Yukie, figlia di un ricco proprietario terriero di una regione rurale del Giappone estramente povera, ha scoperto l’amore da adolescente con il suo quasi coetaneo Tatsukichi e poi un amore più maturo con il suo professore, Okishima, con il quale ha vissuto un amore tabù, che spazza via le convenzioni del tempo e la rigidità della società giapponese. Ma Yukie ha bisogno di affrontare il ricordo che la assilla, sua madre; ecco dunque che parte alla sua ricerca, tornando nei luoghi della sua infanzia.

Dopo il primo più che apprezzabile volume, continua la storia di formazione di questa ragazza indomita e anche schiava dei suoi desideri, che si pone alla ricerca della costruzione di un nuovo rapporto con i suoi genitori: un padre che ormai non nasconde più i suoi desideri più reconditi ed una madre che è fuggita molti anni prima e che lei credeva ormai morta.

Il rapporto con la madre è un tema fondamentale di tutta la storia di Yukie, in quanto ritiene di aver ereditato da lei le caratteristiche tragiche che hanno caratterizzato la sua relazione con gli uomini della sua vita: infedeltà, tradimento e adulterio; caratteristiche che crede che saranno ereditate anche dai suoi discendenti. Tuttavia questa presa di coscienza non le servirà a raddrizzare la sua vita; nonostante il suo tentativo di ricostruirsi una esistenza evitando gli stessi errori, Yukie dimostra che il suo destino è segnato dall’eredità che ha ricevuto da sua madre, un’eredità che alla fine potrebbe essere la sua condanna.

Come si può comprendere, la storia comincia ad essere profondamente malinconica e triste, in quanto gli amori adolescenziali hanno lasciato il posto ad un amore adulto, ma per questo sempre imperfetto, anche a causa dei suoi protagonisti: se Yukie è sempre in bilico fra un amore romantico ed uno carnale, è anche vero che gli uomini che incontra nel suo viaggio sentimentale si dimostrano sempre inadeguati, se non vigliacchi, a soddisfare ciò di cui Yukie ha bisogno. Un viaggio, dunque, senza soluzione di continuità, che sembra non dare pace alla protagonista.

Dal punto di vista del tratto, Kamimura regala una storia magistralmente disegnata, che si caratterizza non solo per un tratto delicato, ma anche per costruzioni delle tavole che si arricchiscono di immagini a pagina intera, riprese a volo d’uccello e inquadrature angolari.

In quest’opera, dunque, sembrano trovare compimento le tematiche che da sempre hanno accompagnato le storie di questa coppia d’oro di autori, come femminilità, incesto e incomunicabilità tra uomo e donna, arricchite da un comparto grafico che sottolinea ancora di più la centralità dei personaggi femminili nel far evolvere le storie.

La confezione proposta da Coconino Press – Fandango è un cartonato molto solido che oltre al manga presenta anche, nel volume due, un approfondimento di Paolo La Marca, che ripercorre le collaborazioni tra i due autori, e, nel volume tre, una post-fazione di Jiro Taniguchi, che considera Il fiume Shinano la sua storia preferita tra quelle realizzate da questi autori.

La traduzione è ancora una volta a cura di Paolo La Marca, grande esperto ed appassionato della figura di Kamimura Kazuo, tanto da aver curato due mostre su di lui a Ragusa (Il mondo dell’eros, 2014) e successivamente anche a Lucca (La semplicità  della bellezza, 2016).

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