Quella degli Universi paralleli è una teoria che ha ispirato innumerevoli opere fantascientifiche, dalla letteratura al cinema. Eppure, per quanto assurda essa possa sembrare, uno scienziato ha dichiarato che potrebbero esserci delle prove tangibili dell’esistenza di Universi paralleli proprio qui, nel nostro Universo.

Per lungo tempo, la limitatezza dei mezzi tecnologici disponibili, e di conseguenza delle conoscenze, ha spinto gli uomini a credere di essere creature speciali che vivono in un posto speciale: il centro del Sistema Solare e, per estensione, dell’Universo. Ora invece sappiamo di viviamo su un pianeta qualunque di un Sistema Solare qualunque in un braccio qualunque di una Galassia qualunque.

La teoria dei Multiversi, secondo la quale esistono altri Universi oltre al nostro, si spinge oltre: non solo è vero ciò che abbiamo riportato poco più in alto, ma a questo va aggiunto che esistiamo anche in un Universo qualunque! Questo dà maggiormente il senso di quanto immenso sia lo spazio che ci circonda, e di quanto noi e il nostro mondo non abbiamo nulla di speciale.

Romanzi come Le Cronache di Narnia e La Torre Nera, film come Ritorno al Futuro, The Butterfly Effect, Another Earth e Mulholland Drive, anime come Dragon Ball e Steins;Gate, serie televisive come Fringe, Doctor Who e Ai Confini della Realtà: l’elenco delle tantissime opere che prevedono l’introduzione della teoria degli Universi paralleli è davvero lungo, e questo perché la teoria, declinata in diverse sfumature da opera a opera, è talmente affascinante da stimolare la fantasia degli autori in modi anche molto diversi fra loro.

Gli Universi paralleli non sono interdipendenti, e vivono la loro esistenza nella più totale solitudine, ignorando l’esistenza di altri Universi; tuttavia a volte può succedere che, modificando un evento nel passato, si creino linee temporali e Universi paralleli (Ritorno al Futuro, The Butterfly Effect, o anche la saga di Trunks del Futuro, in Dragon Ball); in altri casi, questi Universi si fondono fra loro, con conseguenze imprevedibili (Mulholland Drive); altre volte ancora, gli Universi paralleli non vengono creati, ma esistono già, in una dimensione però per noi non percepibile, e vengono in qualche modo in contatto con il nostro (Another Earth, Coherence, Fringe).

È proprio a quest’ultima sottocategoria che fanno riferimento le scoperte del cosmologo Ranga-Ram Chary, il quale è alla ricerca di prove che dimostrino l’effettiva esistenza di Universi paralleli al nostro.

Prima di procedere, è necessario avere bene in mente la più accreditata teoria che spiega l’origine del nostro Universo: il Big Bang. Centinaia di migliaia di anni dopo questo evento, le particelle presenti all’interno del nostro Universo erano ancora troppo calde e dense di energia per potersi aggregare in forma di atomi.

Il momento in cui gli atomi hanno iniziato a formarsi, circa 300.000 anni dopo il Big Bang, è chiamato “Ricombinazione”, e segna anche l’inizio dell’espansione della Razione Cosmica di Fondo, la radiazione elettromagnetica residua del Big Bang, studiando la quale è possibile guardare letteralmente indietro nel tempo:

Ciò che ha scoperto l’astrofisico del Caltech Chary è uno strano bagliore nella Radiazione Cosmica di Fondo, che potrebbe indicare una collisione con un altro Universo. In breve, Chary ha filtrato qualsiasi forma di radiazione e di materia proveniente dal nostro Universo; così facendo, ha riscontrato che ci sono alcune sezioni del cielo più brillanti di quanto dovrebbero essere: 4.500 volte più brillanti, per la precisione.

I cosmologi ritengono che i vari Universi siano racchiusi ognuno in una sorta di bolla, e che le stesse possano rimbalzare l’una sull’altra rilasciando in questo processo del materiale, un po’ come avviene quando si scontrano fra di loro le comuni bolle di sapone.

Cercare di interpretare al meglio i dati provenienti dallo studio della Radiazione Cosmica di Fondo è davvero molto complesso, e lo stesso Chary ha dichiarato che esiste il 30% di possibilità che ciò che ha scoperto non sia altro che del rumore di fondo, e non la prova dell’esistenza di un altro Universo oltre al nostro.

I dati utilizzati da Chary provengono dal potente telescopio Planck dell’Agenzia Spaziale Europea, ma guardare indietro nel tempo di miliardi di anni non è affatto semplice; tuttavia, si stanno facendo enormi passi avanti nella comprensione della struttura del nostro Universo e nella ricerche di prove dell’esistenza di altri Universi.

In un resoconto delle ricerche pubblicato online sul sito arXiv.org, Chary ha dichiarato:

Affermazioni inusuali come quelle che riguardano prove dell’esistenza di Universi paralleli richiedono un gran numero di prove. Cercare questi Universi paralleli è una sfida.

Fonti: UU, BB.

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