Roberto Recchioni riporta in vita uno dei suoi personaggi più riusciti, collocandolo in un momento storico, quali è quello contemporaneo, ricco di contraddizioni, distopie, e “cattivi” al potere. Il sottotitolo della nuova miniserie dedicata a David Murphy è infatti “Make America Great Again“, ovvero lo slogan elettorale del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

L’obiettivo di David Murphy è infatti attraversare la barriera che l’inquilino della Casa Bianca sta cercando di far erigere al confine tra Messico e Stati Uniti. Una situazione che richiama in causa la realtà e che porterà l’action hero ideato da Recchioni ad essere arrestato dalla Polizia di Frontiera, ed a confrontarsi con il suo passato.

Perché David Murphy è considerato dalla sua stessa Patria un terrorista. Ma l’aspetto più originale del personaggio è la consapevolezza di essere un action hero con un passato fatto di film, telefilm, letteratura e fumetti che ne arricchiscono il bagaglio. David Murphy sa infatti che il post-modernismo ed il citazionismo sono dalla sua parte, ed anche nelle situazioni più difficili esistono corsi e ricorsi narrativi che gli consentiranno di tirarsi fuori anche dalla situazione più difficile.

Questo primo albo della nuova miniserie dedicata a David Murphy non fa altro che mettere insieme due elementi: il post-modernismo tanto caro a Roberto Recchioni, ed un collocamento in una dimensione più che attuale di un personaggio fumettistico assente da un po’ dalla scena editoriale.

Lo sceneggiatore Recchioni riesce ancora una volta a ridare linfa ad una delle sue creazioni (così come ha fatto con Pietro Battaglia per la Cosmo). L’idea di collocare David Murphy in questo presente storico fatto di tante problematiche e situazioni al limite è un elemento interessante, e che sicuramente offrirà molti spunti al character ed ai lettori.

A dare vita a livello grafico a David Murphy è Pierluigi Minotti, il quale si avvicina al tocco di alcuni fumetti americani più sperimentali come la pluripremiata serie Marvel di Occhio di Falco disegnata da David Aja.

I colori di  Mattia Iacono danno invece vivacità e riescono a rendere ancora più espressivi i personaggi e le situazioni del fumetto. La sceneggiatura di Recchioni è come al solito molto ritmata e scorrevole.

Insomma, si prospetta una miniserie molto interessante ed all’altezza del passato autoriale di Roberto Recchioni, un autore che riesce comunque a mettere il suo tocco in ogni produzione a cui mette mano (compresa la cura editoriale di Dylan Dog alla quale sta lavorando da diversi anni).

In questi tempi nei quali il livello narrativo delle produzioni fumettistiche e seriali si è piuttosto alzato, l’idea di riproporre le storie di un action hero che si rifà ai personaggi del passato che hanno fatto la storia del Cinema anni Ottanta (Schwarzenegger, Bruce Willis e Sylvester Stallone su tutti) è intrigante e suggestiva.

E chissà che il confronto tra David Murphy e gli Stati Uniti attuali non lo porti ad un faccia a faccia con lo stesso Donald Trump. Del resto molti autori, dopo l’elezione di Trump nel 2016, prospettavano un futuro narrativo per le loro creazioni molto stimolante.

Certo, l’albo di David Murphy proposto da Panini Comics, non ha una grossa foliazione (parliamo di appena 24 pagine), ma la qualità dello spillato è comunque ottima, e presenta fogli robusti e che fanno risaltare i disegni e la colorazione del fumetto.

Perciò non resta che attendere il prossimo albo di David Murphy che, siamo sicuri, sarà all’altezza delle aspettative.

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