Autore Rumiko Takahashi
Editore Star Comics
Provenienza Giappone
Prezzo € 3,90


Servono poche parole per presentare l’ennesimo grande successo di Rumiko Takahashi. La quindicenne Kagome Higurashi viene improvvisamente risucchiata nella lontana epoca Sengoku. Qui scopre che nel suo corpo è stata celata la Sfera degli Shikon, un gioiello bramato da tutti i demoni per via del suo incredibile potere. Diventata il bersaglio di tutte le creature maligne della zona, Kagome si scontra con il mezzo demone Inuyasha, intenzionato ad impossessarsi della sfera per diventare un demone completo. La reciproca antipatia tra i due dovrà però presto essere messa da parte: la sfera si è frantumata in migliaia di frammenti che devono essere recuperati e ricomposti. Inizia dunque un lungo viaggio, ricco di nuovi incontri e di feroci battaglie, che porta alla luce un complotto che lega tra loro le vicende passate dei protagonisti.

La Star Comics riprende in modo definitivo la ristampa di “Inuyasha”, dopo un primo tentativo subito interrotto per via dell’imminente conclusione della serie in patria.
Revisione dei dialoghi, senso di lettura e formato originali, nuova impaginazione, perfetto allineamento con l’edizione giapponese, per cui il numero delle uscite è stato ridotto da 67 albi (prima edizione) a 56,  per una serie davvero imperdibile.

Un’edizione completamente rivisitata, che permette al lettore di godere appieno di quella che è una delle opere più amate della sensei Takahashi, in grado di non far rimpiangere i suoi precedenti successi, da Urusei Yatsura (Lamù) a Maison Ikkoku a Ranma ½ .
Supportata dal grande seguito ottenuto dalla versione animata, di cui si attende con ansia l’atto finale, la new edition proposta dalla Star Comics supera di gran lunga le aspettative, dimostrandosi nettamente migliore della precedente edizione.
Un’occasione da non lasciarsi assolutamente sfuggire se non si ha avuto modo di seguire la prima stampa di “Inuyasha”, ma altrettanto valida se siete tra i puristi che apprezzano un’edizione il più possibile vicina a quella originale.

Nulla da dire nemmeno sulla scelta di mantenere i nomi italiani dei vari attacchi, riportando in nota le denominazioni originali giapponesi, in modo pulito e di facile lettura per tutti.
Anche la rilegatura degli albi sembra essere più consistente (si sa, gli albi della Star Comics hanno spesso sofferto di questo problema). Assolutamente  conveniente, quindi, il rapporto prezzo-qualità, come nella migliore tradizione della casa editrice (vedi la perfect edition di Dragon Ball).

Davvero un ottimo lavoro da parte degli editori italiani, che va ad esaltare ancor di più le straordinarie capacità artistiche della sensei Takahashi. Il tratto semplice e inconfondibile si accompagna alle grandi doti narrative di questa autrice, che sviluppa un intreccio avvincente, mescolando sapientemente avventura e batticuori, per un risultato che cattura il lettore, a mio avviso più dell’anime stesso.
Se teniamo presente, poi, che i manga ambientati nel passato giapponese sono da sempre considerati terreno riservato solo ai grandi maestri del genere, “Inuyasha” acquista nuovo valore anche dal punto di vista artistico.

Insomma, con “Inuyasha” si conferma  (se mai ce ne fosse stato bisogno) il talento di quella che ha tutto il diritto di essere soprannominata “la principessa dei manga”, facendo sperare bene anche per la sua nuova serie “Kyokai No Rinne”.



VOTO 9

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10 Commenti

  1. Doti artistiche? XD
    Caneyasha è in assoluto il peggior manga mai disegnato dalla Takahashi, un clone di Ushio e Tora riempito di personaggi riciclati dalle opere precedenti dell’autrice (ovviamente parlo di caratterizzazioni) e rovinato da una ripetitività talmente asfissiante da aver convinto buona parte dei suoi lettori, me compreso, ad abbandonarlo più o meno a metà XD
    Tutto è un susseguirsi di filler e situazioni ripetute all’infinito, trovo francamente risibile che si abbia il coraggio di spacciarlo per una bella opera quando, tolte le ragazzine di 15 anni, non ho mai conosciuto NESSUNO che sia riuscito a dire che è un bel manga XD

  2. Diciamo che il manga non parte male anche se ci sono sempre le solite situazioni e triangoli di tutti i titoli di questa autrice.
    Poi però la trama è allungata e tirata per le lunghe in modo indecente, con una ripetitività che sfiora l’inbarazzante

