Il mini ciclo narrativo avviato con il precedente albo (intitolato La Maschera di Cera) sta sempre più portando Tex e Kit Carson all’interno di un percorso tortuoso, misterioso, e capace di rievocare fantasmi dal passato.

Mauro Boselli è l’autore che in assoluto sa maneggiare Tex in tutto e per tutto (essendone oltre che sceneggiatore anche curatore). E per questo motivo può stupire fino ad un certo punto il fatto che quando Boselli prova a spingere Aquila della Notte verso una storia di puro genere, il livello narrativo dell’albo decolli risultando veramente brillante.

Il Club dei Tredici vede Tex e Kit ancora a Los Angeles, alla ricerca della scomparsa Joan Fischer. I due ritroveranno la ragazza, ma i misteri sono appena iniziati. I sospetti sull’artefice del rapimento portano i due pards verso il cosiddetto Club dei Tredici, un gruppo esclusivo di uomini che sembrano aver molto da nascondere. Ma, sopra tutto e tutti, aleggia ancora la maschera di cera, dietro la cui identità si nasconde un personaggio che ha molto a che fare col passato di Tex.

Insomma, così come sottolineato in precedenza, quando Mauro Boselli decide di spingere su determinate corde ci riesce benissimo. Nonostante si tratti dello sceneggiatore più proficuo in casa Bonelli (il che lo porta a produrre incessantemente ed a lungo termine, facendogli raggiungere anche dei momenti di stanca) Boselli quando è ispirato a dovere sa offrire delle storie di valore assoluto. 

Il mini ciclo narrativo aperto con La Maschera di Cera sembra proprio essere una di quelle storie ispirate, capace di mischiare il presente con il passato, e probabilmente anche con il futuro di Tex. E Boselli in questo è veramente “il” maestro. La sua capacità di tirar fuori dalla tradizione texiana dei piccoli personaggi mettendoli al centro di storie importanti è una delle sue più grandi qualità.

Per questo motivo il personaggio che si cela dietro la maschera di cera promette nel prossimo albo (quando tutti i nodi verranno al pettine) di esprimere al meglio il potenziale drammatico di questo ciclo narrativo.

Il Club dei Tredici, Tex, Mangaforever Il Club dei Tredici, Tex, Mangaforever Il Club dei Tredici, Tex, Mangaforever

Ad accompagnare i testi di Boselli ci sono i disegni di Michele Benevento, il quale riesce, con il suo tocco ricco di espressività e che non si risparmia coi dettagli, a rievocare i maestri della Storia texiana. 

Insomma, Il Club dei Tredici è un albo confezionato a dovere, che sa accompagnare un’ottima storia dai disegni notevoli. Si tratta di qualcosa di più di un albo da leggere sotto l’ombrellone durante questa calda estate. Se il prossimo numero saprà sprigionare il potenziale drammatico del personaggio che si nasconde dietro la maschera di cera forse potremmo parlare di una storia memorabile.

Del resto sono questi gli elementi che rendono la saga di  Tex così dura a morire (ovviamente noi ci auguriamo che non muoia mai): nonostante stiamo parlando del fumetto popolare per eccellenza, le storie di Aquila della Notte riescono in maniera sottile ad avvicinare il lettore di passaggio così come il cultore.

Sono tanti i dettagli, l’attenzione storica, la ricerca della qualità, la profondità dei personaggi e la qualità narrativa proposti nella maniera più semplice ed efficace possibile. E poi a corredo di tutto abbiamo un canovaccio di base ed un personaggio che erano precursori dei tempi già nel 1948, ed oggi sono diventanti una macchina da capolavoro (nel senso di proporre storie “sgangherate e sgangherabili”, così come diceva il grande Umberto Eco).

Tutto ciò dà vita alla tradizione di Tex che vive tutt’oggi, e che dà merito a chi, come Mauro Boselli, la sta portando avanti al meglio nel tempo.

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