Mondadori Comics propone in due volumi l’adattamento cinematografico di uno dei capolavori indiscussi di Emile Zola: Germinale! Philippe Chanoinat racconta le complesse e intense vicende di un gruppo di minatori, assistito dai disegni di Jean-Michel Arroyo!

Adattare in forma fumettistica un romanzo come Germinale è impresa ardua. Si tratta, infatti, di una delle opere più ampie e complesse di Emile Zola, romanziere giustamente annoverato tra i più grandi scrittori della letteratura mondiale. Non è nemmeno facile conservarne l’atmosfera psicologica, ed è invece essenziale provarci, considerando che molte pagine del libro sono dedicate allo stato d’animo dei vari personaggi. Inoltre, non va trascurato l’elemento di denuncia sociale che è forse il dettaglio più rilevante.

Lo sceneggiatore Philippe Chanoinat è comunque riuscito nel suo intento, come avranno modo di scoprire i lettori in questi due volumi della collana La Grande Letteratura a Fumetti di Mondadori Comics. Quando Germinale fu pubblicato a puntate nella rivista Gil Blas suscitò scandalo (cosa non insolita per Zola) e le polemiche non mancarono. Ciò accadde perché lo scrittore affrontò il tema controverso delle misere condizioni della classe operaia e, nello specifico, dei minatori, sfruttati dai padroni e costretti a lavorare e a vivere in contesti a dir poco disumani.

La stampa conservatrice attaccò duramente Zola poiché considerò Germinale un’opera ostile al capitalismo. In realtà, l’autore non intendeva attaccare il grande capitale ma, piuttosto, analizzare i comportamenti e le reazioni di esseri umani che vivono di stenti, seguendo le istanze del naturalismo di cui fu uno dei massimi rappresentanti e facendosi influenzare dal positivismo. Tuttavia, gli intenti di denuncia non mancavano.
Philippe Chanoinat insiste proprio su tale aspetto e narra le vicende drammatiche del giovane Etienne che si reca nel nord della Francia per cercare lavoro. Essendo disoccupato, è disposto a fare qualsiasi cosa e alla fine viene assunto come addetto ai carrelli in una miniera di carbone. Qui apprende a sue spese quanto siano dure le condizioni dei lavoratori. Nello stesso tempo, però, scoprirà un mondo a lui sconosciuto, quello dei minatori, appunto, e avrà modo di instaurare amicizie, innamorandosi pure della bella Catherine.

Ma Etienne è un idealista ed è consapevole dell’ingiustizia sociale di cui lui e gli altri minatori sono vittime e, quando la situazione peggiorerà e si verificheranno i primi incidenti, si renderà responsabile di uno sciopero, con conseguenze tragiche. Chainonat rispetta la trama del romanzo e non ne trascura nessun aspetto, delineando abilmente le differenti psicologie di un ampio cast di personaggi. Evidenzia, in particolare, l’abissale differenza tra il mondo operaio e quello degli industriali che vivono nel lusso e non comprendono le esigenze di chi è più sfortunato di loro.

I testi sono densi e c’è forse un uso eccessivo delle didascalie che rallenta il ritmo della lettura. Tuttavia, testi e dialoghi sono curati e non mancano di intensità e profondità. I disegni sono di Jean-Michel Arroyo che ha uno stile grezzo e ruvido ma espressivo. Dà il meglio di sé negli sfondi e nella rappresentazione dei paesaggi desolati del nord della Francia e risulta suggestivo quando raffigura l’ambiente oscuro e claustrofobico delle miniere.

Le figure umane, invece, risultano troppo legnose e a tratti grottesche. In ogni caso, vengono impreziosite dai colori a volte delicati e tenui, a volte cupi e quasi impressionisti, dello stesso Arroyo. Nel complesso, queste due uscite de La Grande Letteratura a Fumetti sono interessanti e meritano di essere prese in considerazione.

 

 

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