Dopo I.L e Melmo ecco un altro personaggio femminile protagonista di un volume della Osamushi Collection di J-POP: in un luogo misterioso, sette fanciulle si ritrovano davanti ad una tomba, giurando che porteranno a compimento la vendetta invocata dalla loro madre: distruggere gli uomini, la legge ed il denaro; e per farlo sono pronte a tutto, anche a sacrificare la loro stessa vita. Tra esse, Zephyrus è una seducente bellezza decisa a far impazzire tutti gli uomini della Terra e usarli per i suoi scopi; ma a resistere al suo fascino è un bruto il cui solo scopo nella vita è “bere tutto l’alcol del mondo”. Questo farà vacillare Zephyrus?

Quello appena narrato è ciò che succede solo nelle prime pagine del manga; sarebbe un errore raccontarvi di più, sia perchè vi rovinerebbe la sorpresa, sia perchè la trama è così articolata e meravigliosamente architettata che è difficile indicare in un breve paragrafo tutti gli elementi che troverete ne Il mondo in una bottiglia.

Per la prima volta pubblicato in Italia, infatti, il manga affronta un nuovo orizzonte per Osamu Tezuka, creare una opera realistica, che contenga un messaggio rivolto agli adulti e che tratti una moltitudine di tematiche che si mischiano una con l’altra: il capitalismo, la speculazione economica senza scrupoli, la sessualità, le contraddizioni tra i generi, le nuove tecnologie, la sfida alla moralità pubblica e all’autorità, la debolezza del sistema politico e la scarsità di risorse. Temi che si inseriscono in un contesto temporale, che è quello del Giappone anni Sessanta, gli anni del boom che però hanno anche portato alla luce le contraddizioni della società giapponese che in parte sopravvivono ancora oggi, come il ruolo della donna e la rilevanza delle forze armate (sia quelle di autodifesa che quelle americane ancora su suolo giapponese).

Nonostante la varietà di tematiche, la costruzione è perfetta e il lettore non potrà fare altro che perdersi in questa storia intricata, ma affascinante, eppure anche così realistica (anche se ovviamente alcune conseguenze sono portate all’eccesso). Costruzione perfetta, ma non omogenea, come dimostrano le diverse sezioni annunciate da termini del linguaggio musicale (preludio, motivo allegro un poco sostenuto, e così via): alcuni capitoli hanno un ritmo più veloce, altri lento, altri narrano una storia a prima vista parallela, ma che in realtà in un qualche punto del volume si ricongiungerà con le altre; alcuni capitoli hanno un respiro più ampio, altri narrano storie di singoli individui.

Venendo ai personaggi, infatti, alcuni rappresentano i tipici personaggi monodimensionali di Tezuka, altri invece sono caratterizzati al massimo, perchè il lettore possa apprezzarne ogni sfaccettatura. Questo si riflette anche nello stile adottato, che non disdegna il tratto umoristico per cui Tezuka è noto, ma le tematiche più cupe gli suggeriscono di adottarlo in misura limitata. Certo, se siete abituati al Tezuka di Astroboy o de La principessa Zaffiro, noterete una certa complessità nell’approccio alla lettura.

L’edizione J-POP non si discosta ovviamente dagli altri volumi che sono parte della Osamushi Collection: volumi corposi (questo contiene oltre 500 pagine di fumetto) con sovracopertina, arricchiti da un approfondimento a cura questa volta di Francesca Scotti. Come sempre un volume di pregio, con una robusta rilegatura e carta di buona qualità.

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