Così parlò Rohan Kishibe, la recensione della nuova opera del maestro Hirohiko Araki

Da Star Comics un’imperdibile raccolta di storie del maestro Hirohiko Araki.

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Il realismo nelle opere d’arte nasce dall’esperienza.

Forte di questa convinzione l’eccentrico e giovane mangaka Rohan Kishibe, non si accontenta del materiale che ha a disposizione e parte alla ricerca di ispirazione, pronto a sperimentare di persona le avventure che poi tradurrà in manga.

Rohan però non è un mangaka come tanti, è in possesso di Heaven’s Door, uno stand che ha il potere di leggere e modificare i ricordi delle sue vittime manipolandole come fossero i personaggi di un manga. Uno stand di cui fa uso ogni qualvolta si va a infilare in situazioni al limite del paradossale.

Il nostro mangaka, personaggio già apparso nella serie regina di cui quest’opera è una sorta di spin off-tributo del maestro Hirohiko Araki, vive cinque avventure in bilico tra sogno e realtà, con una spruzzata di surrealismo e humour nero, tematiche carissime all’autore.

Il confessionale, ambientato a Milano è la storia della confessione di un uomo che pecca e inevitabilmente continuerà a farlo. Un’avventura spaventosa, una vicenda di tradimenti, rancore e morte; La salita di Mutsukabe è la storia, ambientata in un paesino di montagna giapponese, di un demone il cui scopo è quello di trovare una discendenza e per il quale il massimo della felicità è riuscire a morire sotto gli occhi di qualcuno. Sinistra e misteriosa, è una delle cinque storie più crude e macchiate di sangue. Il villaggio dei miliardari è ambientato in un lotto esclusivo di terreni su cui sorgono undici residenze i cui proprietari al momento dell’acquisto erano tutti venticinquenni e di modeste condizioni, per poi diventare miliardari subito dopo. Kyoka Izumi, redattrice di Rohan, ha venticinque anni e per questo tenta la carta dell’acquisto e costringe il mangaka a seguirla in un’avventura che sfocerà nel grottesco: per essere idonei all’acquisto infatti bisogna passare un test delle buone maniere che si basa sulla regola che chi violerà l’etichetta perderà una cosa cara. L’etichetta non ammette eccezioni: per guadagnare qualcosa si deve perdere qualcosa. Rohan affronta una sfida che spunterà solo grazie alla sua grande astuzia e al suo fantastico stand. La costa della pesca di frodo ambientato a Morio-cho,vede tra i protagonisti lo chef Tonio Trussardi un altro personaggio già visto nella serie Diamond is unbreakable quarta saga della serie Le bizzare avventure di Jojo. L’autore stesso tiene precisare che ha scritto questo episodio per far capire come Rohan sia disposto ad agire anche contro le leggi della società moderna per raggiungere un bene superiore. Una storia di mare, che toglie il fiato in tutti i sensi quando raggiunge il picco della sua drammaticità e termina con un colpo di scena. Chiude il volume Rohan Kishibe va da Gucci, un racconto di moda e borse misteriose, dove niente è quello che sembra, i soldi hanno sempre il loro perché e Rohan riesce a uscire dall’ennesimo guaio con una buona dose di fortuna.

È innegabile che tutto quello che disegna Araki diventa oro, e questo volume è uno scrigno che contiene cinque gemme preziose. Ogni storia è un gioiello unico e di ottima fattura. I personaggi che il protagonista incontra o dei quali racconta sono caratterizzati in modo geniale e le avventure seppur ridotte a one shot, esprimono ugualmente tutta la drammaticità e profondità del surrealismo tipico di Araki, contorte e complesse come i disegni sublimi dalle pose plastiche, deformazioni e l’esagerata espressività cui il maestro ci ha abituati. Spiegare oltre l’arte di Araki sarebbe come voler spiegare il mare.

Così parlò Rohan Kishibe, il cui titolo fa scherzosamente l’occhiolino al celebre libro del del filosofo tedesco Nietzsche, è un volume imperdibile.

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