Ecco il primo titolo della neonata Newton Comics!

Newton Compton è solo l’ultima casa editrice in ordine di tempo a varare una propria etichetta – Newton Comics – con la quale gettarsi nel mischia delle pubblicazioni a fumetti ovvero uno dei pochi settori, insieme ai libri di cucina, in cui l’editoria italiana mostra ancora un margine significativo di crescita e vitalità.

Il vantaggio di Newton Comics è quello di poter attingere da un serbatoio già rodato, e con una sua discreta fetta di lettori appassionati, che è quello dei romanzi storici e fantasy adattandoli di fatto in graphic novel.

E’ così che nasce Marathon – La Battaglia che ha cambiato la storia adattamento dell’omonimo romanzo di Andrea Frediani.

Maratona, 490 a.C. Il primo assalto dell’impero persiano alla Grecia avviene sotto gli occhi del poeta Eschilo, schierato tra i combattenti, e si intreccia con il destino di tre amici, Eucle, Tersippo e Filippide. Tutti i soldati greci sono determinati a lottare fino all’ultimo sangue per difendere la libertà dall’invasore nemico, ma per i tre amici, che ambiscono alla stessa donna, la posta in gioco è ancora più alta, e finisce per trasformarsi in una sfida all’ultimo respiro, in nome della rivalità e dell’ambizione…

La battaglia di Maratona, una delle più importanti e famose della storia dell’umanità, funge quindi da volano per tutto il plot rappresentando di fatto il climax – con delle ottime scene d’azione – ma non il nucleo tematico del volume.

Da un lato infatti sarà lo sfondo sul quale verranno tratteggiati i 3 protagonisti diversi fra loro – come scopriremo da alcuni puntuali flashback nella prima parte del volume – ma uniti dall’amore per questa donna, Ismene, che li accompagnerà in una sana competizione per tutta la loro gioventù fino a Maratona dove la celebre corsa verso Atene servirà più solo per salvare la Grecia ma anche per stabilire chi si farà avanti con la donna.

Dall’altro però la corsa conseguente alla battaglia servirà per scavare nella psicologia dei personaggi: per cosa si combatte? Difendere la democrazia, e continuare la gara correttamente, oppure cedere alla tentazione della tirannia e quindi barare? Il bene del singolo soverchia quello dei molti?

Mentre quindi la prima parte viaggia moderata e funge da introduzione la battaglia spacca a metà il volume e ci porta ad un seconda parte dal ritmo più sostenuto la quale ci fa riconsegna dei personaggi che fuoriusciti dai classici stereotipi – il meno dotato, il volenteroso, l’eletto – vengono “rivisitati” sotto una luce nuova e sicuramente più interessante.

Ad adattare il romanzo di Frediani c’è Lucio Perrimezzi che riesce bene a sintetizzare la prosa del romanzo nella immediatezza della narrazione per immagini prendendo sempre più coraggio nel corso delle pagine e trovando il giusto equilibrio soprattutto nella seconda parte del volume. Un lavoro non facile quello dell’adattamento che riesce all’autore più che discretamente contando anche come il romanzo abbia una struttura non lineare che poteva creare non poche difficoltà.

Parte grafica affidata a Massimiliano Veltri che con personalità illustra questa storia miscelando una certa influenza franco-belga soprattutto nella costruzione della tavola aperta ma prediligendo un tratto stilizzato – che a tratti mi ha ricordato il grande Carmine Di Giandomenico – anziché puntare sul quel realismo marchio di fabbrica delle bd. Questa scelta rende la lettura più fluida e scattante dando possibilità al disegnatore di esaltarsi soprattutto nella battaglia che occupa la parte centrale del volume, disdegnando qualche inquadratura audace e cinematografica, con una particolare attenzione per la fisicità dei personaggi. Una parte grafica quindi non priva di qualche sbavatura ma sicuramente valida e capace di attirare l’attenzione.

Interessanti e degne di una piccola riflessione sono le scelte grafiche ed editoriali dell’etichetta: abbiamo un cartonato dal formato a metà strada fra un bonellide, un comic book ed un francese tutto sommato agile e ben confezionato grazie anche ad un grafica accattivante. Ottima l’idea di inserire una breve introduzione al volume dello stesso Andrea Frediani, quello che forse spiazza è l’uso del bianco e nero probabilmente per avvicinarsi alla più classica tradizione del fumetto popolare italiano.

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