  3. Adesso qualcuno con più di 15 anni che trova Inuyasha un bel manga lo hai trovato!^^
    Sì, Jacopo, doti artistiche, che indipendentemente dai gusti credo vadano riconosciute alla Takahashi, sulla cui abilità di disegnatrice e sulla cui capacità di dare vita a personaggi ben caratterizzati – per quanto simili tra loro – credo ci sia molto poco da dire. Per il resto, come al solito, è una pura questione di preferenze personali su cui sarebbe inutile mettersi a discutere. Io ho conosciuto prima l’anime e poi il manga di Inuyasha, e il primo mi ha spesso annoiata, il secondo, fino ad ora, mi ha sorpresa positivamente nonostante avessi molti pregiudizi e dubbi. Ripetitività e sbrodolamenti si sa che sono quasi sempre parte del gioco, magari a volte passano inosservati in altre opere solo perchè la storia funziona e piace. E la Takahashi, comunque, non sarebbe nè la prima nè l’ultima a sfruttare situazioni già viste. Personalmente credo che lei ne abbia fatto una sorta di marchio di fabbrica che può piacere o meno, ma che di fatto la rende riconoscibile a chiunque. Lungi dal voler fare di Inuyasha la migliore serie in assoluto, ho apprezzato molto l’edizione italiana e anche questo dato rientra nella mia valutazione complessiva, tutto qui. =)

  4. I gusti sono gusti e mi scuso per la mia critica abbastanza strafottente, però non riesco veramente a capire di quali doti artistiche parli, riferita a Inuyasha.

    Parlare di storia appassionante e ben disegnata mi sembra alquanto discutibile.

    Lo stile di disegno della Takahashi si adatta malissimo alle atmosfere horror di questo fumetto (come nella Trilogia della Sirena), il suo tratto glabro e semplice è perfetto per storie umoristiche, non certo avventura-horror come questo.
    I personaggi ben caratterizzati? Kagome E’ Akane, Inuyasha E’ Ranma, Miroku è Happosai…. Caratterizzazioni simili ci son sempre state nelle opere della Takahashi e su questo hai ragione, ma qui non c’è nulla che differenzi i suoi attori da quelli del precedente Ranma 1/2.

    La ripetitività delle situazioni… dici che è normale e fa parte di molti manga, ma non sono d’accordo.
    In moltissimi shonen ci son sempre combattimenti gratuiti e ogni tanto qualche situazione torna a ripetersi, ma su Inuyasha il tutto si può sintetizzare con Inuyasha vs Naraku, Sango vs fratellino, Kagome vs Kykyo. E finiti si ricomincia da capo, all’infinito per oltre 50 numeri… Questa è completa mancanza d’ispirazione, volontà di trascinare in avanti all’infinito la stessa solfa perchè non sai come andare avanti con la storia principale.

    Sono il primo a dire che la Takahashi in tutte le sue opere ha sempre posto in essere la ripetitività assoluta delle assurde situazioni che creava, ma sempre con un minimo di varietà e originalità.
    In Inuyasha lo schema è SEMPRE LO STESSO, senza nessun cambiamento.
    Poi ci credo che tutti lo interrompono perchè non ne possono più…

  5. Le critiche servono sempre sennò sai che noia…^^ Cerco di rispondere a tutti i punti che hai messo in evidenza, vediamo se riesco a non perdere i pezzi per strada XD!
    Dunque, mi son riletta i primi 6 volumi (io, come vedi dalla rece, faccio la new edition), ho letto recensioni della prima edizione, ho rivisto qualche puntata dell’anime cercando di vederla oggettivamente dal tuo punto di vista…
    Non definirei Inuyasha un manga horror perchè non solo i protagonisti, ma anche i nemici hanno sempre una qualche controparte comica (Jakotsu nella squadra dei sette, Jaken con Sesshomaru ad esempio) o alcune caratteristiche fisiche e/o di abbigliamento che smorzano in qualche modo la parte più dark dell’atmosfera…I siparietti comici poi sono sparsi ovunque anche se hanno la stessa struttura (Inuyasha messo a cuccia, Shippo picchiato, Miroku che si prende lo schiaffo di Sango…). La ripetitività dei siparietti però io l’ho riscontrata sempre in quasi tutte le opere che ho letto…
    La Takahashi, ti do ragione, non è assolutamente ai massimi livelli nella rappresentazione di sequenze d’azione, il fatto di disegnare direttamente col pennello è una grande capacità ma in certe situazioni il tratto non regge l’impatto con le necessità della narrazione. Nel complesso, se conosci la Takahashi immagino che una cosa del genere la metti in conto. E, data l’inventiva nel tirare fuori demoni e nemici ben strutturati anche a livello grafico, mi sembra che questo difetto nel complesso, passi in secondo piano. E’ uno shonen soft, sicuramente, ma funziona in questa sua coerenza intrinseca.
    Per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi, trovo molto accurata la documentazione relativa agli usi dell’epoca, in modo tale che fantasia e realtà si trovano incastrate bene tra loro. Sulle caratterizzazioni, fermo restando che il fantasma di Ranma ci sta (come in Hunter X Hunter c’è il fantasma di Yu Yu Hakusho), non concordo del tutto con quello che hai detto (vabbè si sapeva ^^).
    Inuyasha avrà come Ranma il suo essere sentimentalmente impedito e perno di triangoli e quadrilateri, però se ci fai caso ha molte caratteristiche nuove, che lo rendono, appunto, simile a un cane: il modo in cui si mette a guardia di Kagome, il suo azzuffarsi con Koga (che, è vero, è la versione esorcizzata di Ryoga), una certa ingenuità che invece Ranma non aveva. Ed è un personaggio che, a differenza di Ranma, si evolve leggermente nel tempo, grazie anche alla sua natura di mezzo demone (più efficace del metà uomo e metà donna anche se ispirato da questo).
    Kagome è la prima figura femminile della Takahashi che secondo me è originale: non è rozza e impedita come Akane, è femminile, è educata ma è capace di altruismo e grande determinazione e non ha la malinconia di Kyoko Otonashi.
    Miroku soffre parecchio, come dici giustamente, della sindrome di Happosai anche se conosce momenti di serietà. Trovo più simile ad Happosai per la sua vigliaccheria e il design il vecchio Miyoga…
    Anche Sango mi sembra piuttosto nuova, forte, femminile e con un passato tragico…
    Se ti consola, in “Kyokai no Rinne” il fantasma è quello di Inuyasha e non più di Ranma =P
    Continuo infine a sostenere che la ripetitività fa parte del gioco, in Inuyasha l’ho trovata in linea con l’idea di una spirale di inganni che va avanti da 50 anni…
    Detto questo, sperando di non averti fatto venire il mal di testa, conto di arrivare fino in fondo e ti faccio sapere tra un paio d’anni se tutto va bene ;D

