La Bao Bublishing presenta un volume quasi “interattivo” dove la protagonista “La bambina filosofica” arricchisce di sarcasmo e cinismo un volume di circa 400 pagine.

Prima di addentrami nella recensione vera e propria di questo fumetto, vorrei partire da un presupposto: essere venuto in contatto con il lavoro della fumettista italiana Vanna Vinci è stato piacevole da un lato (il suo personaggio ha grandi potenzialità), ma ho avuto grosse difficoltà nello stilare una review che fosse degna di questo nome.

La bambina filosofica – No Future edito dalla Bao Publishing può essere catalogato come uno di quei fumetti che si tengono sul comodino e di tanto in tanto si aprono per darci una veloce occhiata.

Non c’è infatti una storia che viene fuori dalla matita della Vinci, le sue strisce (anche se forse è un errore definirle tali) sono istantanee dove il personaggio de “la bambina filosofica” rapisce la scena, scaraventando dosi industriali di sarcasmo, ilarità ed ironia nei confronti della società, dei luoghi comuni e del mondo vissuto.

Il risultato che ne viene fuori è un volume di quasi 400 pagine dove l’autrice incornicia diapositive colme di cinismo e nichilismo (si suppone una sorta di alter ego tra autore e personaggio).

Il suo diviene a tratti un fumetto “mutevole”; editore e fumettista si sono divertiti nel dar la possibilità al lettore di ritagliarne (letteralmente) le pagine e crearne quasi un collage da appendere alla parete. La bambina filosofica diviene una sorta di manuale da consultare quando ci si sente ingabbiati dalla noia e dalle convenzioni sociali.

Si può trovare un ricettario pieno di citazioni cinematografiche, un oroscopo con i 12 segni zodiacali, anzi 13 (si perché la Vinci ha tirato fuori anche il “Basilisco” come ulteriore segno dello Zodiaco), una galleria di opere d’arte artefatte da appendere in salotto, oltre che una lista di dischi punk rock (e non solo) consigliati dalla bambina filosofica in persona.

In questo dedalo di consigli più o meno utili, c’è però anche spazio per due storie ispirate a due classici del cinema di fantascienza, dove la Vinci crea anche alcuni personaggi di contorno, dando prova che con la matita ci sa fare. Il suo è un tratto deciso e allo stesso tempo rapido, così come del resto la sua scrittura.

La bambina filosofica – No Future è un fumetto che a detta della stessa autrice: “destabilizza il lettore, il librario, il distributore, il tipografo, l’editore e l’autrice”. Un volume che ha tanto l’odore di punk di fine anni ’70, del resto “No Future” fu l’inno di quella generazione di destabilizzati cronici. Chiedere ai fan dei Sex Pistols per avere maggiori conferme in merito.

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