L’esordio di Claudio Acciari nel mondo del fumetto è una fiaba fantascientifica piena di omaggi all’animazione anni 70!!!

Claudio Acciari è un nome di quelli importanti, nel mondo dell’animazione: il suo curriculum è di quelli notevoli, ed è quindi normale che il suo esordio a fumetti possa incuriosire molto. Meka Chan, così si intitola il suo lavoro di esordio nel mondo delle graphic novel, è una storia tenera e divertente che è anche un grande omaggio ad un certo tipo di manga e anime, quella fantascienza un po’ ingenua e spensierata che nasce con Tezuka e che segna un periodo ben preciso nella storia del medium Giapponese.

Compra: Meka Chan

La storia è semplice ma piena di inventiva: in un mondo flagellato dalle meteoriti, un giorno l’anziano pittore Yasujiro si ritrova in casa Meka Chan, avvenente giovane che proprio da uno di questi meteoriti sembra essere nata. La ragazza non ricorda niente delle sue origini, ma è piena di vita, ha una forza sovra umana e quindi è evidente che non si tratta di una ragazza comune. Questo incontro metterà in moto una serie di eventi fondamentali per il pianeta, ma sarà anche l’inizio di un rapporto molto ben scritto e coinvolgente.

Meka Chan non si presenta con la forma tradizionale del fumetto, ma ricorda più che altro uno story board di un film d’animazione ( e qui le origini e la storia di Acciari ovviamente spiegano la scelta): una serie di 12 vignette per pagina, 3 per ogni riga, tutte della stessa dimensione, con i testi non inseriti nei balloon ma sotto ogni vignetta.

Se questo potrebbe far pensare al fatto di non trovarsi davanti ad un fumetto vero e proprio, basteranno poche pagine per accorgersi della maestria di Acciari nel gestire tempi, dinamiche e ritmo di lettura in maniera esperta ed efficiente. La storia, pur nella sua semplicità, è ricca di eventi anche sovrannaturali, e Acciari riesce a raccontare tutto con ampio respiro, nonostante la dimensione delle vignette, che avrebbero potuto “soffocare” la storia.

Il tratto è morbido e sintetico ma non sembra mai trascurato, anzi: gli omaggi grafici ad un certo stile orientale sono evidenti ma i disegni comunque mantengono una loro personalità, non siamo di fronte ad un doppione di nulla.

Particolare anche la scelta cromatica, che rende le immagini simili a quelle trasmesse da un vecchio televisore a tubo catodico: la bassa risoluzione e la tonalità di grigio fanno rimanere un po’ straniti, ma tutto sommato la qualità dei disegni fa superare questa sensazione, e la scelta si sposa abbastanza bene con lo stile e le tematiche scelte.

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E’ ormai raro trovare un racconto di fantascienza che non punti a temi cupi ed ad analisi su temi importanti, come in questo caso: la storia ha connotazione quasi fiabesche, e vive della forza dei suoi personaggi: la storia di Meka Chan è struggente ed è impossibile non rimanere coinvolti da questo personaggio e non affezionarsi al suo destino.

Con Meka Chan Acciari ha voluto osare facendo, paradossalmente, un omaggio ai classici: il risultato è però decisamente riuscito, un ottimo fumetto per iniziare il 2016.

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