Intervista esclusiva con Roberto Recchioni e Emiliano Mammucari, parlando di Orfani, fumetto digitale e annunci importanti per il futuro di Dylan Dog.

Abbiamo incontrato Emiliano Mammucari e Roberto Recchioni alla presentazione dell’edizione “absolute” di Orfani, nella fumetteria romana Forbidden Planet. Dopo quasi quattro ore di disegni e dediche sul volume Bao i due creatori della prima serie interamente a colori della Bonelli si sono prestati, stanchi ma soddisfatti, per un’intervista esclusiva per i lettori di Mangaforever. Buona lettura!

Partiamo con Orfani: Hector è morto?

Roberto Recchioni: Hector è morto. Però l’ho detto da subito che era morto. Non mi volevate credere…

No, ci fidiamo. Però sapendo che sei un fan di George R. R. Martin, non si sa mai. Parliamo dell’edizione “absolute” Bao: l’idea di pubblicare Orfani in questa versione è nata da subito, insieme alla serie?

RR: È nata anche da prima. Cioè, è nata da una serie di ragionamenti che facevo da tempo intorno al problema che i Bonelli rimanevano in edicola solamente per trenta giorni. Di fronte alla mole di lavoro e al tipo di produzione che Orfani richiedeva questa cosa è stata ancora peggiore: un lavoro lunghissimo, quattro anni di preparazione per degli albi che poi sarebbero rimasti in edicola trenta giorni. Questo è quello che avevamo già provato a fare con Mater Morbi, che è andato benissimo: l’edizione Bao di Mater Morbi è stato il banco di prova per fare Orfani. Questa era la mia idea, poi Emiliano ci ha messo il suo riguardo alla forma e al contenuto.

Emiliano Mammucari: Sotto l’aspetto tecnico Orfani è stato pensato sia per essere riportato poi su un altro tipo di superficie, sia per essere esportato all’estero.

Infatti si è già parlato di Orfani in Germania e, come Roberto ha postato su Facebook, in Serbia. Ci sono altre destinazioni previste?

RR: Sì, le prime due edizioni saranno Germania e Serbia, poi dovrebbero arrivare Francia e Stati Uniti.

Tornando alla nascita di Orfani, è nato già in formato bonellide o già si pensava a dimensioni più grandi simili a quelle dell’edizione Bao?

EM: Il formato Bonelli può fare qualsiasi cosa, è una grammatica abbastanza universale. Portandolo a livelli abbastanza alti può essere declinato in tante cose.

Dalle interviste alla fine del volume Bao sembra che sia stata la Bonelli a proporvi di realizzare la serie a colori. È così?

RR: Non è andata proprio così. Noi abbiamo proposto di realizzare il primo numero a colori e la Bonelli ci ha risposto “Facciamola tutta!”.

EM: Allora abbiamo rilanciato: “La facciamo tutta ma a patto che possiamo gestire noi i colori!”

La seconda stagione (la prima si concluderà a Ottobre) di Orfani è già stata realizzata [durante la seduta di disegni e dediche, Roberto ed Emiliano hanno parlato del fatto che questa sarà molto diversa dalla prima ed avrà anche un titolo diverso]. Una terza stagione ci sarà?

RR: La terza stagione è una realtà molto concreta. Avrà tempi di uscita diversi dalla seconda, che invece uscirà già dal mese successivo all’ultimo numero della prima, ma è quasi certa.

Parliamo di digitale. Roberto ha detto in passato che Orfani sarà distribuito in digitale quando vorrà la Bonelli. Quindi per ora ancora non se ne parla?

RR: No. Il mercato si fa quando si muovono i leader. Quindi fino a che la Bonelli non si muoverà verso il fumetto digitale, per questo non ci sarà una vera scena in Italia. Il problema è che i colossi si muovono quando i mercato esiste, e per il momento questo mercato in Italia non esiste.

Però la Bao ha un rapporto abbastanza forte con Amazon, per la distribuzione digitale. Ora che Amazon ha comprato Comixology, cambierà qualcosa?

RR: Bao ha fatto degli esperimenti molto interessanti, e infatti come Bonelli li stiamo guardando molto da vicino. Però per ora…

Passando a Dylan Dog: dopo quelli già annunciati come Akab e Ausonia (e Gipi) ci saranno altri nuovi disegnatori? E qui mi rivolgo anche a Emiliano, sperando di non rovinare la vostra amicizia.

EM: (Ride) No, no.

RR: Ci sarà Luca Genovese che arriverà a breve, e anche Werther Dell’Edera. Esordiranno sceneggiatori come Ratigher, Luca Vanzella, Mauro Uzzeo…

Quindi ti riferivi a loro nel tuo post sugli sceneggiatori esordienti [“Dylan ha bisogna di autori dotati di talento e cose da dire, poco importa se si siano fatti le ossa su un volume disturbante della Grrrzetic o sulle pagine di un bonellide Aurea”]?

RR: Sì, esatto. Stiamo anche lavorando ad una storia con Nicolò Pellizzon che ancora non so se andrà in porto, ma sono convinto di sì. Insomma ci sarà una bella iniezione di nuovi autori su Dylan.

Leo Ortolani?

RR: Con Leo… ci stiamo lavorando, con Leo.

Un’ultima cosa: durante la tua ultima intervista con Mangaforever.net avevi detto che ti sarebbe piaciuto lavorare ancora su David Murphy 911.

RR: Rimane la stessa voglia, ma ancora non si è presentata l’occasione. E il tempo, soprattutto.

Per quanto riguarda 4 Hoods?

RR: Su 4 Hoods ci sto lavorando. Se ne farà a breve qualcosa di ufficiale e mio. Cioè, di mio, dato che tutto è ufficiale e il progetto è diventato open quindi chiunque voglia fare qualcosa con 4 Hoods lo può fare.

Grazie a entrambi.

4 hoods

Chiudiamo con un fatterello estemporaneo che, chissà, potrebbe rivelarsi importante in futuro: arrivato agli ultimi libri da dedicare, Roberto Recchioni ha preso a disegnare delle versioni super-deformed degli Orfani, stilisticamente molto simili ai 4 Hoods. L’idea è piaciuta molto ai lettori presenti e a Emiliano Mammucari, e i due autori hanno iniziato a riflettere sulla possibilità di utilizzare queste “versioni umoristiche” per albetti speciali o storielle di fine numero. Scherzavano soltanto?

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