Il primo numero dello young adult di genere horror scritto da Bruno Enna e Giovanni di Gregorio è attualmente in edicola.

Cos’è Creepy Past? Un fumetto horror? Un fantasy dalle sfumature mistery? Una storia disneyana diretta ad un pubblico adolescenziale? Diciamo che è un po’ di tutto questo e nulla di tutto questo. Sebbene un assaggio di Creepy Past fosse stato dato durante lo scorso Lucca Comics & Games con un’anteprima che però rivelava bene poco, questo primo numero ci ha immediatamente catapultato nel mezzo dell’azione.

Il protagonista della storia è Qiro, un adolescente affetto da disturbi del sonno, in cura presso la fondazione Rem, il cui compito sarebbe quello di studiare e riabilitare i giovani pazienti che incontrano delle difficoltà nel dormire. All’interno di questa clinica sperimentale sono presenti anche altri ragazzi, con i quali Qiro si rapporterà. A far da sfondo alla storia c’è un personaggio misterioso e “mostruoso”: Slasherman.

Il soggetto della storia sembra attingere a piene mani dalla saga Nightmare, mettendo al centro una sorta di Freddy Krueger in salsa creepy pasta. Sì, perché il popolare Slanderman (al quale si rifà lo Slasherman protagonista del fumetto) è probabilmente il personaggio più popolare creato dalle leggende metropolitane su internet. Bruno Enna e Giovanni Di Gregorio sfruttano proprio i “creepy pasta” per arricchire una trama di base che mette al centro adolescenti affetti, oltre che da disturbi del sonno, da un disagio ancora più profondo.

La componente adolescenziale,  e soprattutto del disagio adolescenziale, è prevalente, condita da un certo humor disneyano che alleggerisce un’atmosfera altrimenti ben più cupa. Ma ciò che manca a Creepy Past per spiccare il volo è proprio questo: ci sono ottimi spunti horror, belle atmosfere, ed anche una caratterizzazione estetica e visiva dei personaggi che sembra fare centro. Ma oltre a questi elementi ci sono un paio di altre sfumature che annacquano l’obiettivo di base del fumetto: proporre un horror young adult.

La sceneggiatura di Bruno Enna e di Giovanni di Gregorio ha un buon ritmo, cerca di presentare molti personaggi, senza far perdere l’obiettivo e la figura di base, ovvero Qiro. Gli scienziati della fondazione Rem sono i personaggi che convincono di meno, proprio perché non si amalgamano bene con gli adolescenti protagonisti, e perché inseriscono scenari e situazioni fatti di studi di laboratorio, computer, strumenti tecnologici, ed elementi spy-scientifici che cozzano un po’ con la componente horror-fantasy che si prefigge la storia.

Sicuramente sono azzeccati i disegni di Giovanni Rigano, che centra bene le espressività ed i volti dei personaggi, dando loro un aspetto adatto ad un fumetto young-adult, con un giusto richiamo disneyano, ma mantenendo una componente stilistica originale. Mentre i colori di Alessandra Dottori si adattano bene allo stile di disegno e sanno dare la giusta atmosfere alle varie pagine.

Creepy Past è perciò un fumetto che non ha centrato completamente il bersaglio (almeno fino ad ora), e che avrebbe bisogno di spingere maggiormente sull’horror, sempre connotato in una salsa young adult, piuttosto che svariare in altri generi. Inoltre, l’esperimento tipografico proposto dalla Sergio Bonelli Editore, che ha pubblicato Creepy Past in un formato mini-spillato non è convincente. L’alta qualità proposta dal formato classico bonellide è in questo caso sostituita da un formato con carta patinata, proposto allo stesso costo degli albi bonellidi, che non soddisfa pienamente. Anche se resta interessante il tentativo della Sergio Bonelli di proporre delle alternative rispetto ai formati che l’hanno resa celebre e popolare in Italia.

Insomma, ci si aspetterebbe di più da Creepy Past, per ora il risultato non è totalmente soddisfacente, anche se la chiusura dell’albo invoglia a leggere il prossimo numero, nel quale ci si augura che le componenti horror, e che attingono ad i creepy pasta, vengano finalmente messe al centro della storia.

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