Nel 2003, mentre Hulk di Ang Lee usciva nelle sale, lo sceneggiatore del film, James Schamus, stava pianificando un sequel che prevedeva la presenza dell’Hulk Grigio, evoluzione intelligente, cinica e sbruffona del personaggio, e l’inserimento di villains come il Leader e Abominio. La Marvel puntava su quest’ultimo perché ritenuto il più famoso avversario nonché una minaccia maggiore per
Hulk rispetto al Generale Ross. Durante le riprese di Hulk, Avi Arad aveva programmato l’uscita del sequel per il 2005 e l’anno successivo confermò che sarebbero stati i Marvel Studios a finanziare il progetto mentre la Universal avrebbe solo distribuito il film. Poiché gli esiti della pellicola di Ang Lee erano stati ritenuti insoddisfacenti, la Marvel decise di allontanarsi dallo stile del regista taiwanese per far ripartire il franchise Hulk e la produttrice Gale Anne Hurd affermò che il film avrebbe dovuto soddisfare i fans del fumetto e della serie tv.

Il regista Louis Leterrier, che amava sia la serie che il film di Ang Lee, avrebbe voluto dirigere Iron Man. Poiché il progetto venne affidato a Jon Favreau, la Marvel gli offrì Hulk e il regista accettò solo quando gli venne assicurato che non avrebbe dovuto ricalcare lo stile di Lee.

Leterrier voleva mostrare il conflitto tra Bruce e il mostro dentro di sé e s’ispirò alla graphic novel Hulk: Gray, rilettura delle origini del personaggio ad opera di Jeph Loeb e Tim Sale, gli stessi autori di Batman: Il Lungo Halloween a cui si sono ispirati Nolan e Goyer per la trilogia del Cavaliere Oscuro.

Il produttore Kevin Feige voleva che il tema principale del film fosse quella forza interiore che ogni essere umano non sa di avere fin quando non è costretto a tirarla fuori. Arad voleva inoltre che venisse approfondita la relazione sentimentale tra Bruce e Betty.

Edward Norton venne scelto per interpretare Bruce Banner. Gale Anne Hurd aveva apprezzato il modo in cui l’attore aveva tracciato personaggi ambigui in Schegge di paura e Fight Club. Sia Kevin Feige che Lou Ferrigno, interprete di Hulk nella serie tv, riscontrarono in Norton peculiarità simili a quelle di Bill Bixby, che aveva dato il volto a Banner nella trasposizione televisiva.

Norton, fan del fumetto, prediligeva la run di Bruce Jones nella quale Banner cerca di controllare il suo alter-ego con lo yoga e riceve aiuto dal misterioso Mr. Blue.

Zak Penn, che aveva scritto un trattamento per il primo film nel ’96, voleva che The Incredible Hulk fosse un sequel ma con un tono molto differente dal prototipo e prese come modello di riferimento Aliens: Scontro Finale. Realizzò tre stesure dello script prima di lasciare il progetto per dirigere la commedia The Grand. Quando Norton incontrò Leterrier e la Marvel gli fu permesso di riscrivere la sceneggiatura e poté fornire la sua visione più adulta e rigorosa.

L’attore decise di ignorare la storia delle origini raccontata da Ang Lee e capì che sarebbe stato meglio realizzare un reboot. Cancellò dallo script Rick Jones, amico fraterno di Banner nel fumetto, e ridusse drasticamente la presenza dello S.H.I.E.L.D., l’organizzazione segreta governativa del Marvel Universe.

La sceneggiatura definitiva venne comunque accreditata ufficialmente al solo Zak Penn perché la Writers Guild of America considerò che Norton non avesse cambiato la storia in modo radicale.

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