Ventidue anni dopo i terribili eventi accaduti al Jurassic Park, il sogno di John Hammond è divenuto realtà. Su Isla Nublar è stato aperto il Jurassic World, un avveniristico parco dei divertimenti che ospita autentici dinosauri. Gli scienziati della Ingen hanno creato anche una nuova specie, l’Indominus Rex, un ibrido feroce ed assetato di sangue che sfugge ai controlli dell’impianto seminando una scia di morte. I giovani fratelli Zach e Gray, in visita sull’isola, rischiano di essere trovati ed uccisi dal mostro. La loro zia, Claire Dearing, direttore operativo del parco, chiede aiuto a Owen Grady, ammaestratore di velociraptor, per salvarli.

Jurassic World

Jurassic Park e Il Mondo Perduto, i due romanzi di Michael Crichton dai quali Steven Spielberg ha tratto i rispettivi film dando il via alla saga cinematografica e ad uno dei franchise più remunerativi della storia, passano per due concept differenti. Il primo racconta di una riserva naturale che ospita veri dinosauri e che sfugge al controllo dell’uomo. Il parco di divertimenti che si rivolta ai suoi creatori era un’idea già esplorata ne Il mondo dei robot, film del 1973 scritto e diretto dallo stesso Crichton. Il secondo, invece, cita nel titolo il romanzo omonimo di Arthur Conan Doyle e racconta la situazione opposta. In questo caso sono i protagonisti ad entrare in un ecosistema quasi del tutto privo di infrastrutture e con i dinosauri allo stato brado.

Jurassic World, titolo che sembra voler rendere omaggio ad entrambi i romanzi di Crichton, torna al concetto originale. Il talentuoso regista Colin Trevorrow porta sullo schermo quello che nel primo film era il sogno destinato a rimanere tale di John Hammond, ovvero un Jurassic Park aperto al pubblico e perfettamente funzionante. I tizi della Ingen non hanno quindi imparato la lezione e si sono spinti anche oltre creando l’Indominus Rex, il cattivo del film, un mostro genetico che non solo rappresenta il potere distorto della scienza contro la natura ma anche la scelleratezza dell’uomo nell’impiegare tali forze per scopi deprecabili.

La sceneggiatura vive di dinamiche ingenue e dialoghi sopra le righe appellandosi più volte alla sospensione dell’incredulità del pubblico, indispensabile per fruire prodotti di questo genere. Stando al gioco, il film si dimostra divertente e incalzante risultando un po’ sequel, un po’ reboot e un pizzico remake. Chris Pratt continua a fare il guascone nel ruolo di un ammaestratore di velociraptor, quindi in perfetta comunione con la natura. Gli fa da contraltare Bryce Dallas Howard, direttore operativo del parco, algida, distaccata, vestita di un bianco sterile. Il suo arco narrativo rappresenta la transizione delle figure femminili nella storia dei film di genere, dalla donna perfettina e misurata degli anni ’30 alle odierne eroine emancipate.

Gli adolescenti empatizzeranno con i fratelli Zach e Gray, la cui avventura nel parco è il consueto di rito di passaggio, evolutivo appunto, mentre i loro genitori stanno divorziando. Esattamente come accadeva ai due ragazzini del primo episodio. Recentemente apprezzato nei panni di Kingpin nella serie tv Daredevil, Vincent D’Onofrio è ancora il cattivo della situazione che vuole impiegare i dinosauri per scopi bellici. E poi i soliti personaggi secondari come cliché comanda, carne da macello o antieroi improvvisati.

I veri protagonisti comunque restano i dinosauri. Tra le scene d’azione più divertenti spicca il devastante attacco degli pteranodonti e dei dimorfodonti ai visitatori del parco a citare chiaramente Gli Uccelli di Hitchcock. Il rettile marino mosasauro è utilizzato in maniera giocosa ed ha un paio di momenti memorabili. Lo scontro finale si rifà ai vari film di kaiju, dinosauro contro mostro, natura contro aberrazione.

Inevitabile la parentesi nostalgica a metà film che guarda al capostipite della saga. Il mitico tema musicale di John Williams è riarrangiato da Michael Giacchino che aggiunge sonorità evocative. Deludente il 3D che poteva essere uno degli elementi più interessanti di questo nuovo episodio nel cercare di condurre il pubblico dentro il parco ma la stereoscopia è limitata. Rimedia comunque la regia spigliata di Trevorrow nel mettere insieme un pop-corn movie gradevole, costellato di gag riuscite, che divertirà soprattutto i giovanissimi.

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