Autore: Karim Friha
Casa Editrice: ReNoir
Provenienza: Francia
Prezzo: € 14,00, 17 x 24, pp. 128


Il Risveglio dello Zelfiro, pubblicato in Francia da Gallimard e tradotto in Italia da ReNoir, è l’opera di un autore rivelazione, Karim Friha che, con il pretesto di una saga dai toni fantasy, con un pizzico di science-fiction alla Wells o Verne, ha espresso tutto il suo amore nei confronti dell’architettura e dell’estetica dei secoli diciottesimo e diciannovesimo.

Friha, tuttavia, rivela anche l’influenza di certe pellicole visionarie di Tim Burton, nonché uno spiccato interesse per gli stilemi cartoon e, di tanto in tanto, per lo story-telling di marca anglosassone, specie quello dei comic-book supereroistici.

Basta questo, quindi, per comprendere l’originalità e la peculiarità dello stile di un autore che sta facendo parlare di sé. Il Risveglio dello Zelfiro giunge ora al secondo volume. La storia si basa su un concetto particolare e, cioè, quello degli zelfiri.

Cosa sono? Spiriti che dormono nell’anima degli esseri umani ma che, a causa di un trauma o di uno shock, possono all’improvviso svegliarsi, donando al loro ospite vari poteri. Uno di essi è Sylvan, protagonista principale della serie, che ha la capacità di trasformarsi, all’occorrenza, in una specie di uomo albero.

Al suo fianco, ci sono il professor Wernes, la bella figlia di questi, Séraphine, due ragazzine e un bambino, anch’essi zelfiri e dotati di poteri. Sconvolto dalla fine della sua storia d’amore con l’attraente Léonore, Sylvan rimane implicato in complesse avventure che fanno capo al professor Wernes e agli altri zelfiri che peraltro sono costretti ad affrontare, loro malgrado, zelfiri malvagi dalle pessime intenzioni.

In questo capitolo, in particolare, giocheranno un ruolo essenziale Vincent, un vampiro figlio di un tiranno che, nella repubblica di Béremhilt, vuole instaurare una nuova dittatura (peraltro, la tematica del conflitto repubblica/dittatura non è secondaria); e la trama, dai ritmi serrati e veloci, non risparmierà nessuno e tutti i character subiranno notevoli modifiche nel loro status quo: Sylvan, per esempio, scoprirà qualcosa di inaspettato sul conto della sua ex; Séraphine inizierà forse a sentirsi attratta da lui; e il professor Wernes incontrerà una donna del suo passato, ovviamente non priva di poteri.

Dopo la lettura del primo volume, avevo scritto una recensione entusiastica. Il secondo capitolo, però, pur valido, mi ha intrigato meno e le vicissitudini descritte da Friha mi sono sembrate costruite con minore abilità. Lo stesso dicasi dei disegni: intendiamoci, le capacità grafiche dell’autore sono indiscutibili; ma il suo tratto stavolta non è molto rifinito, almeno per ciò che concerne le figure umane, perché gli sfondi e le architetture rivelano una perizia illustrativa che lascia esterrefatti. E pure i colori, non vividi come quelli della precedente uscita, mi hanno un po’ deluso.

Tuttavia, considero Il Risveglio dello Zelfiro un fumetto che vale la pena seguire, malgrado il leggero calo di tono de ‘Il Principe di Sangue’ e penso che non dovrebbe mancare nella libreria degli estimatori del fantasy. Da tenere d’occhio la bella serie di ritratti inserita alla fine dell’albo. E bisogna aggiungere che, anche in questo caso, il tp è ottimamente realizzato, grazie alla cura editoriale dello staff ReNoir.


Voto: 7

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