Dopo un meticoloso lavoro di cura editoriale svolto insieme a Feltrinelli Comics, Alessandro Bilotta (autore dell’ultima grande avventura di Mercurio Loi uscita poche settimane fa) e Carmine Di Giandomenico (reduce dalla collaborazione con DC Comics su Flash Rinascita e, quest’anno, presente in fumetteria con Oudeis, edito da saldaPress) ripropongono al grande pubblico, per la prima volta integralmente, una storia ancora piena, a distanza di sedici anni dalla prima uscita per Magic Press, di interrogativi da porre.

In un mondo pienamente indottrinato dove nulla è come sembra, siete pronti a commettere crimine di riflessione?

UNA VITA SCANDITA

Il plot de La Dottrina sembrerebbe, a primo impatto, ricalcare le migliori (peggiori) situazioni distopiche proposte già, in forma diversa, da celebri romanzi come 1984 di George Orwell e Fahrenjeit 451 di Ray Bradbury: in un mondo in cui gli anni vengono scanditi dalla festa per celebrare l’ascesa del Nocchiere, la grande entità mente del grande regime, la popolazione vive un’esistenza non umana, controllata da rigidi divieti che impongono cosa fare in ogni momento della giornata, senza nessuna possibilità di uscita da una routine diabolica orchestrata dal regime.

Mentre tutto scorre, sotto il violento e rigido controllo dei Professori, attui a mantenere l’ordine, il lettore ha modo nello specifico di seguire le vicende di vari personaggi: il cittadino Zeccaria, pauroso impiegato che soffre di manie di persecuzioni capace di scoprire una grande verità; una coppia di amanti che tentano di vivere il loro amore nelle dure giornate imposte dal Nocchiere; due ragazzi, cacciati dalla scuola e mandati ad un centro rieducativo e un artista, impegnato con la preparazione di alcune opere d’arte da esporre per le celebrazioni della Solennità, festa celebrativa del Nocchiere. Mischiando passato e presente, la trama si troverà a presentare al lettore La Smorfia, un misterioso uomo mascherato (ma forse più “umano” degli altri) che cerca di risvegliare la popolazione, richiamando un tentativo di ribellione già sedato in passato.

SEQUENZE DI VITA

La Dottrina, come si intuisce già dalle prime pagine di lettura, non è un graphic novel come gli altri e i sapienti Bilotta e Di Giandomenico, per questo, hanno messo in preventivo la parziale confusione che il lettore può incontrare leggendo il fumetto: se vi aspettate una trama lineare e lineari azioni di causa-effetto, avete sbagliato opera. La Dottrina è un grande puzzle (o una grande sequenza di incastri, vista la centralità dei numeri già visibili all’interno della scena sin da subito e la presenza di un personaggio chiamato “smorfia”, con chiaro rimando all’interpretare i numeri simbolicamente) fatto di piccoli significati e rimandi, che invita il lettore a comporli non tanto per ottenere un disegno ultimo risolutore, quanto per invitare tutti a porsi le giuste domande: intento a cui, il disegno metafisico e a tratti psichedelico di Di Giandomenico, sulla scia dello stile di De Chirico (e a tratti anche su quella delle sue tonalità) dà perfettamente espressione visiva.

Il richiamo all’attenzione costante d’altronde è centrale sin dall’introduzione scritta da Bilotta, in pieno stile Futurista, così come nella struttura dell’opera (che intervalla i capitoli da scritti avanguardistici della prima metà del ‘900 e la “terapia Perelà”, sorta di manuale educativo in stile ventennio che offre, anche se a primo impatto non sembrerebbe, ulteriori prospettive per analizzare le vicende) e nella presenza di meta-fumettismo.

Insieme ai lettori e ai personaggi gli autori, quasi in prima persona (in un determinato punto cruciale dell’opera, non facciamo fatica a riconoscere la figura di Carmine Di Giandomenico) riflettono sul fine del genere fumetto stesso, aggiungendo esplicitamente altre domande oltre a quelle proposte con la narrazione (che non risparmia comunque colpi di scena, per non mettere da parte l’azione scenica in un’opera tranquillamente definibile filosofica): il senso dell’umanità, la libertà di pensiero, la centralità dell’amore e dell’immaginazione, il sesso e l’affetto, sono tematiche che confluiscono tutte nel più grande interrogativo proposto, ovvero fino a dove e come l’uomo debba interrogarsi su se stesso e su ciò che lo circonda.

Per godere pienamente dell’opera, gli autori ci spingono ad essere “umani” e a porci delle domande, e con esse seguire gli intricati intrecci: presentandoci un mondo distopico dove immaginare è crimine, dove pensare è crimine, dove amare è crimine, gli autori ci obbligano narrativamente, visivamente e strutturalmente a riflettere facendoci commettere, per buona pace di sua eminenza il grande Nocchiere, crimine di riflessione.

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IN BREVE
Storia
8.5
Disegni
8
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Ragazzo romano 23enne studente di Letteratura Musica e Spettacolo, passa la maggior parte delle giornate chiuso nella sua Bat-caverna intento a leggere libri e fumetti, o a scrivere poesie. Appassionato di serie tv, mondo pokèmon. supereroi e tutto ciò che sia fuori dal comune!

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