Senzombra di M. Monteleone & M. Matrone | Recensione

Pubblicato il 10 Maggio 2018 alle 15:00

“Tu stai cercando un eroe, questo per me, invece, è solo un lavoro”.

Michele Monteleone – giovane autore romano con all’attivo un grosso bagaglio di esperienza fra i titoli targati Uno Studio in Rosso, Star Comics e Editoriale Cosmo – e l’altrettanto giovane disegnatore Marco Matrone – con l’attivo lavori per SBE e Magic Press – uniscono le forze realizzando quello che è il loro esordio per BAO Publishing ovvero Senzombra, graphic novel che l’editore milanese colloca nella sua collana per lettori più giovani, BaBAO, strizzando l’occhio alla letteratura young adult che sta lentamente, ma inesorabilmente, prendendo piede anche nel nostro paese e che abbraccia una fetta di pubblico “nuova” e vogliosa di storie fresche, moderne e diverse dalla tradizione classica del fumetto seriale.

Gli autori ci portano a Rocca Verde, una città simile alle nostre: ci sono strade, palazzi, persone, Justin Bieber e i Metallica… l’unica vera differenza fra il nostro universo e quello di Rocca Verde è rappresentato dalla presenza di mostri e creature magiche di ogni tipo che provengono da una dimensione adiacente a quella degli umani, La Terra delle Ombre.

I mostri sono pericolosi perché fanno danni e causano incidenti, per questo alcuni abitanti della Terra delle Ombre detti Collezionisti selezionano ed ingaggiano degli orfani umani affinché diventino dei cacciatori di mostri. Il tutto viene sugellato da un patto: la loro ombra e dieci anni di servizio. Uccidendo le creature magiche si ottengono anigemme che serviranno a riscattare la proprio ombra e in più, alla fine degli anni di servizio, si potrà esprimere un desiderio, tutto tranne che riportare i genitori in vita.

Tristan è un Senzombra, osteggiato dalla popolazione “normale”, passa la sua vita fra abbondanti porzioni di ramen e una caccia senza sosta per riscattare la sua ombra e esprimere il suo desiderio. Non ha interesse nello spendere le sue anigemme in artefatti che il Collezionista Yaman gli propone né tantomeno nell’accettare pericolose missioni “secondarie”.

Quando però sulla sua strada si parerà un gigantesco golem di fango e un’altra Senzaombra, Rita, sarà costretto ad accettare questa pericolosa missione: fermare il misterioso Adalmar ed il suo piano che potrebbe causare l’estinzione del genere umano.

La difficile convivenza fra i due Senzombra viene pian piano mitigata dal racconto sulle loro origini, sulle loro motivazioni e sul desiderio che, esauriti gli anni di servizio, esprimeranno. Intanto le motivazioni di Adalmar iniziano a sembrare sempre meno convincenti e infatti Tristan e Rita scopriranno chi e cosa è in realtà il villain di questa storia…

Senzombra è un libro fenomenale.

Non perché sia originale o innovativo ma “semplicemente” perché è un libro intelligente.

Monteleone conosce il pubblico a cui si sta rivolgendo ma soprattutto a quello a cui, tecnicamente, non si sta rivolgendo: da un lato un pubblico giovane, sveglio contrassegnato da una ironia fulminante – “Stai davvero invecchiando. Adesso se fai un omaggio a qualcosa deve essere ironico.” dice il protagonista al Collezionista – in cui le citazioni di quelli che sono i capisaldi della cultura geek sono una strizzatina d’occhio invece al pubblico di trenta-quarantenni, che ad oggi sono lo zoccolo duro di questa cultura, e che devono sentirsi continuamente rassicurati – vedasi il meravigliosamente nostalgico Ready Player One di Steven Spielberg.

L’autore mette in scena un contrasto, mai sopito, fra Vecchio e Nuovo. Idealmente fra il fantasy tolkeniano e quello urbano, fra il superoismo classico e quello decisamente simile del genere shonen ma più focalizzato sul protagonista.

Non è un manifesto del “nuovo che avanza” sia ben chiaro ma è formalmente un invito, per due se non addirittura tre generazioni, a ricongiungersi in una storia.

Una storia di amicizia prima, amore poi – perché anche gli adolescenti amano – ma soprattutto una storia che sottolinea in maniera superba la gioia e i dolori della scoperta della propria identità e appartenenza.

Non c’è vergogna nell’ammettere la propria “debolezza” – con la scoperta delle origini di Tristan – né nell’affidarsi all’abbraccio consolatorio di chi ha condiviso lo stesso destino da un lato e la gioia di “capirsi” dall’altro condividendo semplici gesti e parole – in questo senso potrebbe ricordare alcuni passaggi del superbo Lo Chiamavano Jeeg di Gabriele Mainetti.

Che si sia young adult, kidadult o adult Senzombra ironizza sulle differenze fra generazioni ricordandoci però che, cambia la forma e forse cambiano i “miti”, ma non cambia il “contenuto”, la sostanza di cui sono fatte le storie.

Dal punto di vista meramente “tecnico”, Monteleone giganteggia confezionando una storia infarcita di citazioni e dal ritmo invidiabile. Gioca con il lettore sfondando più di una volta la quarta parete e rivoltando un plot lineare in cui cesella personaggi semplici ma efficaci, ed accattivanti, utilizzando il tema delle origini – come ha fatto Tristan a perdere la sua ombra? – più volte come “gancio” per riportare l’attenzione del lettore al cuore della storia.

Marco Matrone è un perfetto compagno di viaggio per l’autore romano. Il suo tratto è stilizzato e graffiante fra suggestioni indipendenti americane ed europee ed un gusto per la costruzione della tavola che chiara matrice nipponica in un incrocio ideale fra Last Man di Vivés e Lumberjanes. Le scene d’azione sono dinamiche e fulminee, con l’attenzione per le creature e gli aspetti “magici” della storia che fanno da contrasto ad una ambientazione quotidiana quanto più possibile realistica in cui sono i colori a giocare un ruolo fondamentale sono i colori con una paletta eterogenea ma sempre brillante e pronta ad assecondare i cambi di scenario fra mondano e straordinario. Il disegnatore napoletano offre quindi una prova maiuscola sintetizzando uno stile personale, molto probabile che questo gli apra porte ad incarichi sempre più prestigiosi.

Ineccepibile la cura carto-tecnica che BAO Publishing mette in questo bellissimo volume, partendo già dalla confezione, e dimostrando ancora una volta l’attenzione nel solo nel confezionare il prodotto ma anche nelle esigenze che degli autori coinvolti.

Senzombra si candida, insieme ad altri titoli del catalogo BAO e non sarà certo un caso, a “libro italiano dell’anno”. Comprate a scatola chiusa e qualora non vi basti c’è anche il videogioco jump’n’slash per rivivere le avventure di Tristan, sviluppato in collaborazione con Oscar Celestini Retrogames, già disponibile qui in versione desktop e qui in versione mobile per Android.

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