Hunter Killer – Caccia Negli Abissi di Donovan Marsh | Recensione

Arriva in Italia il nuovo film di Donovan Marsh, Hunter Killer – Caccia Negli Abissi, con protagonisti Gerard Butler e Gary Oldman.

Che strano, folle e anacronistico film che è Hunter Killer – Caccia Negli Abissi, produzione USA-Cina che prende un neo premio Oscar e lo butta nel b-movie più classico, nel quale però i russi sono descritti come possibili alleati (l’esatto opposto di quanto si legge nei giornali oggigiorno) quando negli ultimi anni c’è stato un ritorno della figura sovietica come villain (John Wick, The Equalizer, The Drop e tanti altri).

Ad affiancarlo nel ruolo di protagonista Gerard Butler, ormai consolidato re del cinema di serie b da quando è esploso nel ruolo del re di Sparta Leonida in 300 di Zack Snyder, e al timone Donovan Marsh, alla sua prima grande occasione dopo tanta gavetta. A legare tutti questi elementi insieme la filmografia dei thriller sottomarini, il cui patrimonio sconfinato comprende tantissimi film indimenticabili come Caccia a Ottobre Rosso di John McTiernan, U-Boot 96 di Wolfgang PetersenK-19 di Kathryn Bigelow, Allarme Rosso di Tony Scott, solo per citare i più famosi e rimanere nell’ambito del thriller militare, evitando di spaziare nella fantascienza o di disturbare la tradizione di classici del novecento come 20.000 Leghe Sotto i Mari.

Qui siamo ai giorni nostri, Butler è il capitano dai metodi poco ortodossi Joe Glass e guida un sommergibile della marina americana: gli viene affidata la missione di rintracciare un sottomarino statunitense in pericolo, ma la sua indagine metterà in luce le trame segrete di per un imminente colpo di stato russo che potrebbe distrugger il delicato equilibrio geopolitico. Con il suo equipaggio e due intere nazioni a rischio, Glass si trova costretto a mettere insieme una squadra speciale di Navy Seals per salvare il presidente russo preso in ostaggio e infiltrarsi nelle acque nemiche, nel tentativo di impedire lo scoppio della Terza Guerra Mondiale.

Hunter Killer – Caccia Negli Abissi potrebbe benissimo essere uno spin-off o un prequel della saga di Attacco al Potere, con Butler chiamato ad interpretare un lontano parente dell’agente segreto Mike Banning o lo stesso Mike Banning sotto falso nome e in un momento diverso della sua carriera da guardia del corpo del Presidente. Non agisce nei corridoi della Casa Bianca o per le strade di Londra ma sott’acqua, nelle plance dei sottomarini e in difesa del presidente nemico, e sembra non esserci una vita per lui al di fuori di ciò che fa in fondo agli oceani: non mostra dubbi, non riflette sulle sue scelte, non menziona una famiglia ad attenderlo in superficie; come in Interstellar verrà fatta menzione di un incidente che all’inizio della sua carriera lo ha segnato per sempre, ed esattamente come in Interstellar non si parlerà mai più di quell’esperienza, impedendo allo spettatore di capire come o perché l’incidente in questione avrebbe dovuto (o meno) cambiare il personaggio principale, quale impatto ha avuto su di lui e cose del genere.

Ma a differenza del film di Christopher Nolan questo thriller di fantapolitica privo di alcun tipo di ambizione resta saldamente fedele a se stesso dall’inizio alla fine, e mandarlo a picco non sarà la boria e l’egocentrismo del suo regista ma l’inesperienza, che porta ad una pessima costruzione della tensione e ad una assenza quasi totale di quella muscolarità fondamentale per la riuscita di questo cinema da testosterone.


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