Carlo Magno – Historica Biografie 4 | Recensione

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Chi era Carlo Magno? Un uomo ambizioso ansioso di lasciare la sua impronta nella storia o uno strenuo difensore della cristianità? Scopritelo in questo volume di Historica Biografie scritto da Bruneau e Delmas e disegnato da Gwendal Lemercier!

Mondadori Comics pubblica da tempo la splendida collana Historica che ha suscitato l’entusiasmo di lettori e critici, e di recente le ha affiancato Historica Biografie che si concentra, appunto, sulle biografie di personaggi storici narrate in forma di fumetto. Gli autori coinvolti si sono rivolti a docenti universitari specializzati in un determinato periodo o in un personaggio specifico ed è il caso di questo quarto volume della serie. Come è facile intuire dal titolo, ha a che fare con Carlo Magno, una delle figure più discusse, controverse ma anche affascinanti di sempre.

Gli autori sono Clotilde Bruneau e Vincent Delmas, nomi ben noti agli estimatori della bd, che si sono avvalsi della consulenza di Geneviève Buhrer-Thierry, professoressa di Storia Medioevale all’università Paris-Est-Marne-la-Vallée, nonché condirettrice della prestigiosa rivista Médiévales. Si sono però concentrati solo su alcuni specifici avvenimenti della vita di Carlo Magno, quelli che lo portano a diventare imperatore del Sacro Romano Impero.

Questo è l’aspetto peculiare dell’opera ma può risultare anche un difetto. Per esigenze di spazio, infatti, molti dettagli sono stati trascurati e messi ai margini della narrazione e ciò vale pure per svariati protagonisti delle vicende. Il risultato complessivo è affascinante ma la narrazione risulta a tratti troppo schematica ed esile e si ha spesso la sensazione che manchi qualcosa. In pratica, non sempre si riesce a comprendere davvero i motivi che spingono Carlo Magno a compiere determinate scelte, a parte quella di diffondere, se non addirittura di imporre, la religione cristiana, con il pretesto della difesa del papato.

In definitiva, l’aspetto forse più riuscito dell’opera è la descrizione del carattere del protagonista, un uomo coraggioso, caparbio, pronto a prendere decisioni difficili, se non crudeli, pur di mantenere ben salda la sua visione del mondo. Da questo punto di vista, Bruneau e Delmas hanno fatto un buon lavoro ma permane una sensazione di parziale insoddisfazione, poiché sarebbe stato il caso di approfondire tante cose, e nell’ambito di un singolo volume ciò non era ovviamente possibile.

I dialoghi sono curati e la parte testuale è piuttosto densa, cosa consueta nell’ambito del fumetto francofono, e tale dettaglio potrà far storcere il naso a coloro che sono abituati a un ritmo narrativo più veloce. I disegni sono affidati a Gwendal Lemercier, con gli story-board di Robin Recht.

L’impostazione è naturalistica e non potrebbe essere diversamente per un lavoro che fa del rigore storico l’elemento essenziale e, sebbene a tratti siano un po’ standardizzati, sono in ogni caso accurati e l’attenzione nella raffigurazione dei paesaggi, delle architetture, degli abiti e in generale dell’ambientazione d’epoca è innegabile.

Vanno segnalati infine i colori foschi di Pierluigi Casolino, adatti alla cupezza di una vicenda drammatica come questa. In definitiva, abbiamo a che fare con un’opera di buon livello ma lievemente compromessa dalle mancanze da me rilevate.

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