Nel catalogo della Prankster Comics, giovane e intraprendente casa editrice indipendente, spicca il n. 0 di Sette, serie che, almeno a giudicare da questo albo, è inclassificabile.

Lo scrivo, comunque, in senso positivo, dal momento che, come scopriranno coloro che lo leggeranno, non si tratta di un inizio banale. In genere i numeri zero sono motivati esclusivamente dal marketing, si limitano a presentare sequenze incomplete del primo episodio, magari con qualche pin-up e articoli di vario tipo; oppure una breve storiella che introduce i personaggi e le ambientazioni, senza, naturalmente, approfondire.

Il n. 0 di Sette non è niente di tutto questo e bisogna riconoscere alla sceneggiatrice, Federica Binacchi, il pregio dell’originalità. Non è facile, in ogni caso, ragionare sulla storia perché, in maniera consapevole, l’autrice non ci fa capire se l’episodio è il prologo della serie vera e propria, o la fine, l’inizio o magari un intermezzo, se non addirittura un flashback.

Collocare Sette in un genere preciso è arduo. La casa editrice lo definisce urban fantasy e certamente questo elemento è presente; ma c’è pure un pizzico di horror e molta azione che risente forse dell’influenza dei comics supereroici. Ma chi sono i personaggi? Federica Binacchi non ci dice nulla sul loro conto, creando, quindi, un’intrigante atmosfera di mistero che ha l’evidente scopo di incuriosire. E ci riesce benissimo.

Possiamo solo intuire che esiste un gruppo di individui chiamati i Sette. Qualcuno o qualcosa li ha decimati, tranne uno che è poi il narratore della vicenda. La trama, perciò, parte dal presupposto che molti terribili eventi si sono già verificati e ciò che leggiamo ne è la conseguenza. Si citano poi gli enigmatici Iseth e non si sa se si tratti di un clan, di un gruppo rivale o chissà cos’altro. Federica Binacchi descrive, inoltre, la lotta violenta e senza esclusione di colpi tra il superstite dei Sette e un uomo che pare essere il leader degli Iseth.

Gli esiti sono devastanti e l’episodio si conclude con l’inserimento di un dettaglio che conferisce ulteriore mistero alla trama.

I testi sono intensi, profondi, maturi, decisamente efficaci, e da questo punto di vista Federica Binacchi si dimostra convincente. Come ho già chiarito, riesce a incuriosire il lettore e si può dire che Sette ha grandi potenzialità e potrebbe costituire una piacevole sorpresa per i lettori. I disegni sono di Federico Battisti che ha un tratto grezzo, sporco, aggressivo, perfetto per una vicenda drammatica e adrenalinica come questa.

26Giocando con un bianco e nero suggestivo, impreziosito da eleganti giochi d’ombra, Battisti fa sfoggio di uno stile dinamico, evidente specialmente nelle sequenze d’azione, e imposta il lay-out all’americana, con un’attitudine Marvel e DC, tanto per intenderci. Insomma, Sette è veramente una proposta da tenere d’occhio, ma bisogna aspettare l’uscita del n. 1 per poter formulare un giudizio più articolato. Da provare.

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IN BREVE
Storia
8.0
Disegni
8.0
Cura Editoriale
7.0
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Scrittore, visionario, amante dell'arte, del cinema, del rock, dei fumetti, dell'esoterismo. Romanziere ossessivo/compulsivo. Destinato alla fama e al successo.

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