Green Manor: un piccolo gioiello d’oltralpe che farà impazzire gli appassionati di giallo – RECENSIONE

Pubblicato il 7 Dicembre 2015 alle 11:15

Bao Publishing porta in libreria un piccolo gioiello d’oltralpe, che farà impazzire gli appassionati di giallo!!

Ci sono due cose che sicuramente possono incuriosire un lettore, ed attirarlo a comprare Green Manor. La prima è la bellissima e ricercata edizioni (non è una novità, per Bao, che ci ha abituati a veri e propri gioielli di carta), che rispecchia l’originale edizione francese della raccolta scritta da Fabien Vehlmann e illustrata da Denis Bodart.

Compra: Green Manor

La seconda è il genere: si tratta infatti di sedici storie di delitti: il genere giallo, che tanto spopola nei libri e nei film, non ha però altrettanto successo in ambito fumettistico, dove non è proprio comunissimo vedere una storia appartenente a questa tipologia.

Ed è un peccato, perché a mio parere il genere investigativo si sposa benissimo con la combinazione di parole e immagini che il fumetto offre: Green Manor ne è la prova.

Il titolo del fumetto prende spunto dal luogo intorno a cui, bene o male, ruotano tutte le storie presenti nel volume: Green Manor è un club di gentiluomini dediti all’arte dell’investigazione e della risoluzione di delitti. Siamo in Inghilterra, è il 189, e dopo un piccolo pretesto narrativo iniziale, che servirà poi a chiudere in maniera simpatica le storie, il lettore viene gettato subito dentro le brevi ma riuscitissime vicende che compongono il volume.

Gialli, come già detto, ma non gialli convenzionali: chi si aspetta 16 omicidi più o meno uguali, in cui i detective risolvono in maniera intuitiva omicidi avvenuti in una stanza chiusa dall’interno (e non mancherà questo tipo di omicidio, ma non nella solita salsa) rimarrà molto deluso.

Si va da sfide interne tra i gentiluomini del Green Manor’s Club, senza esclusione di colpi, a tentativi di omicidio verso scrittori famosi, per passare poi a delitti più classici che puntano sull’approfondimento dei personaggi.
Di queste 16 storie, non ne ho trovata una scontata, nemmeno una che non avesse un’intuizione brillante, nella struttura o magari nel finale.

Come già detto, alcune storie vogliono essere piccoli racconti di delitti ben scritti, mentre altre, le più riuscite a mio parere, puntano addirittura a destrutturare i classici cliché dei gialli, rielaborandoli o facendosene gioco. E’ inutile, ovviamente, rovinare al lettore anche una delle tante storie: la lettura, fidatevi, scorrerà velocissima, e arriverete alla fine con un grosso rimpianto: quello che il volume contenga solo 16 storie, non 160.

Il tutto, va detto, funziona eccezionalmente bene anche per gli ottimi disegni di Denis Bodart: mai caricaturali, ottimi nel riempire la pagina e nell’adattarsi al tono e al tema di ogni storia, rappresentano in maniera molto efficace la vastissima galleria di personaggi che andremo ad incontrare, e che riescono a colpire il lettore, oltre perché ben scritti, anche perché caratterizzati molto bene dal punto di vista visivo.

Nelle storie di delitti l’elemento grafico è fondamentale, perché un piccolo dettaglio può rivelare l’assassino, e Bodart compie un egregio lavoro con le sue matite, caratterizzando al meglio ogni dettaglio.
Ottima anche la scelta dei colori: la tavolozza attinge a tinte marroni e, più generalmente, scure, che contribuiscono a creare l’atmosfera di una Londra nebbiosa, buia e piena di delitti, senza però dare un’atmosfera troppo “dark” alle storie, che anzi fanno abbondante uso di ironia e solo raramente toccano toni drammatici, sia visivamente sia narrativamente.

Compra: Green Manor

Insomma, che questo titolo mancasse nelle fumetterie e nelle librerie italiane era davvero, senza fare particolari giochi di parole, un delitto. Bao si conferma efficace nella combinazione di scelta dei titoli e proposta dell’edizione, portando davvero un piccolo capolavoro senza imporre un prezzo eccessivo.

Green Manor non è un fumetto riservato solo agli appassionati di giallo: chiunque potrà apprezzare le trovate geniali delle storie, e come se non bastasse ogni storia è auto-conclusiva, non è quindi richiesta al lettore quella particolare attenzione che una storia di questo genere potrebbe richiedere.

Aggiungendo gli ottimi disegni, risulta praticamente impossibile non consigliare il volume, davvero uno dei più sorprendenti tra quelli usciti del 2015: rimane solo l’amaro in bocca per il fatto che la raccolta contenga tutti i racconti gialli prodotti dalla coppia di autori, e che quindi non potremo divertirci leggendone altri in futuro.

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