Un trio di ladre scatenate per un fumetto senza freni, che coinvolge e diverte!

Leggendo la trama de “La grande Odalisca” è veramente difficile capire a cosa si va incontro. La storia di tre ladre e il loro tentativo di rubare il famosissimo dipinto custodito al Louvre, e che da il nome alla storia, farà forse venire alla mente “Occhi di gatto”, ma diventa difficile immaginarsi come un fumetto possa rendere il dinamismo di una storia d’avventura del genere.

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Invece “La grande Odalisca” ci riesce in pieno, complice un eccellente lavoro di scrittura ma soprattutto di disegno e impostazione della tavola da parte dei tre autori: Ruppert, Molto e Vivès. I primi due vengono dal fumetto underground francese, mentre Bastien Vivès è il ragazzo prodigio della BD, ormai noto anche in Italia soprattutto grazie a Bao Publishing, editore anche di questo volume.

La storia è semplice, molto lineare: comincia in medias res, con le due protagoniste Alex e Carol intente in un colpo con alcuni intoppi, e subito scopriamo la personalità forte delle due ladre, che non esistano ad accusarsi a vicenda pur nel loro affiatamento. Tra una vicenda e l’altra, scopriamo un po’ di più sulla loro storia e sulla loro personalità, fino a quando arriva l’incarico più importante della loro vita: il furto al Louvre, appunto.

E così sono costrette a cercare un terzo membro del gruppo, anch’esso ovviamente di sesso femminile, e la scelta cade su Sam, motociclista ed anch’essa acrobata. La storia prosegue in maniera serrata tra altri furti, un viaggio in Messico, siparietti comici con il fucile da cecchino e una sequenza finale tra le più belle viste nei fumetti degli ultimi anni.

Insomma, un concept non originalissimo, e piuttosto rischioso, che però è riuscito benissimo: grazie a cosa vi chiederete? Per prima cosa l’uso dei dialoghi: sono pochi e danno spazio ai disegni, ma allo stesso tempo incisivi e divertenti, ogni dialogo dice qualcosa in più su una delle protagoniste.

Protagoniste caratterizzare benissimo: donne forti e piuttosto libertine, che non disdegnano i loro momenti emotivi, e che se ne fregano di qualsiasi limite venga loro imposto: verrà semplice provare empatia ed affezionarsi alle tre ladre, e ritrovarsi a tifare in maniera sfegata per loro nel serratissimo finale.

I disegni sono davvero eccellenti: mai troppo dettagliati, squisitamente sintetici, trasmettono tutto il fascino che emanano i corpi delle tre protagoniste, riescono a comunicare senza dover ricorrere a dialoghi inutili e rendono appassionanti scende di inseguimenti e azione facili da vedere in un film, ma difficili da disegnare su carta senza spezzare il ritmo di lettura.

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Insomma “La Grande Odalisca”, a cui Bao Publishing non a caso ha dedicato un’edizione imponente per rendere giustizia alle tavole, è un fumetto che si consiglia davvero a tutti, e si rivela riuscito in ogni suo aspetto. La scelta degli autori di non creare una graphic novel pesante e introspettiva, quanto piuttosto un fumetto spensierato e divertente, si rivela vincente, e il finale aperto lascia speranzosi per un futuro seguito.

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