Proprio nella settimana in cui Quentin Tarantino monopolizza il Festival di Cannes con la sua nuova pellicola C’era una volta a…Hollywood, la Sergio Bonelli Editore pubblica una graphic novel sceneggiata da Michele Masiero, e disegnata da Roberto Baldazzini, dal titolo Hollywoodland. 

La storia racconta la vita controversa di Danny Winter, uomo che si aggira tra gli studi cinematografici della Los Angeles degli anni Venti, occupandosi delle faccende più disparate, e risolvendo i casi più sporchi che si annidano dietro all’industria hollywoodiana. Ma Danny, nonostante sia un tipo piuttosto burbero, ha un cuore generoso, e pronto a donare amore. Perciò l’incontro con una giovane cameriera, chiamata Lillian, risveglia in lui tutto quel sentimento sopito.

Ma anche in questo caso dietro i lustrini e le luci abbaglianti di Hollywood si annida una storia fatta di tradimenti, crimini, e tanto sangue. I sogni di una vita felice per Danny verranno presto traditi. Ed un terribile caso di omicidio farà emergere una realtà crudele, portando ad un risvolto inaspettato.

Ciò che riesce a fare Michele Masiero con la sua sceneggiatura è restituire il gusto di quella Hollywood degli anni Venti, che oggi possiamo solo provare a vivere attraverso le pellicole di quell’epoca. Così come fecero i fratelli Coen con Ave Cesare, il riuscire a mostrar cosa si nasconde dietro la macchina produttiva della cinematografia offre molte storie, e parecchie situazioni intriganti.

Forse non a caso il volume s’intitola Hollywoodland, lo stesso titolo del film del 2006 con protagonista Ben Affleck, che racconta la storia di George Reeves, interprete di Superman nella serie televisiva degli anni Cinquanta, morto (apparentemente) suicida in circostanze misteriose.

Michele Masiero riesce a fare proprio questo: offrire uno spaccato di vita di una Hollywood fatta di persone, e non di personaggi, con tante storie tragiche le cui ombre vengono sommerse dalle abbaglianti luci dell’industria cinematografica. I personaggi raccontati da Masiero sono carichi di dramma e di sventure. La felicità a Hollywood non è proprio di casa.

Ad arricchire una sceneggiatura ben fatta, dotata di buon ritmo, e capace di far assaporare l’atmosfera dell’epoca d’oro del cinema classico, ci sono i disegni di Roberto Baldazzini. Il disegnatore riesce a proporre tavole fatte di una linea chiara, con personaggi ed ambienti che richiamano lo stile classico di Alex Raymond, e rievocano la golden age dei fumetti.

Insomma, Hollywoodland è una storia a fumetti dotata di grande potere evocativo, che fa respirare la magia e la tragedia di un’epoca irripetibile del Cinema, fatta di divismo puro, ma anche di tante menzogne, e difficoltà a saper vivere la realtà.

Il protagonista della storia Danny Winter è un uomo normale sbattuto in mezzo all’anormalità, incapace di vivere una vita come tante perché nato nel posto sbagliato. Sicuramente la normalità non abita Hollywood, e l’epoca in cui è esplosa l’industria cinematografica è stata capace di creare una bolla che ha risucchiato un po’ tutti, divi e persone comuni.

Hollywoodland è quindi una storia consigliata a tutti i cinefili, ma anche agli amanti di storie a fumetti con una certa cifra autoriale. Ed è questo il miracolo della Sergio Bonelli Editore, casa editrice storica, capace di affermarsi e di essere la madre del fumetto  italiano di genere, ma in grado allo stesso tempo di farsi padrona di una certa autorialità. Perché l’epoca d’oro del fumetto italiano, grazia alla Sergio Bonelli ed a volumi di questo genere, sembra non essere mai pronta a mostrare la parola “fine”.

 

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