Family Business: un fumetto veloce, ironico, divertente – RECENSIONE

Pubblicato il 25 Gennaio 2016 alle 11:20

Arriva la nuova raccolta del blog di Bastien Vives: un’irriverente spaccato della famiglia moderna!

Ormai il nome di Bastien Vivès, per chiunque conosca anche superficialmente il mondo delle graphic novel, è un nome sicuramente nome: il giovane e talentuoso autore francese si sta facendo conoscere sempre di più anche in Italia per la sua combinazione di bravura e originalità.

Bao ha deciso, e la decisione si sta rivelando lungimirante, di puntare forte su Vivès: il suo Last Man sta piacendo molto a critica e pubblico, e l’editore milanese ha deciso di ampliare il suo catalogo pubblicando una serie di raccolte brevi con le vignette tratte dal suo blog, organizzandole per tematiche.

Compra: Family business

Dopo “L’importanza di chiamarlo fumetto”, “Questioni di cuore” e “Fatality” arriva “Family Business”: questa volta a finire al centro della satira di Vivès è quindi la famiglia, in particolare i rapporti genitori-figli nella società di oggi.
Non bisogna però aspettarsi una particolarmente sottile analisi sociologica, quanto piuttosto la volontà di sorprendere e anche un po’ scandalizzare il lettore ribaltando situazioni note.

Si, perché le situazioni di partenza di Family Business sono decisamente quotidiane, come ad esempio il classico discorso padre-figlia sull’uscire la sera, o le discussioni a cena sull’uso del cellulare. Ma i genitori, o talvolta i figli stessi, dell’immaginario di Vivès non hanno peli sulla lingua: aspettatevi volgarità, risposte molto poco educative, cattivi consigli, insomma tutto quello che non ci si dovrebbe dire in famiglia.

Insomma, l’attacco di Vivès alle ipocrisie famigliari passa attraverso la sovversione dei ruoli,  i genitori che si riempiono la bocca di parolacce e insulti, bambini pronti a scandalizzarsi davanti alle risate poco politically-correct dei loro padri.

Ma concretamente come si presenta Faimly Business? Con una serie di sequenze piuttosto brevi, due vignette per pagina spesso ripetute in maniera identica, con lo stile di Vivès tutto sommato abbastanza riconoscibile, anche se forse sintetizzato e stilizzato all’eccesso, pur dovendosi ricordare che si tratta di vignette nate per stare in un blog.

Le vignette sorprendono quasi sempre per la loro arguzia, e pur sapendo dopo qualche pagina cosa aspettarsi, si rimane comunque piuttosto sorpresi, e in un secondo tempo divertiti, dalle insolite e sfacciate risposte che escono dalle bocche dei personaggi.

Abbondante spazio sarà dato a sesso, battute sconce e tematiche affini: per chi andrà oltre un po’ di pudicizia, si troveranno situazioni anche piuttosto spassose.  Certo, non aspettatevi alcuna correttezza ne rispetto per qualsiasi categoria: le vignette vanno prese con leggerezza, perché a prenderle seriamente si rischia seriamente di travisare messaggio ed intenti (vedasi la sequenza della ragazza dal seno troppo grande e lapidaria risposta del padre…)

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Dove Vivès forse pecca un po’ è nei tempi comici: non essendo in effetti un fumettista nato dalla parodia, le sue vignette sono spesso efficaci ma raramente fanno scaturire una risata sincera. Del resto, non è comunque probabilmente questo l’intento dell’autore, che comunque tra le varie volgarità riesce ad inserire più di uno spunto di riflessione amara tra le righe.

Insomma, Family Business è tutto quello che ci si può aspettare quando un autore sveglio e talentuoso decide di metterci di fronte all’opposto delle famiglie modello: se cercate qualcosa di impegnato e memorabile, allora Family Business non fa per voi.

Ma se conoscete e apprezzate l’autore francese, o più in generale il fumetto satirico che non vuole assolutamente porsi limiti, vi consiglio di premiare l’iniziativa di Bao, anche visto il prezzo non proibitivo, e concedervi tre quarti d’ora di svago. Non avrete un volume che possa essere caposaldo della vostra libreria, certo, ma passerete sicuramente dei momenti piuttosto spassosi.

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