Il film di Bob Persichetti, Peter Ramsey e Rodney Rothman esce il 25 dicembre nei cinema italiani.

Questo Natale 2018 si tinge del colori dell’Uomo Ragno con l’uscita di Spider-Man: Un Nuovo Universo, un’iniziativa di Sony Pictures Animation per presentare il nuovo Spider-Man che ha fatto capolino nei fumetti grazie a Brian Michael Bendis e all’italiana Sara Pichelli, senza stravolgere l’MCU e il costume che Tom Holland ha indossato per entrare a far parte dell’universo condiviso. La soluzione? Un film d’animazione, quindi non live-action, in cui far confluire in realtà non solo l’Arrampicamuri di Miles Morales ma tutti quelli che ne hanno fatto la storia, complice il multiverso (Ragno-verso in questo caso) che tanto diverte creatori e fan tra fumetti e cine-comic-seriali.

Miles è un ragazzo di colore che riesce ad entrare in una scuola privata ma ha paura di sentirsi un pesce fuor d’acqua. L’incontro con un ragno radioattivo stravolgerà ancora di più la sua vita, anzi il suo universo, facendolo scontrare con quello degli Spider-Man venuti prima e dopo di lui per sventare un nemico che minaccia tutto il multiverso.

Nelle primissime scene si prende ispirazione dal fumetto di Bendis e Pichelli per allontanarsene poco dopo, quasi in un frettoloso bisogno di gettare le basi per poi andare per la propria strada. Scelta condivisibile, se non fosse che il Miles dei fumetti è molto meno incline ad accettare la propria nuova condizione di Arrampicamuri, rispetto alla controparte animata sul grande schermo.

Il film prosegue con un’infinità di simpatiche gag e avvincenti sequenze d’azione, nel Marvel style oramai consolidato, prendendo in giro il suo stesso universo, quello di Spider-Man in particolare in questo caso. Ne deriva un confronto generazionale: mai si erano visti così tanti supereroi con lo stesso nome nello stesso film e solo un lungometraggio animato poteva non solo renderlo possibile ma anche credibile. Questo confronto rende il film ancor più per famiglie (i film d’animazione sono spesso ritenuti tali a prescindere) e per tutte le età, che potranno apprezzare e ritrovarsi nelle diverse fasi e nei diversi aspetti della vita del loro Uomo Ragno, quello con cui sono cresciuti a seconda dell’età anagrafica. Complice il suddetto multiverso, il film è poi pregno di storie, troppe, per quanto poi ci si tenga ad un livello abbastanza temporale si fa un po’ fatica a non far bruciare la tanta carne messa sul fuoco.

Ed è proprio nel personaggio di Peter B. Parker, meravigliosamente doppiato da Jake Johnson (New Girl), che Spider-Man: Un Nuovo Universo tocca forse il suo punto più alto e profondo. Una riflessione sulla caduta di un’eroe, più che sulla sua nascita o rinascita, sul suo vivere di rimpianti, sul suo trovarsi a fare un bilancio della propria vita, supereroistica o normale che sia, sul voler lasciare in qualche modo un’eredità, biologica o ideologica che sia. Un Peter Parker in cui quelli un po’ più adulti, anche solo 30-40enni, si possono immedesimare e sentirsi chiamati in causa.

Mettendolo in mano non a uno ma a tre registi, Bob Persichetti, Peter Ramsey e Rodney Rothman e alla penna di Phil Lord e Rodney Rothman (The Lego Movie) Spider-Man: Into the Spider-Verse, di cui pare siano già in produzione sequel e spin-off per espanderlo, Sony Animation ha unito sperimentazione, curiosità e invettiva il cui risultato è un’esplosione animata e registica che è un vero e proprio piacere per gli occhi.

Da un lato l’animazione unisce caratteristiche americane da balloon, giapponesi dagli anime, ma anche europee che spuntano e bucano letteralmente lo schermo a commento delle azioni che accadono; dall’altro la regia è un continuo rimbalzare tra gli angoli dello schermo, quasi fossimo in un Gravity animato, ma con molto più ritmo che rispecchia anche lo spirito fresco e “cool” del protagonista. La colonna sonora è poi ciò che mostra l’anima black (ma non troppo) del film.

Menzione speciale per la rappresentazione animata di Kingpin, nei fumetti nemico di Spider-Man prima che di Daredevil, nella sua possenza e sete di potere e nel suo bisogno di affetto da parte della famiglia, controparte perfetta dello Spider-Man adulto e disilluso di Johnson. Cosa vuol dire essere un eroe? Qui abbiamo ben non uno, ma sette Spider-Man a mostrarcelo.

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