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Caravaggio – La Grazia: Milo Manara racconta il volume

Davide Landi 27/02/2019

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Presso la Pinacoteca di Brera si è tenuta la presentazione ufficiale del secondo volume di Caravaggio, dal titolo La Grazia, edito nel nostro Paese da Panini Comics nella collana 9L

Dopo i consueti saluti da parte della casa editrice, il primo intervento è stato quello di James Bradburne, direttore generale della Pinacoteca: grande appassionato di fumetti, ha sottolineato il valore artistico di questo medium, indicando come la collaborazione di Brera con il fumetto si sia realizzata varie volte e prossimamente accadrà ancora con Paolo Bacilieri.

Stefania Simonini, responsabile coordinamento editoriale, ha poi introdotto il volume indicando come la storia in esso narrata sia in realtà la storia degli ultimi quattro anni della vita di Caravaggio, in cui il pittore era continuamente in fuga. Manara si è basato su fonti documentali per la realizzazione del volume, ma ovviamente alcune parti e personaggi sono stati (in parte) romanzati.

L’esempio della Cena in Emmaus, dipinto conservato proprio nella Pinacoteca di Brera, ha poi dato il là all’intervento, appassionato, di Milo Manara, che ha raccontato come il dipinto all’inizio prevedesse una finestra che dava su un paesaggio (cosa rara in Caravaggio), ma successivamente il pittore decise di coprire col bitume tale finestra, immergendo il dipinto nelle tenebre: questo fu causato, ha ipotizzato Manara, dalla condanna a morte che pendeva sulla sua testa e che lo angosciava o anche dalla volontà di concentrare l’attenzione dell’osservatore sulla scena attorno al tavolo.

Successivamente il Maestro ha indicato come il suo volume riporti per la prima volta un episodio della vita di Caravaggio che precedentente veniva travisato; ciò in quanto tale fatto è emerso nella sua certezza storica solo intorno al 2012, quindi le opere precedenti non potevano conoscerlo; si tratta di una zuffa, ma per non rovinare la storia non diremo di più.

Da tale accadimento e dalla situazione che lo vedeva un bersaglio per chiunque, Caravaggio sarebbe sprofondato in un senso di paranoia che lo aveva privato di ogni speranza, come si vede in alcune sue opere, come il David con la testa di Golia, in cui il pittore si è autoritratto come lo sconfitto, con Davide che lo guarda con un senso di viva pietà.

Venendo al volume, Manara lo ha definito una delle opere più importanti da lui realizzate per la ricerca storica alla sua base e perché anche quanto immaginato ha comunque una sua credibilità storica.

Ha poi sottolineato il ruolo di Ipazia, personaggio inventato, ma che ha un ruolo particolare e importante, rappresentando la Grazia; questo lo si vede soprattutto nell’ultima tavola, in cui traspare tutto il suo ruolo. La Grazia appare anche in copertina, in quei due angeli (ispirati ad un’altra opera di Caravaggio, Sette opere di Misericordia) di cui uno rappresenta appunto la Grazia che sembra voler prendere per mano l’uomo, mentre l’altra figura la trattiene decretandone la fine.

Manara ha poi chiuso il suo intervento con una battuta, dicendo che la capacità di Caravaggio di costruire le scene oggi ne avrebbe fatto un grande regista.

Rispondendo ai giornalisti presenti, Manara ha detto che gli piacerebbe realizzare un terzo volume dell’opera in cui Caravaggio sarebbe comprimario, in quanto vorrebbe dedicarlo a Artemisia Gentileschi, sia per le sue qualità di pittrice sia per la vita che ha vissuto. Il maestro ha anche detto che gli sono state fatte proposte per trasformere il fumetto in una serie TV o in un film, ma ha aggiunto che ci crede poco, dato che spesso queste proposte non si tramutano in realtà. Vedremo…

Ricordiamo che il volume è già disponibile in fumetteria, libreria e online in tre versioni:

  • edizione Regular al prezzo di 16,90;
  • edizione DeLuxe, con inserti in tela ed effetto rilievo, al prezzo di euro 59,00;
  • edizione DeLuxe limitata con stampa autografata, al prezzo di euro 99,00 (edizione numerata in 1.000 esemplari).

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