Mamma Rai cerca di emulare l’HBO e il risultato non è dei migliori …

Una creatura strana quella de I Medici, serie evento prodotta dalla Rai (e non solo), che può vantare un cast internazionale per raccontare una delle famiglie più famose del Rinascimento. “Strana” perché riprende il fascino dell’Italia  (l’arte, la ricchezza e la leggenda) e fa qualunque cosa per renderlo fortemente americano. Al contrario del caro Gabriele Mainetti che, con il suo Lo chiamavano Jeeg Robot, è riuscito a regalarci il primo vero supereroe tricolore, questi Medici sono, nel bene e nel male, tutto fuorché italiani.

Il pilot della serie, andato in onda il 18 ottobre in anteprima assoluta su Rai 1 (con oltre 7 milioni di telespettatori per le prime due puntate), è   semplicemente quello che tutti si aspettavano: gli italiani scimmiottano Il Trono di Spade. Certo, colui da cui si copiano i compiti è tra i secchioni della classe (la serie tratta dai libri di George R. R. Martin  è uno dei migliori prodotti della storia della televisione contemporanea), ma questo non è sufficiente.

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Si ripercorre la storia della famiglia Medici attraverso due linee temporali distinte: la prima racconta la vita di Cosimo de’ Medici, salito al potere dopo la morte di Giovanni de’ Medici, mentre la seconda, tornando indietro di vent’anni, presenta l’adolescenza di Cosimo e i giochi di potere delle famiglie fiorentine. Una didascalia, che sottolinea continuamente il salto temporale, è uno dei pochi elementi che ci fa ricordare che siamo su Rai 1 in prima serata e il “non sto capendo niente” delle nonne non tarda ad arrivare. Il cast internazionale è convincente ma non fa mai veramente scintille: Richard Madden probabilmente è stata una scelta avventata come protagonista e Dustin Hoffman non può salvare tutta la baracca da solo.

Florence the first shots of the history series The Medici in Piazza Duomo with Richard Madden - Ref: SPL1182632 231115 Picture by: New Press Photo / Splash News Splash News and Pictures Los Angeles: 310-821-2666 New York: 212-619-2666 London: 870-934-2666 photodesk@splashnews.com

C’è tutto quello che ha caratterizzato le serie tv americane negli ultimi 5/10 anni, eppure proprio questo scarto temporale rende I Medici molto in ritardo rispetto all’odierna visione seriale. Qualche scena di sesso (castissima perché Mamma Rai non si scopre mai troppo) e un po’ di uccisioni tanto per dare del colore non bastano a rendere il risultato convincente. In un mix di realtà e molta fiction, manca un ritmo interno e la voglia di sapere cosa succederà nei prossimi episodi (aspetto grave se si spera al successo  di una serie nel corso del tempo).

Inoltre, il primo episodio è un’imitazione buona, ma non eccelsa, della serialità americana: il green screen risulta al limite del presentabile, i flashback e le storyline non sono ben distribuite e collegate tra loro (magari migliorerà in seguito) e c’è sempre una sensazione di già visto che aleggia nell’aria. Poco carattere e originalità per rappresentare uno dei momenti d’oro della storia del nostro Paese. Una piccola (drammatica) nota a margine deve essere riservata al doppiaggio italiano completamente fuori sincrono che infastidisce e rovina la visione.

Una creatura strana questa serie tv perché, desiderando essere qualcun’altro (Game of Thrones), perde l’occasione di essere un po’ più italiana.

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