Continuano le avventure di Adrian e Marianne, alla ricerca di Richard e del suo passato!

Con Last Man, Vivès con l’aiuto di Balak e Sanlaville ha voluto proporre, in salsa occidentale, una storia che sembra ricalcare per modi, intenzioni  e uso dei combattimenti niente di meno che gli shonen giapponesi: i primi tre volumi della serie sono stati convincenti, soprattutto gli ultimi due in cui la storia ha preso il volo ed è riuscita a trovare una propria identità.

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Oltre ai combattimenti e alle situazioni assurde, buona parte della forza di Last Man sta nei suoi personaggi, complessi e sfaccetati ma mai noiosi: il più misterioso rimane sempre Richard Aldana, che ha costretto Marianne a Adrian a recarsi in una città che sembra essere letteralmente un altro mondo rispetto a quello visto fino ad ora!

I due infatti si trovano ora in una città moderna, che sembra essere la terra natia di Richard: sicuramente qui madre e figlio potranno trovare le risposte sul passato del fortissimo lottatore.

Il volume non perde tempo a ricapitolare quanto successo, ma parte accelerando subito il ritmo, e sviluppando  in maniera parallela le vicende rocambolesche di Adrian e Marianne, che sembra essere davvero una calamita per guai ed inseguimenti, e le vicende misteriose che riguardano Richard.

Tutto il passato del lottatore sembra ruotare intorno ad un misterioso match, in seguito a cui sarebbe stato bandito e radiato: dopo una serie di incontri e vicende, che infittiscono sempre di più il mistero sul passato del lottatore, i tre protagonsiti sono costretti ad iscriversi al Fight Funeral Fist Cup, o F.F.F.C. : un torneo di lotta il cui nome, piuttosto divertente, fa intuire velocemente al lettore la sua pericolosità…

Dato che Vivès è un appassionato di giochi picchiaduro (chiunque abbia letto Fatality, sempre pubblicato da Bao, sa di cosa parlo) è facile capire come si sia divertito a rendere in fumetto un torneo che ricorda quelli intorno a cui rutoala trama di giochi come Street Fighter, Tekken, Mortal Kombat…per non parlare dei numerosissimi shonen che fanno uso di questo espediente per far scontrare  i personaggi!

Qui la situazione, però, rischia di farsi complessa, perché Richard rischia di essere avversario, non più alleato, di Adrian e Marianne!
Dopo una prima parte dedicata ad introdurre nuovi personaggi, nuova ambientazione e nuove sfaccettature dei protagonisti, il torneo entra nel vivo, ed è veramente divertentissimo: i combattimenti sono spassosi ed ironici, e ci sembra di assistere sempre di più ad uno sviluppo, anche caratteriale, di Adrian, sempre nella tradizione degli shonen e dei loro power-up!

Complice lo stile grafico originale, che non punta al realismo ma piuttosto a rendere le scene dinamiche e piacevoli all’occhio, questo volume di Last Man scorre  e si fa leggere in pochissimo, non per i pochi contenuti ma per la sua grande qualità: una ricetta originale per un tipo di fumetto che di certo non è il tipico prodotto che arriva dalla Francia, e proprio per questo merita di essere letto, a mio parere.

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Il cambio di ambientazione, pur rischioso, mi è sembrato riuscitissimo: i nuovi personaggi sono convincenti, il nuovo torneo e la nuova città danno un tono più serioso ed adulto, senza eccedere ovviamente, ma le nuove opportunità narrative sembrano davvero interessanti.

Per chi ha letto i primi tre volumi di Last Man, l’acquisto di questo quarto volume è consigliatissimo: Vivès e soci non danno l’impressione di voler concludere a breve la serie, e per come sta proseguendo direi che è senz’altro un bene per tutti i lettori.

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