  6. Attenderò XD
    Nulla da dire, ti piace e lo si capisce bene.
    Io inizialmente lo trovavo gradevole, poi man mano che andavo avanti mi annoiava sempre più fino a farmi arrivare al punto di abbandonarlo (un fatto più unico che raro), vedremo che effetto farà a te :)

  7. Io l’ho seguito tutto e non mi ha mai annoiato nè il manga nell’anime (ad eccezioni dei riempitivi aggiunti), e conosco tantissimi fan che lo hanno comprato fino alla fine, oltretutto se le vendite vanno alla grande sia in Italia che in Giappone ci sarà un motivo no? Tra l’altro questa storia che Inuyasha sia ispirato ad Ushio e Tora non trova fondamento da nessuna parte. Nessun sito estero o giapponese ha mai accostato le due opere, e la Takahashi nelle sue interviste non mi sembra abbia mai detto di essersi ispirata. L’unica somiglianza è quella del demone sigillato, le altre sono solo idiozie messe in giro da i detrattori. E anche ammettendo che abbia preso spunto, si tratta di ispirazione, e non c’è nulla di male, lo hanno fatto anche Oda e Kishimoto con Dragon Ball, e lo stesso Toriyama con Viaggio in Occidente, ed il regista Tarantino, quindi non di scopiazzatura come invece hanno fatto alcuni mangaka (ogni riferimento a Tite Kubo NON è puramente casuale) che se non scopiazzano da Dragon Ball Z non sanno andare avanti.

    E anche ammettendo che i suoi personaggi assomiglino a quelli di Ranma o Maison Ikkoku, si tratta di opere sue e quindi è normalissimo poter trovare somiglianze, tuttavia quale sarebbe la somiglianza tra Ranma e Akane? Nessuna! Solo la somiglianza nel design di Ranma (ma và è la stessa autrice?) e poi che altro? Nessuna! Kagome non ha nessuna somiglianza con Akane, due personaggi totalmente differenti. Poi Miroku ed Happosai, no dico ma cosa avrebbero mai in comune? Per il fatto che sono maniaci? Ma dai stiamo parlando di manga, esistono migliaia di personaggi che sono così, sarebbe come dire che Goku di Dragon Ball è scopiazzato perchè mantiene la passione del combattimento. Che ridicoli… Il fatto che le sue storie siano lunghe e ripetitive è un suo stile che giustamente mantiene e che a quanto pare piace moltissimo ad i suoi lettori. Non fatevi condizionare da questi detrattori da 4 soldi, non rappresentano la maggioranza, che poi se vai a vedere sti detrattori che lo criticano, alla fine si leggono il manga e si vedono l’anime per misteriosi motivi (ma se non vi piace perchè lo guardate?) e poi magari si guardano anime schifosi come Bleach che sono veramente ultra-scopiazzati.

    Le opere scopiazzate sono gli shonen come Bleach che non è altro che una parodia demenziale di Yu Yu Hakusho (da cui ha scopiazzato l’incipit, tanto che a Kubo la casa editrice non gli voleva pubblicare il manga per l’evidente somiglianza…e te credo!), Dragon Ball (ne ho perso il conto) e Naruto (guardare le tecniche di Bleach, banali e senza logica).

  8. io ho 31 anni,quindi più del doppio di quanto ha detto l’idiota Jacopo,e ritengo InuYasha un capolavoro,e l’opera più riuscita dell’autrice dopo Kyoko e Godai.poi le somiglianze dei personaggi le hai viste solo tu…anzi non le hai viste proprio,hai semplicemente sparato a zero sulla serie perchè a te non piace e ti rode il successo che ha avuto…

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