Roberto Baldazzini racconta una storia cruda e commovente ambientata durante la Resistenza

L’inverno di Diego

linverno di diegoAutore: Roberto Baldazzini
Genere: Storico
Editore: The Box Edizioni – Coconino Press
Provenienza: Italia
Formato: brossura, 96 pp., 20×27,5 cm., b/n
Prezzo: 18 euro

Siamo nell’appenino modenese, Inverno del ’43. La situazione non è delle migliori nel mondo, ancor meno che in Italia, con la Repubblica di Salò che prova a tenere in vita il fascismo e gli americani che bombardano tutto il territorio. E’ un Italia lacerata in due da questo conflitto, ormai quasi guerra civile, e Baldazzini racconta la storia di Diego, anche egli lacerato personalmente dalla guerra, come si vedrà nel fumetto.

La storia inizia con un’ introduzione storica forse un po’ troppo lunga, che mira a gettare il lettore nel racconto senza però lasciarlo confuso su quali siano le parti in gioco. In un paesaggio innevato che sarà uno dei protagonisti della storia, Diego conoscerà Luisa, bellissima partigiana, ed i suoi compagni della resistenza. Baldazzini crea un disegno convincente della resistenza, formata da persone di ogni classe e provenienza politica, unite contro l’invasore.
Diego però sembra provenire da un altro mondo: vuole mangiar bene, fumare, accende il fuoco e stare al caldo. I suoi nuovi compagni capiscono subito che il ragazzo è combattuto e proviene da una realtà completamente diversa dalla loro, una vita precedente piena di agi. Diego sembra non rendersi contro della situazione in cui si trova, ma riuscirà a diventare molto intimo con Luisa.

Ben presto il gruppo dovrà fare i conti con una milizia fascista: sarà proprio Diego e il suo vizio del fumo a farli catturare e a causare la morte di alcuni di loro, scelta molto simbolica che evidenzia come il ragazzo sia in realtà fuori luogo in quella situazione. A metà storia capiremo il motivo, in realtà abbastanza intuibile: Diego è figlio di un gerarca fascista, era scappato ma evidentemente non si era ancora completamente convinto del cambio di fronte.
Ma è proprio nella caserma, dove Luisa sta venendo torturata, che avviene l’evoluzione del personaggio, anche questa non inaspettata ma sicuramente il punto focale del fumetto, e probabilmente quello più interessante: Diego deciderà una volta per tutte da che parte stare, e proverà a redimersi da quel suo atto da bambino viziato che ha causato la cattura dell’intero gruppo.
La storia prende una piega più intima, cruda e drammatica, e l’autore coglie l’occasione per regalarci alcune tavole con ottime rappresentazioni anatomiche.

L’interno dell’Inverno di Diego è chiaro: raccontare la grande Storia attraverso una piccola storia di guerra e provincia: la maggior forza sta nella caratterizzazione dei personaggi ma soprattutto nell’evoluzione di Diego, che è legata anche agli eventi traumatici a cui è sottoposto. la parte finale del fumetto inoltre regala momenti di grande tensione, quasi d’azione, sicuramente inaspettati.
Il tratto di Baldazzini è molto morbido e pulito, e da il meglio di se nella rappresentazione della natura (particolarmente curati gli alberi) e dei corpi, anche nella scena di tortura. Meno rende la parte dinamica e di movimento dei personaggi, che risultano un po’ statici, complice anche una divisione delle vignette non proprio all’avanguardia, adatta per i momenti di dialogo ma meno per altri.

Sicuramente un buon prodotto, che non aggiunge nulla di nuovo al genere ma che fa il suo dovere egregiamente: si vede che l’autore ha voluto anche osare inserendo dei colpi di scena, scelta sicuramente apprezzabile, pur non riuscendo magari a pieno con l’inventiva a differenziare la storia tra quelle di genere.

Voto: 7-

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