Uno degli autori più influenti della letteratura fantastica, e non solo del XX secolo, diventa papero!

Quinto e ultimo appunto con Le Parodie Collection. Sì avete letto bene con questa quinta uscita la collana termina la sua corsa, come ci informa laconica pecetta in ultima pagina. Il motivo della chiusura è facile immaginarlo: vendite che non hanno incontrato le aspettative. Questo potrebbe essere imputato non tanto al prezzo, già molto concorrenziale, quanto piuttosto alla scelta di aver riproposto storie più o meno recenti che già aveva goduto di una ristampa come Moby Dick o Dracula.

Rimane l’amaro in bocca sia perché la qualità della collana era altissima sia perché, cosa ormai comunissima nell’editoria a fumetti, si decide di sacrificare il formato più economico e popolare puntando su quello di lusso.

Le Parodie Collection chiude la sua corsa con un corposo volume, 92 pagine, intitolato Edgar Allan Paperoe che raccoglie I Racconti di Edgar Allan Paperoe, apparso per la prima volta su Topolino 3155 del maggio 2016, e Le Indagine di Auguste Duckpin, apparso per la prima volta su Topolino 3208 del maggio 2017.

Ai testi troviamo Riccardo Secchi che fa interpretare in maniera molto convincente Edgar Allan Poe ad un Paperino particolarmente squattrinato, tuttavia quello di Secchi è più un omaggio a Poe che una parodia/adattamento di uno dei suoi racconti.

Nella prima parte, I Racconti di Edgar Allan Paperoe, infatti Paperoe si ritrova dipendente di un McScrooge (Zio Paperone) in perenne competizione con Rockhead (Cuordipietra) per assicurarsi le ricchezze più esotiche disponibili compreso un misterioso tesoro. Peccato che tutto sia generato da un equivoco provocato dalle velleità di scrittore di Paperoe.

Secchi realizza quindi una commedia degli equivoci in costume giocando sia con la vena estremamente comica dei paperi che piazzando una serie di rimandi ai grandi racconti di Poe.

La seconda parte invece, Le Indagine di Auguste Duckpin, assumono maggiormente la formula tradizionale della parodia con Paperoe che in viaggio a Parigi interagisce con Auguste Duckpin verisone paperosa di Auguste Dupin, investigatore ovviamente creato da Poe e protagonista di alcuni suoi racconti polizieschi. Al centro dell’indagine ci sarà ancora una volta McScrooge vittima del furto della sua preziosissima Numero Uno.

Anche qui il tono è scanzonato seppur l’intreccio risulta avvincente e la storia è ben ritmato facendo sembrare la prima parte soltanto un lungo prologo.

Le matite invece sono affidate a Libero Ermetti, coadiuvato ai colori da Andrea Cagol, il quale illustra le due storie con tratto sicuro ma classicamente disneyano senza quindi nessun tipo di sperimentazione e senza soprattutto marcare la mano sugli aspetti più “decadenti” del materiale originale. Una prova solida che si poggia molto sulla versatilità dei paperi soprattutto per quanto riguarda le espressioni e il linguaggio del corpo spiccatamente comico.

Rispetto alle precedenti uscite inoltre anche l’apparato redazionale risulta appena sufficiente: sarebbe stato d’uopo mettere magari delle indicazioni più precise sui racconti di Poe citati nella prima storia.

Le Parodie Collection chiude con la sua uscita forse meno entusiasmante, due storie solide e ben confezionate che però non spiccano rispetto alle precedenti proposte della collana. E’ lecito domandarsi ora se Disney, e Panini Comics, vogliano ripensare ad una formula che proponga le Parodie, vecchie e nuove, in un formato comunque accessibile che non sia i costosi volumi cartonati da libreria… non ci resta che attendere ed incrociare le dita.

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