LEGO Batman Il Film – Recensione

Pubblicato il 12 Febbraio 2017 alle 23:48

Batman conduce la sua crociata per proteggere Gotham City dalla minaccia del Joker mentre Barbara Gordon, nuovo commissario di polizia, decide di fare a meno dell’operato del Cavaliere Oscuro. Per salvare la città da una nuova coalizione di forze malvagie, Batman capisce di doversi affrancare dal suo spirito solitario ricorrendo all’aiuto di Dick Grayson, suo nuovo pupillo, che assume l’identità di Robin per aiutarlo a combattere il crimine.

LEGO Batman è l’eroe che Gotham merita ed è esattamente quello di cui abbiamo bisogno adesso. Le ultime trasposizioni cinematografiche dedicate al Cavaliere Oscuro sono state criticate per l’approccio eccessivamente adulto, talvolta pretenzioso, ad un supereroe dei fumetti che dovrebbe rivolgersi anche, o soprattutto, ad un pubblico di bambini.

Nel 1940, due anni dopo la nascita di Batman sulle pagine di Detective Comics, le storie vennero alleggerite con l’introduzione di Robin, figura più allegra e positiva nella quale i lettori adolescenti potevano identificarsi, non a caso assente nelle recenti versioni filmiche del supereroe. E’ esattamente da qui che parte la parodia ambientata nel multiverso LEGO operando su Batman proprio il gioco che si può fare con i celebri mattoncini danesi. Destrutturazione e ristrutturazione di un personaggio da sempre contraddistinto da una forte versatilità diegetica.

Seppure in chiave comica, sono evidenti la misantropia e la paranoia tipiche di Bruce Wayne (doppiato in originale da Will Arnett e in italiano da Claudio Santamaria che ha già prestato la voce a Christian Bale nel Cavaliere Oscuro nolaniano). Batman diviene qui un coacervo di tutte le versioni del supereroe con numerose, spassose citazioni dalle varie iterazioni. La metafora dell’unione che fa la forza sta proprio nell’assemblaggio tipico dei mattoncini, nella costruzione di una famiglia che deve restituire a Batman una certa leggerezza e fiducia nel prossimo.

A proposito del tema della famiglia, Dick Grayson viene adottato da Bruce, pensa che lui e Batman siano due persone diverse e si dice felicissimo di avere due padri. Messaggio forte e chiaro. La Bat-Family è completata da Alfred (Ralph Fiennes nella versione originale), figura saggia e paterna, e da Barbara Gordon, alias Batgirl (Rosario Dawson nella versione originale, Geppi Cucciari in quella italiana), un po’ interesse sentimentale per Bruce e un po’ sorella maggiore per Robin.

Esattamente come accadeva in The LEGO Movie, la componente meta della storia riunisce villain da altri universi narrativi e diventa, per forze di cose, anche uno spottone di diversi franchise Warner, da Harry Potter a Il Signore degli Anelli passando per i Gremlins, Godzilla, King Kong e altri ancora. D’altronde, nelle mani di un bambino, non esistono franchise distinti o realtà differenti e i giocattoli possono interagire tra loro attraverso la fantasia. Al contrario di quanto accade in certi adattamenti troppo improntati al realismo, non ha quindi limiti immaginifici il mondo plasmabile dei mattoncini LEGO che restituisce a Batman il sense of wonder perduto.

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