Che rapporto ha avuto Guido Crepax con la politica e con la storia? Scopritelo in questo volume della collana Erotica che include alcuni tra i lavori più interessanti e intriganti del compianto padre dell’amatissima Valentina!

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Nel corso della sua straordinaria attività creativa Guido Crepax ha affrontato numerose tematiche e non sono mancate riflessioni di natura storica e politica. Il rapporto tra il compianto padre della splendida Valentina e le istanze politico-sociali degli anni settanta ha permeato una parte della sua ispirazione e ci si può rendere conto di ciò con il diciannovesimo volume della collana Erotica. A dire il vero, stavolta le situazioni erotiche sono pressoché assenti, sebbene ci siano comunque le sue classiche donne affascinanti, e gli argomenti presenti nelle storie rivelano appunto l’impegno politico dell’autore.

Crepax si riconosceva in un’area culturale di sinistra e aveva simpatizzato per i movimenti extraparlamentari. Non era però allineato, il suo atteggiamento era tutto tranne che conformista e non risparmiò critiche e prese di posizioni coraggiose, specialmente nel buio periodo del terrorismo. Il volume si apre con La Calata di Massimiliano XXXVI, uno dei suoi lavori più provocatori, polemici e dirompenti. Apparentemente la storia si colloca in un periodo antico con un gruppo di soldati simili ai conquistadores spagnoli che invadono un paese popolato da gente da loro considerata incivile. E’ una metafora e Crepax allude in realtà al conflitto vietnamita.

Crepax attacca dunque la guerra del Vietnam, denunciando l’istinto imperialista degli Stati Uniti, scrivendo testi sarcastici e sferzanti e facendo continui riferimenti all’immaginario a stelle e strisce sempre in chiave satirica. Gioca poi con le citazioni e i disegni richiamano lo stile delle incisioni del sedicesimo secolo. Uno dei personaggi femminili ha le fattezze di Valentina e i soldati cantano lo Star Spangled Banner. Il risultato è intrigante.

Si procede con L’Uomo di Pskov, struggente racconto di guerra con protagonisti soldati sovietici, collocato nei primi decenni del Novecento. Qui il rigore storico va di pari passo con la delineazione di atmosfere sognanti e introspettive. E la storia è da annoverare tra le migliori da lui realizzate. Arriva poi l’immancabile Valentina e quando c’è lei le situazioni surreali e fantasiose predominano. Nel caso di Valentina Viva Trotskij, l’autore usa la fotografa per raccontare le varie vicissitudini di Trotskij, appunto. Mentre si trova in treno, Valentina si addormenta e sogna di interagire con Trotskij e i suoi contemporanei.

L’ultima parte del libro è invece costituita da La Scoperta del Mondo, un’opera che stupirà molti perché indubbiamente inconsueta nonché prova dell’interesse che Crepax nutriva nei confronti delle vicende storiche. E’ infatti composta da tre avventure incentrate su Gengis Khan, Francis Drake e Charles Darwin. L’autore narra i momenti più importanti delle loro esistenze con notevole profondità. I testi hanno a volte un’attitudine didascalica ma risultano appropriati per la natura particolare dell’opera.

Il volume è da tenere d’occhio anche e soprattutto per l’aspetto grafico. Ovviamente il disegno è quello tipico di Crepax ma è sempre mutevole e inventivo. L’episodio di Valentina è abbellito da un tratto evanescente, quasi impalpabile. Nella sezione conclusiva del libro le influenze delle incisioni e dei testi illustrati d’epoca è più evidente. Insomma, Valentina In Viaggio Nel Tempo è l’ulteriore dimostrazione delle grandi capacità espressive di un autore a tutto tondo che continua ad occupare un posto fondamentale nella storia della letteratura disegnata.

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