Sono trascorsi cinque anni da quando il villaggio dei vichinghi di Berk ha fatto pace con i draghi. Sotto pressione all’idea di dover ereditare da suo padre il ruolo di leader della comunità, il giovane Hiccup, insieme al fedele drago Sdentato e all’amica Astrid, si imbatte nel cacciatore di draghi Eret, al soldo del folle e sanguinario Drago Bludvist. Mentre cerca di impedire che scoppi la guerra tra Berk e i cacciatori, Hiccup incontra il misterioso Cavaliere del Drago scoprendo che si tratta di sua madre Valka, scomparsa quando lui era ancora in fasce.

Dragon Trainer 2

Dragon trainer 2

Titolo originale: How to train your dragon 2
Genere: Animazione, fantasy, avventura
Regia: Dean DeBlois
Interpreti (doppiatori): Jay Baruchel, Cate Blanchett, Gerard Butler, Jonah Hill, Craig Ferguson, America Ferrera, Christopher Mintz-Plasse, T.J. Miller, Kristen Wiig, Djimon Hounsou, Kit Harington
Provenienza: USA
Durata: 102 min.
Casa di produzione: DreamWorks Animation, Mad Hatter Entertainment
Distribuzione (Italia): 20th Century Fox
Data di uscita: 13 giugno 2014 (USA), 16 agosto 2014 (Italia)

Tratto dal romanzo How to train your dragon dell’inglese Cressida Cowell ed uscito nel 2010, Dragon Trainer si rivelò una straordinaria sorpresa, ad oggi il miglior film animato della Dreamworks, capace di coniugare una marcata componente intimista con dinamiche da avventura adolescenziale in salsa fantasy venata da irresistibili gag comiche, sorretta da tematiche pacifiste ed ecologiste, fino ad un epilogo coraggiosissimo e di forte impatto emotivo. Un plebiscito assoluto di critica e botteghino che ha portato alla realizzazione della serie animata Dragons – I Cavalieri di Berk e di due nuovi episodi cinematografici, il secondo dei quali in arrivo per il 2016.

Nonostante abbia già raccolto ampi consensi in patria, tuttavia, questo attesissimo sequel risulta abbastanza controverso, soprattutto a causa di uno script figlio di troppi rimaneggiamenti. Alla regia e alla sceneggiatura ritroviamo Dean DeBlois che aveva già co-diretto il primo episodio dopo essersi fatto conoscere con Lilo & Stitch, gioiellino di casa Disney. Per Dragon Trainer 2, DeBlois ha dichiarato di essersi ispirato a L’Impero colpisce ancora nello sviluppo dei personaggi e nel conferire un tono più dark alla narrazione.

I continui ripensamenti, però, hanno fatto sì che il film somigli di più a Il Ritorno dello Jedi. Nelle intenzioni originali degli sceneggiatori, l’Episodio VI di Star Wars avrebbe dovuto veder morire Han Solo e, nel finale, Luke Skywalker sarebbe dovuto partire come un cavaliere solitario alla ricerca dei Jedi superstiti. Per ragioni di marketing si optò invece per una storia più buonista con un lieto fine e l’aggiunta degli orsetti Ewoks a strizzare l’occhio ai più piccoli. Il Ritorno dello Jedi era un brutto film? Assolutamente no. Ma con un po’ di coraggio in più avrebbe potuto essere un film migliore. Ecco, questo è Dragon Trainer 2.

Il protagonista Hiccup si trova alle prese con il suo personale Darth Vader, ossia il Cavaliere del Drago sotto il cui elmo si cela Valka, la madre che lo ha abbandonato, contraria alla politica anti-draghi sostenuta all’epoca dal marito. Gli ideali della donna coincidono quindi con quelli del figlio ed ha messo insieme un’armata di draghi capeggiata da un maschio alfa albino e sputaneve. Valka sembra essere il Lato Oscuro che tenterà Hiccup ad unirsi a lei.

La narrazione prende però un’altra strada e il conflitto interiore del protagonista viene totalmente a mancare. Le dinamiche familiari si risolvono in tutta fretta con tanto di riconciliante canzoncina disneyana, senza traumi per i protagonisti o per i giovani spettatori. Il vero cattivo è Drago Bludvist, versione in negativo di Valka, anche lui al comando di un’armata di draghi con tanto di bestione albino. Le motivazioni del villain sono appena accennate, seppure convincenti, e il personaggio è piuttosto monodimensionale.

Abbastanza grave la mancata evoluzione del rapporto tra Hiccup e Sdentato che reggeva il primo film. Per due terzi della storia, il drago è solo una macchietta comica e una cavalcatura. Poi anche lui sembra trovarsi di fronte ad un bivio: seguire l’istinto animale schierandosi con il maschio Alfa della sua specie o restare fedele al padrone. Invece, proprio come succede con Hiccup, viene evitato a Sdentato questo dilemma interiore. Il drago albino, infatti, costringe i suoi simili ad obbedirgli attraverso un’ipnosi quasi magica. Non c’è quindi scelta e tutto si risolve nel giro di due scene. Anche la dicotomia con Hiccup, chiamato suo malgrado a diventare il maschio Alfa del suo villaggio, rimane abbozzata.

I personaggi di contorno entrano ed escono dalla storia senza assumere un peso davvero rilevante, in particolare Astrid, interesse sentimentale del protagonista, e la new entry Eret potevano essere sviluppati ed approfonditi meglio. Ci si concentra troppo sul nucleo familiare di Hiccup mentre la storia si muove lontano da loro e i draghi rimangono elementi prettamente funzionali. Tutto verte ad una battaglia finale tirata via con troppa rapidità.

Di contro, il film denota uno spettacolo visivo sbalorditivo, una qualità dell’animazione elevatissima, un miglioramento tecnico ed estetico sotto ogni punto di vista, in particolare nella mimica dei personaggi. Le sequenze di volo e quelle di battaglia sono suggestive e mozzano il fiato, sostenute da un 3D integrato alla perfezione. Le trovate comiche sono esilaranti, Sdentato è irresistibile e i duetti con Hiccup sono tenerissimi. La storia riserva inoltre qualche risvolto narrativo comunque efficace sotto il profilo emotivo.

Se DeBlois avesse mostrato lo stesso coraggio avuto con il primo episodio, avremmo avuto una storia molto più drammatica, strutturata meglio e con un arco narrativo più interessante per tutti i protagonisti principali. Si è invece raggiunto un compromesso, ad ogni modo accettabile, per rendere il film più leggero e adatto a tutti. Uno spettacolo per gli occhi al servizio di una storia strappata e rammendata alla meno peggio. Ingredienti che fanno di Dragon Trainer 2 un film bellissimo e sbagliato al contempo. Un capolavoro mancato.

Voto: 6,5

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