Il piccolo e geniale Frank Walker presenta senza successo un prototipo di jet pack all’Esposizione Mondiale di New York del 1964 dove incontra Athena, una misteriosa bambina che gli consegna una spilla in grado di trasportarlo nella futuristica città di Tomorrowland. Anni dopo, la giovane Casey, sognatrice e appassionata di scienze, riceve da Athena la stessa spilla. La strada di Casey e quella di Frank, ormai adulto e disilluso, si incontreranno in un’avventura che deciderà le sorti dell’umanità.

Tomorrowland

Il progetto della Disney di produrre film basati sulle attrazioni dei suoi parchi a tema ha portato alla realizzazione della saga multimilionaria de I Pirati dei Caraibi, di cui è in arrivo il quinto episodio, e al mezzo flop de La Casa dei Fantasmi con Eddie Murphy di cui è in preparazione un remake che vede coinvolto Guillermo Del Toro. Tomorrowland non è una singola attrazione bensì un’area dei parchi Disney (chiamata Discoveryland ad EuroDisney) dedicata ad un visionario mondo futuristico.

L’ardua sfida di realizzare un film su Tomorrowland è toccata a Brad Bird, vincitore di due Oscar con Gli Incredibili e Ratatouille della Pixar prima di passare al live-action con il pregevole Mission: Impossible – Protocollo Fantasma. Lo affianca alla sceneggiatura Damon Lindelof, spesso autore di prove controverse e pasticciate. Il risultato è un’avventura per teenagers senza grande appeal.

Il concept è anche interessante e si basa sul conflitto tra due diverse visioni del futuro. Da una parte il sogno di un domani migliore da affrontare con fiducia e speranza e, dall’altra, pessimismo e paura che portano all’autodistruzione. Lo scontro è sostenuto da due celebri dottori televisivi, George Clooney (E.R. – Medici in prima linea) è un inventore disilluso mentre Hugh Laurie (Dr. House – Medical Division) è il leader di una Tomorrowland distopica. A fare da ago della bilancia c’è la giovane ed entusiasta Casey, interpretata dalla graziosa Britt Robertson, coadiuvata dalla misteriosa Athena.

Il film è purtroppo gravato da una sovrabbondanza di dialoghi funzionali e di spiegoni, l’action è ridotta al minimo e non presenta grosse novità, i cattivi sono sempre dei robot, tipica scelta per smorzare il tasso di violenza in un film per ragazzi e c’è qualche perdonabile trovata di sceneggiatura tirata per i capelli, tipo due ragazzine minorenni che rubano un auto con il lunotto frantumato e se ne vanno in giro del tutto indisturbate.

L’estetica retrofuturista è in linea con la Tomorrowland dei parchi Disney e non denota elementi fantascientifici originali. E’ una visione molto classica del futuro con le consuete auto volanti, costumi che sembrano usciti da una space-opera e razzi che sfrecciano verso lo spazio. Ci sono omaggi a Rocketeer, cinecomic cult della Disney, e a Star Wars, le cui attrazioni a Disneyland si trovano appunto a Tomorrowland. Le musiche di Michael Giacchino si rifanno molto qui a John Williams.

Per quanto retorico, il messaggio del film è importante ed attuale, soprattutto in riferimento ai giovani, speranza del domani. Ma se Tomorrowland è la terra delle innovazioni, il film non ne presenta alcuna dal punto di vista cinematografico e fallisce come mezzo d’intrattenimento rivelandosi noioso, verboso e banale.

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