Golem è un’opera di fantascienza innovativa e graficamente superba, ispirata ai maestri del fumetto orientale ma con una sua precisa identità!

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Tra i tanti meriti di Bao Publishing, oltre alla qualità del catalogo, c’è sicuramente quello di dare spazio e visibilità ad autori italiani. E LRNZ, al secolo Lorenzo Ceccotti, è sicuramente tra gli autori italiani che meritano questo spazio e questa  visibilità, per il suo talento e la sua ambizione.

Golem infatti è un opera importante, sia nel concept che nelle dimensioni (quasi 300 pagine) e che va a toccare un genere, quello fantascientifico, non proprio comunissimo nella produzione italiana, tranne qualche eccezione (Orfani/Ringo, per fare un esempio).

Ma che cos’è quindi Golem? E’ un opera ambientata in Italia, per prima cosa, ma non nel presente, bensì in un futuro distopico e orwelliano: nella penisola infatti ormai la tecnologia ha invaso non solo le case ma le persone stesse,  che vivono ormai controllate a vista anche nei loro bisogni quotidiani. Pubblicità ossessive riecheggiano nelle case, il prelievo al bancomat si trasforma in una sorta di lotteria: sotto una facciata di benessere si nasconde un controllo serrato e soprattutto dettato dal consumismo.

Questa è l’idea alla base del mondo di Golem: il progresso che ha portato, con le sue migliorie tecnologiche, ad una vita che paradossalmente rischia di essere molto peggiore di quello che era prima. L’opera di costruzione della realtà di LRNZ è riuscitissima: sia nell’idea ma soprattutto nella resa grafica, convincente e dettagliatissima.

Il lettore, nelle prime pagine, si ritroverà letteralmente immerso in questo mondo scintillante all’esterno ma opprimente nella sua essenza, per poi essere catapultato nella trama vera e propria.
Nonostante i dialoghi siano scritti bene, la sceneggiatura è il punto più debole del libro: la storia non ha particolari forzature e scorre bene, ma è un po’ prevedibile e meno ispirata rispetto agli altri aspetti dell’opera. I personaggi sono scritti bene e caratterizzati discretamente, ma non di certo indimenticabili, e non vengono approfonditi alcuni personaggi secondari che invece rischiavano di essere piuttosto interessanti.

Questo è anche un po’ conseguenza della natura di LRNZ, più illustratore che sceneggiatore a mio modo di vedere, e della sua scelta di dedicare molte pagine a illustrazioni senza vignette, il che ovviamente toglie spazio alla scrittura.
Ma del resto, venendo al piatto forte di Golem, ovvero i disegni, la scelta risulta giustificatissima.

Golem è un tripudio di forme morbide e affusolate e colori sgargianti, di character design riusciti, esplosioni e creature, combattimenti e scene introspettive. L’influenza che più ho avvertito è stata quella di Otomo e del suo Akira, ma i rimandi alla cultura orientale sono tantissimi. Richiami che però si integrano benissimo nel testo e nel reparto grafico, e non appaiono come forzate strizzatine d’occhio agli appassionati di manga: e questo non era affatto facile.

I piani di lettura dell’opera rimangono comunque tanti, sia dal punto di vista grafico che da quello tematico, e una seconda lettura è d’obbligo, visto che comunque nel finale la trama accelera e diventa coinvolgente. Il grande risultato è quindi quello di aver creato un’opera che fa critica sociale non in maniera diretta ma attraverso l’ambientazione in cui si muovono personaggi e storia.

Pur con qualche difetto, che gli impedisce di diventare un classico, Golem è uno dei fumetti più originali e importanti del 2015, per una serie di fattori, e sicuramente graficamente può ambire al titolo di  miglior graphic-novel: l’edizione Bao, pur non in copertina rigida, è di ottima fattura e rispecchia lo stile futuristico e iper-cinetico di LRNZ.

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