simbionti rivali di Venom apparsi nella saga Lethal Protector e li usa come pretesto per propinare scontri e combattimenti senza senso. I disegni di Ron Randall sono legnosi e standardizzati e non contribuiscono certo alla qualità complessiva del prodotto.

Di conseguenza, come giudicare questa uscita di Venom Collection? Se cercate una lettura valida, lasciate perdere, anche perché il prezzo non ne giustifica di sicuro l’acquisto. Tuttavia, se siete fan del V-Man e vi accontentate di una lettura di mero intrattenimento, senza particolare profondità, potrebbe forse fare al caso vostro.

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