Côtes de Nuits e rose di Piccardia – Corto Maltese

Pubblicato il 4 Giugno 2011 alle 10:00

Côtes de Nuits e rose di Piccardia

Autore: H. Pratt
Casa Editrice: Rizzoli Lizard
Provenienza: Italia
Prezzo: 4,50 €
Recensione


Ci sono storie di Corto Maltese in cui il personaggio ideato da Hugo Pratt è il vero motore dell’azione, con i suoi viaggi, le sue ricerche, le sue lotte. In altre, invece, Corto è un semplice spettatore, che assiste al compiersi di determinati eventi senza troppo entusiasmo e convinzione, come ad esempio in “Côtes de Nuits e rose di Piccardia”, terzo albo de “Le Celtiche”, ambientato tra il 20 e il 21 Aprile del 1918, lungo le trincee di guerra australiane.

In tutta la faccenda, l’unica cosa che Corto fa, è – come sottolinea egli stesso nell’ultima vignetta – prendersi un bel torcicollo a forza di guardare in alto. Questo perché al centro dell’albo vi è la leggendaria figura del Barone Rosso, il capitano di cavalleria tedesca Manfred von Richthofen, a cui si deve anche parte del titolo, ossia rose di Piccardia, riferimento alle rose che il barone soleva depositare presso i cadaveri dei suoi nemici, dopo averli abbattuti. Un modo, questo, per rendere omaggio agli avversari inglesi, seppur odiatissimi. L’altra metà del titolo dell’albo, invece, si riferisce a Corto Maltese, in possesso di due pregiate bottiglie di vino francese – Côtes de Nuits, appunto – che vuol conservare per un’occasione speciale, nonostante gli inviti ad aprirli rivoltigli dai soldati Sandy e Clem. Quest’ultimo, in particolare, ha una curiosa capacità: quella di essere un tiratore infallibile da ubriaco. E così, mentre il marinaio dorme, Sandy apre i due vini e li beve insieme al suo sottoposto, che entra in questo modo nella giusta condizione per abbattere il Barone Rosso.

E nonostante la tattica portata avanti dai piloti della Raf, la Royal Air Force britannica, tra cui il giovane Cain Groovensnor, che Corto incontrò ai tempi della “Ballata”, a tirare il colpo decisivo che ferirà a morte l’aviatore tedesco sarà proprio Clem. Migliaia i colpi sparati, eppure il Barone precipita già morto, colpito al fianco da una sola pallottola sparata da terra. Quella di Clem, appunto. Il giovane soldato, però, non avrà modo di godersi il trionfo, freddato dalle bombe di rappresaglia tedesche. Un altro morto causato da una guerra inutile che miete decine di migliaia di giovani vittime per niente, privando il mondo della loro intelligenza e forza, come sarà sottolineato anche all’interno dell’albo.

Ancora una volta uno scenario bellico, dunque, per un’avventura di Corto. Dopo l’Europa, però, lo sfondo in quest’occasione è l’Australia, il paese degli antipodi, ma afflitto dallo stesso male del Vecchio Continente, il primo conflitto mondiale, che lentamente si avvia alla fine. Tra le battaglie reali di tedeschi contro inglesi, in mezzo a personaggi storici come il temibile Manfred von Richthofen, Corto imprime la propria presenza agli eventi, che inevitabilmente conferisce loro un tocco di romanticismo che spesso la Storia non possiede.


Voto: 8

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