Il Trono di Spade 7×05: “Eastwatch” | Recensione

Pubblicato il 14 Agosto 2017 alle 15:00

“C’è un disegno più grande in atto a cui siamo tutti legati, che ci piaccia o no.”

Dopo che la settimana scorsa ci siamo elettrizzati con l’episodio più breve della serie, Eastwatch si presenta in sessanta minuti tondi tondi e stracolmo di avvenimenti tanto fondamentali quanto interessanti da decifrare.

Torna Shakman alla regia ma questa volta alla sceneggiatura troviamo Dave Hill (che già aveva scritto due episodi della serie, uno per la quarta stagione e un altro per la quinta), classe ’84 molto esperto nelle scene di dialogo fra più personaggi. Non a caso Eastwatch è forse l’episodio più parlato di questa settima stagione, con fiumi di parole che si rovesciano per tutto il continente, da Roccia del Drago alla Barriera, da Approdo del Re a Grande Inverno.

E se credevate di aver già visto tutto, è solo perché non avete ancora fatto la conoscenza della nuova gang più pericolosa del West(eros): Jon Snow, ser Jorah, Gendry, Beric Dondarrion, Tormund, Thoros e il Mastino.

Altro che i Sette Samurai! Altro che i Magnifici Sette! Altro che il Mucchio Selvaggio! Sono armati, pericolosi, indossano pellicce pesantissime e stanno andando oltre la Barriera: morti, preparatevi a morire … o ad essere rapiti, per lo meno!

Questo quinto episodio è uno spettacolo di passato che si trasforma in presente, non solo per il ritorno di Gendry, ma anche per le tantissime rievocazioni alle quali assisteremo. Tyrion e Jaime di nuovo faccia a faccia, Jorah che torna ad arrossire per Daenerys, Ditocorto che rispolvera le sue abilità di intrigante. Il passato sembra essere un vero e proprio personaggio in Eastwatch, riemerge di continuo durante le conversazioni (da Eddard a Stannis Baratheon, da Joffrey a Tommen) oppure rimane nascosto dietro le piccole disattenzioni dei mortali (si, Gilly ha trovato la prova del matrimonio fra Rhaegar Thargaryen e Lyanna Stark, ma i soli a conoscere questo segreto di pulcinella rimangono gli spettatori … e Bran, ovviamente).

Hill, coi suoi dialoghi, dà anche una notevole intelaiatura alla time-line della serie, precisando che Sam ha incontrato Brandon Stark “anni fa”. E’ una chiara strizzatina d’occhio a tutti coloro che nelle passate stagioni si sono lamentati dei “viaggi rapidi” dei personaggi, che sembrano spostarsi da un luogo all’altro in poche ore quando invece dovrebbero volerci mesi: è chiaro che vengono impiegati mesi in quei viaggi, ma nel raccontare una storia bisogna giocare col tempo, piegarlo a proprio favore, e tagliare quei mesi per arrivare al nocciolo della questione. Si tratta solo di un dettaglio, ma che denota l’attenzione con la quale Hill si è approcciato a questo episodio.

Episodio che getta sia ombre che luci su Daenerys Targaryen.

Si dice che il potere corrompa ma che il potere assoluto corrompa in modo assoluto, e sono dell’opinione che gli autori stiano provando a corrompere la Madre dei Draghi, molto più oscura e assolutista ora che si sta avvicinando al Trono di Spade. Del resto, addolcire i cattivi (Jaime, il Mastino) e inasprire i buoni (Arya, Stannis) è sempre stato il punto di forza di questa camaleontica serie.

E’ sempre più chiaro come l’unico vero “buono” sia Jon Snow (il primo ad ergersi contro l’unico vero “cattivo”, il Re della Notte) e la scolaretta che è in me non può che esultare per il tenero che sta nascendo fra lui e Dany: raramente ho visto gli occhi di Emilia Clarke farsi così dolci e grandi per qualcuno come si sono fatti dolci e grandi per la partenza del Re del Nord (“Mi ero abituata”).

Partenza del Re del Nord che apre a notevoli sviluppi futuri: bisogna catturare un non-morto per avere la prova che l’esercito della notte sta davvero arrivando (idea di Tyrion), così che Cersei possa credere alle parole di Jon Snow e magari accettare l’armistizio offerto da Daenerys. Non crederò alla riuscita di questa bella rimpatriata neanche fra mille anni, ed evidentemente non ci crede neanche Cersei, già pronta a sfruttare il futuro incontro con la Madre dei Draghi per eliminarla dalla faccia della terra.

Jaime è sempre più in difficoltà, con lei. Vede la follia nei suoi occhi ma l’amore che prova è troppo forte (sarà davvero di nuovo incinta? Sarebbe così “da Cersei” fingere una gravidanza per accalappiarsi ancora di più il fratello), e ora ci si è messo anche Tyrion a confondergli ulteriormente le idee. Il coraggioso cavaliere, che ha guardato nella gola/fornace di un drago gigante ed è sopravvissuto per raccontarlo, avrà le sue belle gatte da pelare nei prossimi due (ultimi!) episodi.

Dracarys!

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