Una storia sull’adolescenza cruda, tra solitudine e musica punk: la storia di  Rosie fa pensare e commuove.

Il Muretto

muretto

Autore: Cèline Fraipont, Pierre Bailly
Editore: Eris Edizioni
Formato: 16.5×24, brossura, b/n, 192 pp
Genere: Graphic novel
Prezzo: 17 euro

Non è mai facile scrivere storie sull’adolescenza: tanto è stato fatto in questo campo, si rischia di cadere nel già visto o nello stereotipo. Ottimo invece il lavoro fatto Cèline Fraipont e Pierre Bailly in questa graphic novel ambientata nel loro paese d’origine, il Belgio, che racconta una storia dura, credibile e coinvolgente di un’adolescente difficile, Rosie, che deve crescere nella fine degli anni 80.

Rosie ha solo un’amica,  sembra non studiare, passa le giornate chiusa in casa e chiusa nel suo mondo. La sua situazione familiare è difficile, con la madre a Dubai con un amante e il padre costretto a essere quasi sempre assente per lavoro. Rosie inizia lentamente a precipitare in una spirale quasi autolesionista, facendo numerose assenze e provando un po’ troppo le gioie dell’alcol, segnale che il padre la lascia troppa abbandonata a se stessa. Bene presto anche la sua unica amica la allontanerà: Rosie spaventa la sua famiglia, sembra la classica ragazza che influenza negativamente. Il bianco e nero di Bailly rende ottimamente il vagabondare senza meta di Rosie per la piccola cittadina, tra muretti appunto, campi da gioco e solitudine, esteriore ma soprattutto interiore.

Poi arriva Jo, ragazzo anche lui problematico: vive da solo, in una baracca, tra droga, amici poco raccomandabili e un sacco di dischi in vinile. Ma Jo per Rosie è una ventata di freschezza: anche lui emarginato, anche lui senza scopo, comincia a prestare a Rosie quelli che diventeranno i i grandi classici del punk e del rock alternativo: Cure, Ramones, Crass. Rosie sembra finalmente trovare un appiglio, uno scopo, un qualcosa per cui svegliarsi la mattina e mettere in moto il cervello.
Ma Jo porta anche Rosie alla droga, allo sniffare colla, al collassare per strada o a un concerto, al rubare le cose da mangiare. Una strada parallela di auto-distruttività da cui la ragazza non può uscire: non vuole ripiombare sul muretto, a stare sola con la sua bottiglia di Whisky.

La storia d’amore avrà una fine burrascosa, molto burrascosa, ma il percorso di crescita di Rosie alla fine lascia un barlume di speranza: forse la vita di tutti i giorni assumerà una nuova luce  e sembrerà un privilegio dopo tutte queste esperienze. L’autrice Fraipont gestisce magistralmente i tempi narrativi: alterna momenti di dialogo, momenti di riflessione della protagonista e momenti di puro vagabondare, in cui le sensazioni di Rosie sono rese più dal paesaggio che da quello che dice.
La scrittura dei personaggi è molto credibile: avvertiamo pienamente il disagio di questi giovani, che provano a fare una vita spericolata ma sono ben consapevoli della fragilità della loro condotta, ben coscienti di non essere adatti a questo tipo di esistenza. L’ambientazione degli anni ‘8o non è invasiva, la citazione non è ricercata eccessivamente ma si sposa bene col racconto.
Come già detto efficacissimi i disegni di Bailly: ben divise le vignette, mai rigide ma quasi sfumate, non si sente quasi mai la mancanza del colore, ed è bravissimo a far parlare le vignette quando gli è richiesto.
Il fumetto insomma rischia di piacere anche a chi è prevenuto verso questo tipo di storie, e di commuovere anche i più duri di cuore.

Voto: 8

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