Torna un grande classico della storia editoriale di Tex. La Cella della Morte raccoglie un ciclo narrativo uscito nelle edicole nel 1972. Tutta la raffinatezza e passione letteraria del grande Gianluigi Bonelli viene espressa in questa storia in cui Tex verrà imprigionato, picchiato e maltrattato come mai è accaduto prima.

Tex e i suoi pards sono ospiti della locanda Silver Star. Proprio in questo luogo verrà consumato un piano per intrappolare Aquila della Notte, ordito dalla giovane Myra Solano. Tex verrà accusato di omicidio e condannato a scontare vent’anni di reclusione all’interno del carcere di Vicksburg. Ma Tiger Jack, Kit Carson e Kit Willer faranno il possibile per supportare Aquila della Notte, e per scagionarlo da un’ignobile accusa. Nel frattempo qualcuno trama per l’uccisione di Tex, e le sue ore sembrano contate.

La Cella della Morte è una sorta di Conte di Montecristo in versione Texiana. Gianluigi Bonelli, da fine narratore e abilissimo sceneggiatore, riesce a sviluppare una narrazione piuttosto fitta, che, mai come in questa occasione renderà i pards di Tex centrali e di rilievo per supportare e letteralmente salvare la vita ad Aquila della Notte. Certo, i lettori di oggi potranno trovare le vignette un po’ sovrabbondanti di dialoghi, ma i ritmi della narrazione risultano essere tutt’ora piuttosto incalzanti.

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L’evoluzione e la consacrazione di Tex passa anche da questa storia, e da uno snodo narrativo che esalterà più che mai le caratteristiche del ranger di casa Bonelli. Infatti, all’interno del carcere di Vicksburg Tex verrà continuamente picchiato e ridotto in condizioni sempre più difficili. Ma la capacità di resistere al male ed ai torti subiti metterà in evidenza un personaggio dotato di una forza mentale e fisica fuori dal normale.

Gianluigi Bonelli sviluppa un filone narrativo che si dipana sotto più punti di vista, e che riesce a rendere centrali molti dei personaggi della storia. Al centro de La cella della Morte c’è ancora una volta la brama di potere, elevato all’ennesima potenza.

Questa storia è un racconto di condanna, resistenza e redenzione, che offre anche l’ennesimo interessante punto di vista su come la brama di potere possa passare sopra tutto e tutti, senza escludere il versamento di tanto sangue innocente. Perché il messaggio di Tex tramandato da Gianluigi Bonelli è sempre stato quello di resistere e combattere i soprusi, ed alla fine, nonostante le avventure texiane siano ambientate negli Stati Uniti dell’Ottocento, si tratta di un concetto universale, e nel quale anche i contemporanei possono rispecchiarsi. E forse questo è un altro grande motivo della longevità editoriale di Aquila della Notte.

Ai disegni Erio Nicolò mischia un tratto più classico d’ispirazione Raymondiana (storico disegnatore di Flash Gordon), con un tratteggio delle forme massiccio, differenziandosi rispetto al maestro Galeppini, e creando una via di mezzo tra il passato e lo stile di Tex che verrà consolidato da Claudio Villa.

La Sergio Bonelli Editore forse non a caso ha deciso di pubblicare in versione raccolta questo importante ciclo narrativo. A meno di un anno dalla celebrazione dei settant’anni di Tex, La Cella della Morte rappresenta un simbolo di ciò che Aquila della Notte è stato, è tutt’ora, e sarà per sempre: un essere umano con capacità e valori che travalicano i comuni mortali. Perché Tex è il nostro supereroe.

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