Bianca: La Casa Matta, recensione Erotica vol. 11 Mondadori Comics

Pubblicato il 22 Marzo 2015 alle 16:30

Esiste un personaggio femminile creato da Guido Crepax più trasgressivo della disinibita Valentina? Certo che esiste e si chiama Bianca! Non perdete una delle opere più estreme del maestro del fumetto italiano con questo nuovo volume della collana Erotica!

bianca casa matta erotica 11

Esiste qualcosa di molto negativo chiamato ‘politicamente corretto’ che purtroppo dilaga in Italia e altrove. I fautori di tale idiozia partono con ottime intenzioni, quelle cioè di non offendere e urtare la sensibilità di determinate categorie di persone. Si tratta di un obiettivo certamente lodevole ma che negli ultimi anni è sfociato in diktat e proibizioni assurde che hanno spesso coinvolto le attività creative. Con il pretesto del politically correct, infatti, molti vorrebbero manipolare il linguaggio, limitando l’uso delle parole con un atteggiamento da psicopolizia orwelliana, e criminalizzare ogni opinione diversa dal pensiero unico dominante. Non si può perciò dichiararsi contrari ai matrimoni gay, per esempio, altrimenti si è automaticamente omofobi; non si possono chiedere regole precise sull’immigrazione, se no si è razzisti a prescindere; non si devono usare termini obsoleti (secondo alcuni) come padre e madre, perché sintomo di discriminazione di genere; e guai a non declinare al femminile vari sostantivi se non si intende essere accusati di sessismo.

Il femminismo, o comunque le ultime frange di questa realtà ormai inconsistente ma ancora rumorosa, è presente in questo ambito e sono convinto che se un’opera come Bianca di Guido Crepax fosse stata ideata oggi forse non verrebbe pubblicata. Sì, perché con questo splendido esito creativo il compianto padre di Valentina firmò uno dei suoi lavori più estremi ed eversivi e non solo a causa dell’esplicita rappresentazione di atti sessuali. Con Bianca, infatti, Crepax realizzò una lode alla fantasia sfrenata, alla libertà dell’immaginazione che adesso rischia di essere repressa da perbenismi e bigottismi. E lo fa tramite la protagonista de La Casa Matta, storia appartenente al ciclo di Bianca e considerata la più rappresentativa.

Come è lecito aspettarsi da Crepax, Bianca è una splendida ragazza dal corpo perfetto, sensuale e seducente, sottoposta a una serie allucinante di umiliazioni e sevizie. La vicenda ha però un’impostazione onirica e va interpretata come la cronaca di un sogno, dal momento che le situazioni surreali e visionarie si susseguono a un ritmo esasperato. In principio, troviamo Bianca in un collegio gestito da sadici che paiono usciti da un romanzo di De Sade, indubbiamente uno dei modelli di Crepax. La ragazza deve essere punita per un errore commesso e qui l’autore si sbizzarrisce dando libero sfogo all’ingegno erotico.

Aspettatevi quindi fruste, strumenti di tortura, congegni fallici e così via e man mano che la trama procede i contesti diventano sempre più mutevoli. Bianca avrà a che fare con inquietanti manifestazioni della Morte, con lesbiche volitive, con anziani depravati, con enormi balene degne di Melville, con scimmie e così via. La sessualità descritta da Crepax si basa in maniera esasperata sul sadomasochismo e non mancano riferimenti colti, per esempio Virgilio (ci sono diverse frasi in latino), André Breton, Swift (il suo Viaggio di Gulliver è uno delle fonti principali di ispirazione) ma si citano pure autori più popolari come Verne. Inoltre Crepax, malgrado l’ambito torrido di una storia simile, non rinuncia all’ironia usando in continuazione divertenti filastrocche infantili.

La Casa Matta è di fatto uno sberleffo nei confronti dei censori, simboleggiati da un gruppo di parrucconi avvizziti membri di una specie di Santa Inquisizione, e risulta ancora oggi di incredibile attualità, dati i tempi grami di moralismo d’accatto che stiamo sopportando. Dal punto di vista grafico, Crepax raggiunge vertici artistici eccezionali. La raffigurazione dei corpi femminili è impeccabile e l’assoluta libertà creativa dell’autore si esplicita nel lay-out, sempre inventivo e mutevole. Il volume include poi Otto e Mezzo, una breve storia con Bianca e le altre eroine di Crepax che incontrano il loro inventore e sin dal titolo si richiama a Fellini e al concetto della rimembranza tanto caro al regista. In poche parole, questa è una proposta da non perdere e andrebbe letta anche solo per fare un dispetto ai benpensanti. E aggiungo, specialmente alle benpensanti.

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