Fatta esclusione per qualche incursione agli albori della sua attività, ma non solo, BAO Publishing si è sempre approcciata al fumetto nipponico privilegiando la qualità alla quantità mantenendo così inalterato quello stesso approccio che ne contraddistingue tutta la proposta editoriale.

Dopo aver varato una inedita e raffinatissima collana dedicata al manhua – il fumetto cinese –  l’editore milanese ha ufficialmente presentato durante lo scorso Napoli Comicon la nuova collana Aiken dedicata ai manga portando alla kermesse partenopea i primi tre titoli in uscita a maggio.

Il primo fra questi titoli ad arrivare sugli scaffali delle fumetterie è Henshin, antologia firmata da Ken Niimura già disegnatore di I Kill Giants graphic novel pubblicato sempre da BAO e diventato recentemente una pellicola Netflix.

Niimura tratteggia in una serie di racconti brevi quella che è la vita e la cultura giapponese. Dalla difficoltà di avere – o non avere – un animale domestico ne Il Gattino e Io passando per la difficoltà nel poter comunicare i propri sentimenti in Niente Più Bugie e La Mano della Vittoria.

Si toccano anche temi profondi come il suicidio in Escursioni Estive e si affronta la fervida immaginazioni nipponica in Tra Due Fuochi. Se si perde il treno poco male perché si può fare l’incontro di una vita come in Storia dell’Ultimo Treno mentre Merci ci mostra quanto può essere difficile per un giapponese comunicare all’estero.

Un carosello di personaggi e situazioni talmente variopinto da risultare tanto surreale quanto profondo e profondamente realistico sullo sfondo di luoghi entrati nell’immaginario collettivo come la scuola o la frenetica Tokyo ma anche “sacri” e intimi come il focolare domestico.

Con piglio decisamente ironico Ken Niimura ci descrive il suo paese e le sue contraddizioni, la sua delicatezza e le sue manie in 13 storie brevi che si lasciano gustare tutto d’un fiato divertendo, commuovendo e facendo riflettere.

E’ senz’altro l’animo umano il volano utilizzato dall’autore, con le sue sfaccettature e con l’imprevedibilità della vita a fare da contraltare, che si traduce in una narrativa che non disdegna neanche qualche incursione biografica semi-seria.

Non sembra volersi prendere troppo sul serio Niimura ed è forse proprio questa la caratteristica che rende Henshin una lettura piacevolissima in cui echi del grande sensei Taniguchi si fondono con una certa immediatezza tutta occidentale.

Proprio quest’ultimo aspetto si riflette nel comparto grafico in cui Niimura utilizza un tratto veloce fatto di poche ma incisive linee affidandosi invece ad una costruzione della tavola ordinata che predilige l’orizzontalità con un utilizzo delle inquadrature che risentono molto del lavoro dell’autore per il mercato occidentale e fanno dello story-telling limpido e immediato la sua vera cifra stilistica.

Ottima la cura carto-tecnica del tankobon confezionato da BAO Publishing che si contraddistingue oltre che per la sovracoperta anche per una carta da 100 grammi molto “luminosa” che valorizza al meglio il volume. Da segnalarsi anche l’ottima traduzione e adattamento che rendono scorrevolissima la lettura.

L’esordio della collana Aiken è quindi subito positivo, anche se non nutrivamo alcun dubbio sulle capacità editoriali di BAO Publishing, ora tocca a voi supportare la collana iniziando da questo Henshin: acquistatelo senza pregiudizi, anche e soprattutto se non siete abituali lettori di manga, non ne rimarrete delusi.

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