Escapo, la fuga dalla morte secondo Paul Pope [Recensione]

Pubblicato il 25 Maggio 2016 alle 15:25

Una delle prime opere del fumettista americano Paul Pope torna disponibile in una nuova, curatissima edizione, pubblicata in Italia da Bao Publishing.

Gli artisti specializzati nell’escapologia – l’arte di liberarsi da qualsiasi costrizione materiale o ambientale –  spesso sono caratterizzati da un’aura di misticismo, poesia e tragedia, dovuta in gran parte al loro intento di sfidare la morte, o se preferite, di dimostrare grande coraggio anche in condizioni di sopravvivenza estrema.

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Qual è il motore che spinge questi “maestri della fuga” a rischiare la propria vita per puro intrattenimento? È frutto dell’incoscienza mista all’audacia, oppure della voglia di sentirsi vivo nonostante non si abbia nulla da perdere?

Gli eterni binomi vita-morte e apparenza-realtà riecheggiano nel contesto circense del graphic novel Escapo, scritto e disegnato dal fumettista underground Paul Pope (Batman:anno 100, Battling Boy). 

Pubblicata per la prima volta nel 1995 con tavole in bianco e nero sotto l’etichetta indipendente Horse Press, l’opera in questione è stata recentemente riproposta in una nuova edizione a colori e con 50 pagine di materiale inedito, curata in Italia dalla Bao Publishing. 

In occasione di un’intervista rilasciata a Publisher Weekly, Paul Pope ha rivelato che dietro le ragioni di quest’interessante riedizione si nascondono sia l’intento di porre un freno alla speculazione creatasi intorno alla vendita della vecchia edizione – ormai esaurita – sia lo scopo di far (ri)scoprire, tramite la colorazione, la storia di Escapo ad un nuovo pubblico.

Escapo
Escapo

Escapo narra la storia di Vic, un artista circense abilissimo nell’arte dell’escapologia.

Timido, insicuro e malinconico, Escapo – questo il nome d’arte di Vic-  trascorre le sue giornate fra spettacolari esibizioni consistenti nella fuga da trappole mortali di ogni genere, e le conversazioni di routine con gli altri colleghi del circo; tra quest’ultimi, in particolare, spicca Aerobella, un’affascinante equilibrista per la quale Vic prova un sentimento d’amore non corrisposto.

La sua battaglia per la sopravvivenza, però, non si limita alla ricerca della felicità amorosa: ben presto, infatti, farà la conoscenza della Morte in persona, contro la quale proverà a vincere la madre di tutte le scommesse con oggetto l’esistenza umana…

Nell’interessante appendice posta a conclusione della nuova edizione, Pope ha indicato come principali fonti di ispirazioni per la storia e l’estetica di Escapo, oltre all’Iliade e l’Antigone, anche le pellicole cinematografiche in bianco e nero Ridi, Pagliaccio (USA, 1921) e Sangue e arena (USA, 1941) .

Tuttavia, non si può non notare la rilevante influenza sull’opera anche da parte dei film di registi come  Federico Fellini e Ingmar Bergman: il primo, per l’utilizzo metaforico del contesto circense, presente anche nel capolavoro 8 e mezzo (Italia, 1963) ; il secondo, per la tematica, sviluppata dal regista soprattutto ne Il settimo sigillo (Svezia, 1957) della caducità della vita dell’uomo, in disperata ricerca di un’ àncora alla quale aggrapparsi per non aver paura di morire.

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Escapo

In due racconti brevi, poveri di personaggi e di sviluppo narrativo, Pope si focalizza sulla condizione professionale e personale degli uomini di spettacolo; i quali, in un micro-universo in perenne bilico tra apparenza e realtà, nascondono sotto chili di cerone e maschere grottesche le loro più sincere debolezze: la solitudine e il dolore.

Lo spettacolo fornito da un escapista, in fondo, è identificabile con una spettacolarizzata metafora della vita: sempre in fuga da qualcosa o qualcuno, sudiamo, facciamo salti mortali, ci esaltiamo,  soffriamo e inganniamo con lo scopo di sentirci vivi ed esorcizzare, così, la morte.

Vic è un personaggio romantico e tragico che, con il suo coraggio e la sua speranza di felicità,  cerca di fornire una risposta ad una domanda esistenziale: vale la pena (soprav)vivere nonostante non sia abbia nulla da perdere a livello affettivo e materiale?

Niente celebra più la vita di un escapista che sconfigge la morte.

La scelta di narrare una storia minimale e apparentemente inconcludente trova una parziale scusante sia nella profondità del suo significato sia nel contesto degli anni ’90, quando Escapo costituiva delle prime prove da sceneggiatore per Pope.

L’estetica di Pope è profondamente legata allo stile grafico dei manga, approfondito dall’autore durante gli anni trascorsi a lavoro per la rivista Shonen Jump e il soggiorno a Tokyo: le figure umane sono slanciate e ai limiti della caricatura, così come le espressioni facciali sono volutamente esagerate.

L’artista americano è un maestro nello storytelling per immagini – in Escapo dialoghi e didascalie sono ridotti al minimo, abilissimo nel conferire ritmo alla narrazione per mezzo di ampie vignette orizzontali che danno l’illusione di un senso del movimento fluido e credibile.

Frequente si presenta l’utilizzo di campi medi, in cui i personaggi e l’ambiente circostante – sempre oscuro e ristretto – acquistano la stessa importanza visiva.

Escapo
Escapo

L’influenza del cinema espressionista tedesco – altra fonte d’ispirazione citata da Pope – si riscontra soprattutto nella rappresentazione di immagini distorte e allucinanti, come quella in cui i visi di due clown dall’aspetto terrificante, intenti a ridicolizzare Vic durante una pausa dal lavoro, vengono inquadrati in un primo piano disturbante.

Ottima la scelta delle sfumature cromatiche da parte del colorista Shay Plummer, che, su indicazione del suo amico e collega Pope, ha provato a ricreare delle tonalità simili a quelle che il pittore  Pablo Picasso  utilizzò, nei primi anni del 1900, durante il suo periodo pre-cubista: il blu (il dolore) e il rosa (la spensieratezza); una scelta assolutamente non casuale, considerato che proprio in quel periodo Picasso era solito dipingere saltimbanchi, acrobati e,in generale, l’intero ambiente del circo.

Ricchissimo il materiale extra a corredo delle due storie di Escapo, con pagine inedite, sketch, cover di artisti quali David Rubìn e John Cassaday, e la già citata appendice scritta da Pope in persona, nella quale descrive con minuzia di particolari i suoi strumenti da lavoro.

Al netto di ciò, la riedizione di Escapo merita attenzione per la cura dimostrata sia nella colorazione sia nell’inserimento di contenuti inediti, che arricchiscono una fumetto narrativamente basilare nella struttura e nei contenuti, ma, allo stesso tempo, illuminante e ricercato nelle illustrazioni.

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