FREEZER e i problemi adolescenziali e altri imprevisti [Recensione]

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Per Mina Robinson le tante piccole stranezze della sua famiglia sono la normalità. Nascondere il cadavere della nonna nel freezer, però, non è decisamente normale.

Bao Publishing continua a proporre nel proprio catalogo opere di giovani artisti italiani, ognuno con il proprio caratteristico stile. Ne è la prova una delle ultime novità della casa editrice milanese: Freezer, di Veronica “Veci” Carratello.

Classe 1988, la giovane autrice propone una storia fresca e leggera non priva di spunti di riflessione, soprattutto per quanto riguarda l’eterno dilemma della crescita e dell’abbandono dell’infanzia. Protagonista di Freezer è infatti la dodicenne Mina, la quale deve imparare a convivere con le malelingue della sua classe, con i compagni del sesso opposto che la punzecchiano e con la maledizione imminente delle mestruazioni.

L’inizio dell’adolescenza, però, non corrisponde solamente ad una serie di “problemi da sit-com”, ma costringe anche ad affrontare le proprie paure e… i primi lutti in famiglia. Ma i Robinson non sono una famiglia come tutte le altre: o meglio, lo sono, ma con le proprie univoche caratteristiche.

freezer vignette
Da una tavola di Freezer

Mina e il fratellino Elvis portano il nome dei due cantanti preferiti dei genitori: la signora Robinson, madre casalinga con una mania per le pulizie, e il signor Robinson, attore di pubblicità televisive imbarazzanti.

A questo nucleo famigliare si aggiunge lo zio Ernesto, curioso personaggio affetto da catisofobia (la paura di sedersi) e dotato di un animo romantico, il gatto con tendenze suicide Kafka e la nonna, muta da quando è rimasta vedova.

La famiglia Robinson è il perfetto teatrino di piccole e grandi tragedie, ma anche di piccole e grandi gioie: il tutto è condito da una buona dose di umorismo che non annoia mai il lettore.

Indimenticabile è sicuramente il personaggio dello zio e del viaggio in camper di tutta la famiglia per incontrare la sua “cyber-ragazza”: ed è proprio da quel viaggio che poi andrà a svilupparsi tutta la storia di Freezer.

Il colpo di scena finale non manca, mentre una serie di imprevisti (alcuni molto divertenti, altri un po’ meno) vivacizzano costantemente il ritmo del racconto, illustrato con disegni lineari ed immediati, in apparenza semplici ma parecchio dettagliati. Quei colori a tinte piatte, inoltre, regalano al volume un sapore vintage molto apprezzato.

freezer tavola
Mina e lo zio Ernesto in Freezer

Freezer è soprattutto una storia sulla crescita e sui suoi cambiamenti, con tutte le sue relative ripercussioni sulla vita di ognuno di noi. Tuttavia, il fumetto rassicura su un punto: non tutte le cose devono necessariamente cambiare, e il mondo non muta improvvisamente da un giorno all’altro.

Alcuni cambiamenti, anche quelli che fanno più paura, possono essere rimandati: e, anche se arriverà il giorno temuto, intanto si può ridere sollevati.

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