X-Men di Chris Claremont 1 | Recensione

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Panini Comics inizia a riproporre l’intera saga degli X-Men del grande Chris Claremont! Non perdete le storie entrate nella leggenda dei comics che segnano l’esordio della seconda formazione della più amata squadra mutante di sempre!

Panini Comics ha deciso di riproporre nella sua completezza la lunga run degli X-Men firmata dal leggendario Chris Claremont, in formato bonelliano a colori. L’autore si occupò di supereroi che la stessa Marvel all’epoca considerava di secondo piano, facendoli entrare nel cuore di tantissimi lettori. Nel giro di poco tempo, infatti, grazie a trame labirintiche e coinvolgenti, Claremont fece di Uncanny X-Men uno dei più grandi successi della Casa delle Idee.

Con questa prima uscita, quindi, avrete modo di scoprire o riscoprire l’esordio della seconda squadra di mutanti guidata dal Professor X. L’albo contiene il celeberrimo Giant-Size X-Men n. 1 e i nn. 94-96 di X-Men.

In realtà, l’autore responsabile della nascita del nuovo team fu il compianto Len Wein che firma il Giant-Size e in parte le trame dei nn. 94 e 95, assistito dall’allora giovanissimo Claremont.
In precedenza, gli X-Men non avevano mai avuto un successo paragonabile a quello di eroi come l’Uomo Ragno o i Fantastici Quattro e da diversi anni la Marvel si limitava a ristampare le vecchie storie. Ciclope e compagni apparivano di tanto in tanto come ospiti in altre collane ed erano considerati personaggi di scarsa rilevanza. A un certo punto, però, si decise di concedere loro una seconda possibilità. Era però necessario modificare la line-up della squadra e ai vari autori fu chiesto di contribuire con propri character.

Len Wein creò Wolverine in alcuni episodi di Incredible Hulk, con l’intento di farlo inserire in seguito negli X-Men, senza sospettare che sarebbe stato lui a scrivere la storia che segna la nascita della nuova formazione. Gli venne dato proprio quell’incarico e il risultato fu lo speciale Giant-Size X-Men. Il Professor X scopre l’esistenza di un’incredibile minaccia che, a quanto pare, ha catturato i suoi allievi. Si trova quindi costretto a convocare altri mutanti e inviarli in un’isola, Krakoa, dove gli X-Men risultano scomparsi.

I mutanti in questione sono Wolverine, Tempesta, Nightcrawler, Colosso, Thunderbird e due vecchie conoscenze, Banshee e Sole Ardente. Wein assembla un gruppo di eroi di diverse nazionalità ma la Marvel non ne fu entusiasta. L’obiettivo della casa editrice era infatti quello di usare personaggi appartenenti ai paesi esteri in cui venivano pubblicati i fumetti Marvel. Wein non comprese bene la cosa e propose invece una principessa kenyota, una spia canadese, un russo, un giapponese e così via. Scrisse, tuttavia, una storia godibile, come avrete modo di scoprire leggendo l’albo.

Dopodiché la serie degli X-Men riprese con il n. 94 e Wein, come ho scritto, si fece affiancare da Chris Claremont, autore alle prime armi che proprio con i mutanti trovò la sua consacrazione. Wein, in verità, non credeva nelle potenzialità dell’operazione e, convinto che la serie non avrebbe avuto fortuna, l’abbandonò con il n. 95 per non rovinarsi il curriculum. Claremont, al contrario, consapevole del fatto che i nuovi X-

Men erano appena abbozzati e gli consentivano di delinearne liberamente le psicologie, si accinse con entusiasmo a firmare le sceneggiature. Il resto, come si suol dire, è storia.
Gli episodi presenti in questa prima uscita sono ancora lontani dall’atmosfera drammatica, cupa e tragica che farà di Uncanny X-Men una pietra miliare della Marvel, ma già si nota la tendenza di Chris a inserire dettagli, spesso infinitesimali, destinati a venire sviluppati nel corso degli anni, come in un’intricatissima soap opera. Per giunta, sin dal principio concepisce uno sconvolgente colpo di scena relativo al pellerossa Thunderbird che pare preludere allo stile ‘morte e disperazione’ degli anni ottanta.

In queste storie i mutanti dovranno vedersela con il Conte Nefaria, classico villain Marvel, con i bizzarri Ani-Uomini e nel n. 95, scritto da Claremont e Bill Mantlo, con i demoni N’garai. Queste avventure possono risultare ingenue ma non hanno perso smalto e sono tuttora divertenti. I disegni sono di Dave Cockrum, penciler influenzato dal grande Carmine Infantino, che ha il merito di caratterizzare in maniera efficace i protagonisti grazie a un tratto plastico e dinamico.

Insomma, questa proposta è un classico del fumetto supereroico americano e non può mancare nella libreria di un fan dei comics degno di questo nome. Se in passato, quindi, non avevate avuto l’opportunità di accostarvi allo straordinario universo narrativo di Chris Claremont, ora potrete correre ai ripari.

 

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