Tex 695 – L’ultima Vendetta | Recensione

Pubblicato il 7 Settembre 2018 alle 17:00

L’albo che cade a settant’anni dal primo numero di Tex è uno sguardo al passato, proiettato verso il futuro.

Negli ultimi tempi il curatore della serie Mauro Boselli sta insistendo molto sull’idea di ripescare vecchi personaggi della mitologia texiana per sfruttarli ed approfondirli al meglio all’interno delle nuove storie. Il mese scorso, infatti, si è conclusa la mini saga, articolata in due albi, nella quale Tex ha avuto a che fare con Proteus un personaggio (anch’esso ripescato dal passato) piuttosto carismatico, ed in grado di contraddistinguersi come uno dei migliori villain texiani degli ultimi tempi.

In questo nuovo albo, intitolato L’ultima Vendetta, che celebra in tutto e per tutto il settantennale di Tex (cadendo proprio nel mese esatto del compleanno del ranger di casa Bonelli), anche stavolta Mauro Boselli ha voluto attingere dal passato.

Protagonista di questo albo è Moss Keegan, un campione da rodeo, con il quale Tex ha spesso gareggiato anni prima a Loredo. Moss ritorna nella vita di Tex, nel momento in cui il figlio Kit, salva un giovane indiano braccato dai fuorilegge nella riserva Navajo. Di mezzo c’è una lotta per il possesso di un terreno appartenente ai Pima, e Tex non perderà occasione per cercare di restituire agli indiani ciò che appartiene loro, e per confrontarsi nuovamente con il suo vecchio rivale di rodeo Moss.

Così come dicevamo in apertura, il curatore e sceneggiatore Mauro Boselli da un po’ di tempo a questa parte ripesca personaggi e storie del passato per arricchire il presente di Tex. Del resto con una vita editoriale settantennale alle spalle il ranger di casa Bonelli ha nelle sue migliaia di pagine molti personaggi e situazioni degni di essere ripresi e approfonditi.

E anche in L’ultima Vendetta non manca una figura decisiva nella vita di Tex, come lo sceriffo Mallory, colui il quale si è reso complice della morte del fratello Sam. In mezzo viene inserito Moss Keegan, un character che cammina su un sentiero ambiguo, svolgendo a volte il ruolo di spalla, altre volte quello di rivale dello stesso Tex.

Certo, rispetto agli scorsi albi, nei quali Aquila della Notte si è trovato faccia a faccia con un villain carismatico come Proteus, in questo fumetto manca lo stesso tipo di presenza incisiva. Moss Keegan è sicuramente un buon personaggio di accompagnamento, che crea un’interessante congiunzione narrativa tra il passato ed il presente di Tex, ma non ha lo stesso peso di Proteus. E dall’altra parte la presenza dello sceriffo Mallory non è così incisiva ai fini della trama da catalizzare l’intero albo.

Boselli è accompagnato ai disegni da un Giovanni Ticci ideale per omaggiare i settant’anni di vita di Tex. Il disegnatore senese è uno dei maggiori rappresentanti della tradizione texiana. Con Ticci la gabbia bonelliana viene rispettata alla perfezione, e le scene d’azione riescono a risultare dinamiche, anche se inserite all’interno di una serie di vignette impostate più o meno sempre allo stesso modo da settant’anni a questa parte, ma capaci, nonostante il tempo che trascorre e le innovazioni grafiche che hanno caratterizzato la storia del fumetto negli ultimi decenni, di dare sempre un certo dinamismo.

Un nome storico come Ticci riesce a rievocare la potenza espressiva dei grandi maestri come Villa e Galeppini, dando anche spazio alle ambientazioni, alla plasticità dei corpi in movimento, e creando delle iconiche immagini da tipico fumetto western.

I colori di Oscar Celestini riescono ad assolvere al non facile compito di aggiungere vivacità a paesaggi e personaggi che solitamente riescono a dare il loro meglio se rappresentanti in bianco e nero.

L’ultima Vendetta è quindi un albo che vuole omaggiare la grande tradizione texiana, offrendo qualche spunto per le storie del futuro. Difficilmente Gianluigi Bonelli avrebbe pensato quel 30 settembre del 1948, quando venne pubblicato il primo numero di Tex, di vedere quel personaggio attraversare ben sette decadi. Ma se questo obiettivo è stato raggiunto il merito va anche ai degni eredi di quella tradizione che la casa di via Buonarroti ha saputo creare e formare al suo interno (così come i migliori artigiani hanno sempre fatto). E Mauro Boselli, oggi curatore della serie ed autore di questa sceneggiatura, ne è forse il massimo esempio.

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