Hurricane – Allerta Uragano di Rob Cohen | Recensione

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Arriva in Italia il nuovo film di Rob Cohen.

Se il regista del primo Fast and Furios e del primo XXX bussa alla porta del tuo ufficio e ti chiede i finanziamenti per realizzare un heist-disaster-movie incentrato su un gruppo di rapinatori  che vuole svaligiare la sede del ministero del Tesoro durante un Uragano forza 5 con la faccia da teschio (sul serio: c’è un uragano a forma di teschio), da studio cinematografico serio e amante del cinema da b-movie non puoi assolutamente rifiutarti. Il problema è che spesso, seguendo il proprio cuore, si rischia di fare grosse figuracce, soprattutto se da studio cinematografico serio e amante del cinema da b-movie concedi ad un regista esperto ma molto poco trendy un budget troppo elevato per un progetto del genere.

E infatti Hurricane – Allerta Uragano ha incassato meno delle metà di quanto è costato ($12 milioni a fronte di un costo di produzione di $35 milioni), vera e propria debacle per il regista di Rob Cohen, che paradossalmente ha lanciato nel mondo del cinema quel Vin Diesel che col franchise di Fast and Furios qualche soldo l’ha tirato su.

A parte questo, però, lo strambo film del regista di Dragonheart, da buon b-movie qual è (sembra un progetto scartato dalla Asylum perché “troppo serio”) dà allo spettatore esattamente quello che promette già dalla formula dell’inequivocabile titolo (The Hurricane Heist): un gruppo di criminali di matrice pseudo-militare vuole rapinare la sede del ministero del Tesoro sfruttando come copertura/distrazione la tempesta creata da un uragano di proporzioni bibliche (più scientificamente conosciuti come categoria 5, la più alta della scala Saffir-Simpson). I due fratelli protagonisti vengono costretti a partecipare al piano “geniale” dei ladri quando uno di loro viene costretto a seguirli e l’altro dovrà andare a salvarlo.

Cohen in pratica ripercorre la sua filmografia fondendo i venti e le nubi gigantesche de La Mummia – La Tomba dell’Imperatore Dragone agli inseguimenti della saga automobilistica da lui creata nell’ormai lontano 2001, infilandoci di traverso anche la sua passione per i teschi (prima di incontrare Dominic Toretto diresse un thriller intitolato The Skulls – I Teschi) e mescolando tutto con le atmosfere catastrofiche che di Twister di Jan De Bont: il grande pregio del film è quello di saper restare fedele a se stesso e soprattutto alla sua anima cialtrona e ignorante, preferendo stunt veri ed effetti pratici (per la pioggia, il vento e le fiamme, e ovviamente anche per gli scontri fra le auto) allo stratagemma dell’impiego massiccio di CGI, non proprio centellinata ma comunque usata solo quando imprescindibile.

Dalle tante banalità di scrittura (personaggi maschili monodimensionali uguali identici a quelli di tantissimi altri film dei tre generi di riferimento, heist, disaster ed action) emerge quantomeno un personaggio femminile ben concepito (e ben interpretato da Maggie Grace) che fa da contraltare ai due fratelli protagonisti ed equilibra un po’ le cose portando sia credibilità che leggerezza.

Insomma, se state cercando un film di rapine fantasioso, divertente e molto action, che abbia una protagonista donna migliore rispetto ai protagonisti maschi, tante auto, inseguimenti, esplosioni e soprattutto un uragano forza 5 che spazzi via case e cose, beh: questo è un film che rientra nei vostri standard.

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