Un viaggio attraverso gli anni difficili e l’epoca d’oro della Casa delle Idee, per arrivare al tanto chiacchierato Marvel Extended Universe.

La Casa delle Idee è un bell’appellativo per la Marvel: una ne fa, cento ne pensa. Negli ultimi anni, la casa editrice fumettistica è entrata come mai prima al cinema e in tv creando un proprio universo coeso e condiviso. Ora Koch Media ha pubblicato in home video un documentario (Marvel Stories), che ne unisce due (Marvel Reinassance e Marvel Universe) e si prefigge di riportare a galla luci ed ombre della produzione di Stan Lee e soci.

Attraverso le testimonianze di personalità come Avi Arad, Tom DeSanto, Bill Jemas, Laurent Lederer, Louis Leterrier, El Mayimbe, Harvey Miller, Jimmy Palmiotti, Thor Parker, Dominic Patten, Shirrel Rhoades, Mark Waid e nientemeno che Mark Millar, i registi Philippe Guedj e Philippe Roure si interrogano e interrogano i loro interlocutori su come la Marvel sia rinata dalle sue ceneri due volte. La prima a livello editoriale, quando a fine anni ’90, dopo aver dichiarato bancarotta, ebbe una nuova età dell’oro grazie all’arrivo di alcuni uomini avveduti in termini di finanza ma che non capivano nulla (o quasi) di fumetti. La seconda, a livello cine-televisivo: la Casa è entrata in questi ultimi due anni nella Fase 3 e ha all’attivo molti altri progetti collaterali in arrivo.

I fumetti erano visti come “qualcosa per bambini” prima che arrivassero Watchmen e Maus a cambiare le regole del gioco. In seguito la Marvel si volle buttare al cinema ma i diritti dei suoi supereroi più conosciuti e amati erano di due case di produzione e distribuzione diverse: da un lato Spider-Man di proprietà della Sony, dall’altro gli X-Men della 20th Century Fox. Da un lato ci fu il successo di critica e pubblico della trilogia di Sam Raimi, dall’altro quella di Bryan Singer e Brett Ratner. In parallelo la Marvel pubblicò il “reboot” cartaceo della serie Ultimate, in cui i suoi eroi potevano essere letti sia dai neofiti appassionatisi agli X-Men e a Spider-Man dopo aver visto i film, sia dai fan di vecchia data.

Dopo questi e altri film da dimenticare – produttivamente parlando – e il piccolo grande successo di Blade, alla Marvel viene l’idea di creare un universo coeso e condiviso a partire da Iron Man e Hulk, due supereroi (soprattutto il primo) quasi sconosciuti al grande pubblico, finché non sono arrivati Robert Downey Jr. e Edward Norton prima (Mark Ruffalo poi) a scuotere le fondamenta dei fumetti al cinema.

Molti degli intervistati ritengono che probabilmente la Marvel non aveva in mente il cosiddetto MCU (Marvel Extended Universe) già quando uscirono i primi due Iron Man: ebbe però l’idea di una scena post credits che buttasse l’amo a qualcos’altro (o qualcun altro) del proprio universo, e da lì è divenuto un marchio di fabbrica e un modo per unire ancor di più il suo mondo al cinema e in tv. L’idea di prendere gli eroi meno conosciuti e farli diventare delle vere e proprie star attraverso il grande schermo – e far quindi appassionare e ri-appassionare vecchi e nuovi spettatori/lettori – fu un successo sperato ma inaspettato, e continuato con eroi come i Guardiani della Galassia e Ant-Man, rendendoli film per tutti grazie all’acquisizione della Marvel da parte della Disney.

New York è sempre stata la città prescelta da sceneggiatori e disegnatori della Casa delle Idee per i suoi supereroi: quindi una città reale, con vicoli e luoghi ben riconoscibili a chi leggeva i fumetti e poi magari camminava per quelle stesse strade metropolitane. Rispetto alla DC Comics e alle varie Gotham, Metropolis, Central City e così via, comunque di ispirazione americana, la Marvel ha scelto una location definita e metropolitana, in cui tutti i lettori in giro per il mondo possono riconoscersi e immedesimarsi. Così come i suoi protagonisti, spesso nerd e outcast piuttosto che miliardari e di buona famiglia come alla DC.

La rinascita della Marvel e L’Universo Marvel concludono il viaggio attraverso una riflessione su dove siamo e dove andremo, ma le informazioni sono aggiornate all’inizio della cosiddetta Fase 3 e all’appena acquisito Spider-Man dalla Disney, quindi sarebbe auspicabile una nuova “puntata” di questo documentario che racconti in modo più approfondito la terza fase del MCU, il nuovo accordo Sony-Disney e – perché no – l’espansione televisiva dell’universo (solamente accennata nel doc) attraverso Agents of S.H.I.E.L.D., Agent Carter, le serie di Netflix ma anche le serie del gruppo Fox: Legion e The Gifted. Proprio come lo stesso MCU, anche di Marvel Stories aspettiamo un nuovo capitolo. Magari con una scena post credits… non sarebbe male.

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